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	<title>intolleranze alimentari - Allergologo.net</title>
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	<title>intolleranze alimentari - Allergologo.net</title>
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		<title>6 frasi da non dire mai ad una persona allergica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 17:25:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diagnosi allergie]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come comportarsi di fronte a qualcuno (bambino, ma anche adulto) che soffre di un’allergia? Come non farlo sentire a disagio, escluso, diverso rispetto ai suoi amici, che possono mangiare tutto indifferentemente? Qui sotto, alcune frasi da evitare quando incontriamo un soggetto allergico e da sostituire, se lo desideriamo, con domande per capire meglio la sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Come comportarsi di fronte </i><i>a qualcuno (bambino, ma anche adulto) che soffre </i><i>di un’allergia? Come non farlo sentire a disagio, escluso, diverso rispetto ai suoi amici</i><i>,</i><i> che possono mangiare tutto indifferentemente?</i></p>
<p><i>Qui sotto, alcune </i><b><i>frasi da evitare</i></b><i> quando incontriamo un soggetto allergico e da sostituire, se lo desideriamo, con domande per capire meglio la sua situazione.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>1. Che </b><b>problema</b><b>!</b> <b>M</b><b>a come </b><b>fai</b><b>?</b></p>
<p>È assoluta mancanza di empatia, a maggior ragione di fronte ad un bambino. Se è vero che la persona allergica non ha scelta, è altrettanto vero che può condurre una vita quasi normale: feste, ristoranti, vita all’aria aperta, … Bastano solo alcuni accorgimenti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>2. Impossibile, non può essere vero!</b></p>
<p>Pensiamo al caso di allergie poco comuni, come quelle alle cucurbitacee. Una risposta del tipo: “il cetriolo è solo acqua, non può farti male!” è assolutamente da evitare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>3. Mangiane solo un po’, non ti farà male</b><b>!</b></p>
<p>Per una persona allergica, il fatto di consumare anche solo poche tracce di un alimento può essere sufficiente a provocare una reazione, potenzialmente anche molto grave. Quando parliamo di allergie, alimentari o meno, non si possono prendere rischi. Attenzione soprattutto al ristorante!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>4. Oggi, si può guarire dalle allergie!</b></p>
<p>Certo, può succedere che un bambino che prima era allergico o intollerante ad un alimento, crescendo lo riesca a mangiare senza problemi. O può accadere che qualcuno, ad un certo punto della sua vita, sopporti meglio i pollini primaverili rispetto a qualche anno prima. Ma in linea generale, le persone allergiche dovranno fronteggiare la loro malattia<b> per un lungo periodo di tempo</b>. Evitiamo di consigliare loro l’ipnosi per guarirne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>5. Non hai seguito le raccomandazioni del tuo medico?</b></p>
<p>Solo recentemente, gli studi allergologici stanno dimostrando che l’assunzione precoce di frutta secca diminuirebbe il rischio di allergia alle arachidi. Inutile quindi dire ai genitori dei piccoli allergici: “avresti dovuto fare così” o colpevolizzarli. <b>La ricerca migliora di anno in anno, ma i suoi risultati non hanno valore retroattivo!</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>6. Anch’io sono allergico!</b></p>
<p>Si tratta di una frase che si sente spesso di fronte soprattutto all’allergia al latte. Ma è il frutto di una <b>confusione tra allergia al latte ed intolleranza al lattosio</b>. Se la prima può avere conseguenze molto gravi (anche anafilassi), la seconda provoca solamente dei disturbi intestinali, per quanto sgradevoli.</p><p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2017/02/15/6-frasi-da-non-dire-mai-ad-una-persona-allergica/">6 frasi da non dire mai ad una persona allergica</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’allergia alla cannella: diagnosi e trattamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 08:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studi scientifici fanno pensare che nei prossimi anni ci potrebbe essere un aumento dei casi di allergia alla cannella. Questo viene spiegato dall’incremento dell’utilizzo delle spezie sia nel cibo, sia nei prodotti cosmetici. Le donne, proprio per la loro propensione ad utilizzare più creme e profumi rispetto agli uomini, sarebbero maggiormente soggette a questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli studi scientifici fanno pensare che nei prossimi anni ci potrebbe essere un aumento dei casi di allergia alla cannella. Questo viene spiegato dall’incremento dell’utilizzo delle spezie sia nel cibo, sia nei prodotti cosmetici. Le donne, proprio per la loro propensione ad utilizzare più creme e profumi rispetto agli uomini, sarebbero maggiormente soggette a questo tipo di allergia.</p>
<p style="text-align: justify;">Come in altri casi di intolleranze alimentari gravi, la reazione allergica alla cannella può essere provocata da una molteplicità di cibi, anche indipendenti tra loro. Un valido aiuto alla diagnosi può essere quello di tenere un registro di alimenti, bevande e prodotti di igiene e cosmesi in seguito al consumo dei quali si nota una reazione abnorme.</p>
<p style="text-align: justify;">Essendo questo allergene non uno “dei più comuni” non sarà semplice da parte dell’allergologo giungere ad una diagnosi di certezza, in quanto in commercio non esistono (almeno per il momento) test disponibili di routine per indagare l’allergia alla cannella.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2017/02/cannella_arancia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4735 size-large" src="https://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2017/02/cannella_arancia-1024x682.jpg" alt="cannella_arancia" width="810" height="539" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><b>L’importanza di consultare un allergologo</b></p>
<p style="text-align: justify;">Chi soffre di allergia alle proteine della cannella deve seguire una dieta restrittiva; è quindi fondamentale l’intervento di un allergologo e di un dietologo o nutrizionista per stabilire un regime alimentare che, pur evitando tutti i cibi a base di cannella, consenta al soggetto allergico di scongiurare il rischio di malnutrizione, assicurando i bisogni nutrizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso tempo, l’allergico al supermercato o in cucina dovrà porre molta attenzione alle etichette dei cibi, delle bevande e dei prodotti di cosmesi; e al ristorante dovrà informare il cuoco della propria allergia.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Il trattamento e la cura</b></p>
<p style="text-align: justify;">L’unico trattamento valido in caso di allergia alla cannella è quello di evitare completamente la spezia.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di ingestione o contatto accidentali con manifestazioni molto lievi, i sintomi dell’allergia possono essere ridotti con un antistaminico. Nei casi di maggiore importanza potrebbe essere però necessari altri trattamenti, in maniera tempestiva. E’ quindi importante in questi casi allertare immediatamente il 118 e cercare aiuto nel più breve tempo possibile. I soggetti con precedenti reazioni allergiche di una certa gravità potrebbero aver già ricevuto la prescrizione di un autoiniettore di adrenalina, che è la terapia d’emergenza per le reazioni allergiche, ed il medico in questo caso avrà fornito le corrette istruzioni su come e quando utilizzarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso si sospetti un’allergia alla cannella, così come ad altre spezie o ad altri alimenti, il consiglio è quello di contattare un medico allergologo.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Leggi quali sono <a href="https://www.allergologo.net/2017/02/13/lallergia-alla-cannella-e-la-sua-sintomatologia/" target="_blank" rel="noopener">i sintomi dell’allergia alla cannella</a></i></p><p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2017/02/13/lallergia-alla-cannella-diagnosi-e-trattamento/">L’allergia alla cannella: diagnosi e trattamento</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’allergia alla cannella e la sua sintomatologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 08:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si calcola che sul totale dei soggetti con allergie alimentari, il 2% sia allergico alle spezie. Tra le spezie che più frequentemente scatenano reazioni allergiche, rientra a pieno diritto la cannella. La pianta da cui la si ricava è originaria dell’estremo Oriente (Cina, India e sud-est asiatico), ma il suo utilizzo è molto diffuso in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si calcola che sul totale dei soggetti con allergie alimentari, il 2% sia allergico alle spezie. Tra le spezie che più frequentemente scatenano reazioni allergiche, rientra a pieno diritto la cannella.</p>
<p>La pianta da cui la si ricava è originaria dell’estremo Oriente (Cina, India e sud-est asiatico), ma il suo utilizzo è molto diffuso in Occidente da sempre, sia in cucina, sia in cosmesi. Nelle etichette la si può trovare espressamente indicata, ma in altri casi (come per dentifrici, collutori e profumi, ma non solo) sarà per lo più indicata genericamente sotto la dicitura “aromi”, “aromi naturali”, “spezie” o “fragranze”. In questi casi, gli allergici devono prestare particolarmente attenzione.</p>
<p>Ma quali sono i cibi e le bevande che contengono o che possono contenere la cannella?</p>
<ul>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1">Prodotti da forno</li>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1">Budini e gelati</li>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1">Caramelle e chewing gum</li>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1">Cereali per la colazione e barrette di cereali</li>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="5" data-aria-level="1">Cibi etnici, come il curry e il riso aromatizzato</li>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="6" data-aria-level="1">Miscele di spezie</li>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="7" data-aria-level="1">Zuppe e salse</li>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="8" data-aria-level="1">Tè alle erbe, caffè aromatizzati ed altre bibite</li>
<li data-listid="1" data-aria-posinset="9" data-aria-level="1">Cibi da asporto e pasti consumati al ristorante</li>
</ul>
<p>Vista così, la questione sembra di difficile gestione. Ma in realtà non c’è da preoccuparsi, perché, se questi alimenti sono effettivamente di largo consumo, allo stesso tempo la cannella è facilmente sostituibile con altre spezie ed armi (soprattutto nella cucina):</p>
<ul>
<li data-listid="2" data-aria-posinset="10" data-aria-level="1">Pepe di Giamaica</li>
<li data-listid="2" data-aria-posinset="11" data-aria-level="1">Anice</li>
<li data-listid="2" data-aria-posinset="12" data-aria-level="1">Cumino</li>
<li data-listid="2" data-aria-posinset="13" data-aria-level="1">Chiodi di garofano</li>
<li data-listid="2" data-aria-posinset="14" data-aria-level="1">Finocchio</li>
</ul>
<ul>
<li data-listid="2" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1">Zenzero</li>
<li data-listid="2" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1">Noce moscata</li>
<li data-listid="2" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1">Vaniglia</li>
</ul>
<p><a href="https://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2017/02/cannella_spezie.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4730 size-large" src="https://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2017/02/cannella_spezie-914x1024.jpg" alt="cannella_spezie" width="810" height="907" /></a></p>
<p><strong>La sintomatologia</strong></p>
<p>Le reazioni allergiche alla cannella non sono scatenate solamente dall’ingestione della spezia, ma anche dalla sua inalazione o dal contatto diretto.</p>
<p>I sintomi più comuni sono:</p>
<ul>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1">Diarrea</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="5" data-aria-level="1">Dolori di stomaco</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="6" data-aria-level="1">Nausea</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="7" data-aria-level="1">Vomito</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="8" data-aria-level="1">Formicolio, pizzicore, gonfiore del viso o di altre parti del corpo</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="9" data-aria-level="1">Respiro difficoltoso</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="10" data-aria-level="1">Orticaria</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="11" data-aria-level="1">Vertigini</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="12" data-aria-level="1">Svenimento</li>
<li data-listid="3" data-aria-posinset="13" data-aria-level="1">Eruzioni cutanee, infiammazione, irritazione della pelle</li>
</ul>
<p>Solo nei casi più gravi, l’allergia alla cannella può provocare nel soggetto una reazione anafilattica, che solitamente si sviluppa in tempi anche molto brevi con: improvviso calo della pressione sanguigna, difficoltà di respiro, perdita di coscienza e shock. In questo caso, l’intervento medico è fondamentale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Leggi <a href="https://www.allergologo.net/2017/02/13/lallergia-alla-cannella-diagnosi-e-trattamento/" target="_blank" rel="noopener">come diagnosticare e come trattare l’allergia alla cannella</a></i></p><p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2017/02/13/lallergia-alla-cannella-e-la-sua-sintomatologia/">L’allergia alla cannella e la sua sintomatologia</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il calcio … non solo nel latte!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 10:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il numero di persone intolleranti al lattosio o allergiche alle proteine del latte è in crescita. Senza voler indagare le ragioni che stanno dietro a questi incrementi, possiamo chiederci come possano, i soggetti intolleranti o allergici, assimilare le stesse sostanze da altre fonti. In altre parole, quali sono i cibi sostitutivi dei latticini? Innanzitutto, partiamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il numero di persone intolleranti al lattosio o allergiche alle proteine del latte è in crescita.</p>
<p>Senza voler indagare le ragioni che stanno dietro a questi incrementi, possiamo chiederci come possano, i <strong>soggetti intolleranti o allergici, assimilare le stesse sostanze da altre fonti</strong>.</p>
<p>In altre parole, quali sono i <strong>cibi sostitutivi dei latticini?</strong></p>
<p>Innanzitutto, partiamo da una considerazione fondamentale. Se il latte (quello materno, ma anche quello vaccino) può essere un alimento basilare nella dieta dei bambini fino ai due anni, con il passare del tempo lo diviene sempre meno.</p>
<p>Quello che è imprescindibile nei bambini e nei ragazzi nel pieno della loro crescita e del loro sviluppo (quindi fino ai 18 anni) è il <strong>calcio</strong>. Che <strong>non si trova solo nel latte e nei suoi derivati</strong>.</p>
<p>Prendete, per esempio, il latte (forse sarebbe più corretto definirlo “bevanda”) di <strong>riso</strong> o quello di <strong>soia</strong>. Basta leggere l’etichetta della confezione per realizzare immediatamente che si tratta di una importante fonte di calcio; e quindi di un buon sostituto del latte vaccino.</p>
<p><a href="https://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2017/01/latte_soia.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4719 size-full" src="https://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2017/01/latte_soia.jpg" alt="latte_soia" width="640" height="427" /></a></p>
<p>Ma la soia e il riso non sono i soli a contenere la sostanza fondamentale per la crescita delle ossa. Troviamo molto <strong>calcio anche nelle mandorle e nella frutta secca</strong> in genere e <strong>negli spinaci</strong> (questi ultimi possono però risultare di difficile digestione a causa dell’alta concentrazione di acido fitico).</p>
<p>Infine (ma la lista non è esaustiva), si calcola che poco più di mezzo etto di <strong>sardine sott’olio</strong> contengano 240 mg di calcio (per la presenza delle lische), la stessa dose che si assume bevendo 200 ml di latte vaccino.</p>
<p>Insomma, come dimostra la varietà di diete nel mondo, l’attenzione non va posta tanto sul cibo in sé stesso, quanto piuttosto sulle sostanze nutritive di cui il nostro organismo ha bisogno. Nel caso specifico, non dobbiamo guardare al latte come ad un alimento fondamentale, ma dobbiamo cercare di assimilare il calcio da altri alimenti.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2017/01/30/il-calcio-non-solo-nel-latte/">Il calcio … non solo nel latte!</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allergia al grano, celiachia e sensibilità al glutine&#8230;</title>
		<link>https://www.allergologo.net/2016/11/10/allergia-al-grano-celiachia-e-sensibilita-al-glutine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=allergia-al-grano-celiachia-e-sensibilita-al-glutine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 19:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[gluten free]]></category>
		<category><![CDATA[glutine]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un numero crescente di persone adotta diete alimentari prive di glutine. E sempre più negozi alimentari propongono un&#8217;ampia scelta di prodotti gluten free. Quanto rilevano in queste scelte, le reali necessità dei soggetti e quanto l&#8217;influenza delle mode e delle proposte commerciali che spingono i consumatori ad eliminare il grano dalla tavola senza controllo medico? Il glutine Il glutine è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pageContainer1" class="page">
<div class="textLayer">
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Un numero crescente di persone adotta diete alimentari prive di glutine. E sempre più negozi alimentari propongono un&#8217;ampia scelta di prodotti <em>gluten free</em>.</div>
<div style="text-align: justify;">Quanto rilevano in queste scelte, le reali necessità dei soggetti e quanto l&#8217;influenza delle mode e delle proposte commerciali che spingono i consumatori ad eliminare il grano dalla tavola senza controllo medico?</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Il glutine</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Il glutine è un complesso proteico che si origina dall&#8217;unione di due tipi di proteine (gliadine e glutenine) che troviamo in alcuni cereali: frumento, farro, segale, orzo, khorasan (commercializzato sotto il nome di Kamut), spelta e triticale.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>I disturbi e le patologie legati al glutine </strong></div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;ingestione di glutine in soggetti con sensibilità può dare luogo a malattia celiaca, dermatite erpetiforme, allergia al frumento e sensibilità al glutine di tipo non celiaco.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">La <strong>celiachia</strong> è l&#8217;intolleranza alimentare più diffusa a livello globale (in Europa interessa circa l&#8217;1% della popolazione). Nei soggetti celiaci, le gliadine e le glutenine a contatto con l&#8217;intestino e con il suo sistema immunitario scatenano una reazione immunitaria.</div>
<div style="text-align: justify;">Quest&#8217;infiammazione, che si sviluppa nel corso di anni, conduce ad una progressiva distruzione della parete dell&#8217;intestino tenue, che così non è più in grado di svolgere la propria funzione di assorbimento degli alimenti. La celiachia può essere asintomatica, ma può manifestarsi anche con diarrea profusa, marcato dimagrimento e, nei soggetti in età di sviluppo in cui non venga diagnosticata a tempo, con una crescita non sana. Se non viene trattata, può sfociare in complicanze ancora più temibili, quali linfomi intestinali ed altri tumori dell&#8217;intestino.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Per diagnosticare la celiachia sono disponibili test diagnostici (ricerca sierologica, biopsia della mucosa duodenale) per i quali è necessario che il soggetto consumi regolarmente alimenti contenenti il glutine, altrimenti i test possono risultare alterati (i cosiddetti «falsi negativi»). Una volta accertata la malattia celiaca la terapia dovrà consistere nell&#8217;eliminazione del glutine dalla dieta.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;allergia alle proteine del frumento</strong>, invece, si può manifestare in vario modo: con eruzioni cutanee, problemi gastrointestinali o respiratori. Più raramente, si hanno casi di anafilassi, talvolta causati dall&#8217;associazione tra il consumo di grano e l&#8217;effettuazione di intensa attività fisica (la cosiddetta FDEIA, <em>food-dependent exercise-induced anaphylaxis</em>). Diversamente dalla celiachia, l&#8217;allergia al glutine è mediata dagli anticorpi IgE ed è diagnosticabile mediante test allergologici (prick test e dosaggio delle IgE specifiche). Anche in questo caso la gestione terapeutica dovrà comprendere l&#8217;eliminazione del grano.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;ultima figura è quella di <strong>sensibilità al glutine di tipo non celiaco</strong>: poiché non esistono ancora dei markers specifici per identificarla, la diagnosi viene effettuata per esclusione della celiachia e dell&#8217;allergia alle proteine del grano. I sintomi sono riconducibili a <strong>manifestazioni gastro-intestinali</strong> (dolori addominali, diarrea, gonfiore addominale, stipsi, bruciore epigastrico, nausea, vomito, eczema) e a manifestazioni <strong>extra-intestinali</strong> (emicrania, annebbiamento mentale, affaticamento cronico, depressione, anemia, perdita di sensibilità alle estremità, dolori articolari).</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Come eliminare il glutine?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Nei casi appena visti e <strong>sotto controllo medico</strong>, il glutine va eliminato dalla dieta. L&#8217;autodiagnosi, in particolare di una sensibilità al glutine, rischia invece di non avere effetti benefici sulla salute dei consumatori e anzi di indurre ad una dieta ristretta (quindi potenzialmente carente di importanti elementi nutrienti) del tutto inappropriata.</div>
<div style="text-align: justify;">Quello su cui non si insiste sufficientemente invece è il come eliminare il glutine. I prodotti <em>gluten-free </em>hanno il problema che spesso sono arricchiti con addensanti, agglutinanti e olii vegetali polinsaturi. Una soluzione che si può suggerire è di <strong>consumare cibi naturalmente privi di glutine</strong>, come il riso, il mais, l&#8217;orzo, l&#8217;avena, il miglio, la quinoa e il grano saraceno.</div>
</div>
</div><p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2016/11/10/allergia-al-grano-celiachia-e-sensibilita-al-glutine/">Allergia al grano, celiachia e sensibilità al glutine…</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Allergia al latte o intolleranza al lattosio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2013 20:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia al latte]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranza al lattosio]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allergia al latte o intolleranza al lattosio? L&#8217;allergia al latte e l&#8217;intolleranza al lattosio sono condizioni piuttosto comuni, ma spesso si tende a fare confusione ed a confonderle l&#8217;una con l&#8217;altra. Vediamo di fare chiarezza&#8230;. L&#8217;intolleranza al lattosio è una patologia che provoca disturbi gastrointestinali (colore addominale, gonfiore, crampi addominali, disturbi intestinali) a seguito dell&#8217;assunzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Allergia al latte o intolleranza al lattosio?</h2>
<p>L&#8217;allergia al latte e l&#8217;intolleranza al lattosio sono condizioni piuttosto comuni, ma spesso si tende a fare confusione ed a confonderle l&#8217;una con l&#8217;altra.</p>
<h3>Vediamo di fare chiarezza&#8230;.</h3>
<p>L&#8217;<b>intolleranza al lattosio </b>è una patologia che provoca <b>disturbi gastrointestinali</b> (colore addominale, gonfiore, crampi addominali, disturbi intestinali) a seguito dell&#8217;assunzione di latte e latticini.</p>
<p>Si tratta di una reazione non allergica, cioè di una reazione che non interessa il sistema immunitario, ma che è provocata dalla mancanza o dalla carenza di <b>lattasi</b>, l&#8217;enzima preposto alla digestione del lattosio (lo zucchero contenuto nel latte e nei latticini).</p>
<p>L&#8217;<b>allergia al latte vaccino </b>invece è dovuta alla presenza di anticorpi IgE contro alcune proteine del latte, che il sistema immunitario sviluppa a seguito di una sensibilizzazione.</p>
<p>Nell&#8217;allergia al latte vaccino l&#8217;ingestione anche di piccole quantità può provocare reazioni allergiche anche gravi, di tipo cutaneo, gastro-intestinale, respiratorio o anafilattico.</p>
<p>Per ciò che concerne l&#8217;intolleranza al lattosio i sintomi hanno invece una gravità che dipende dalle quantità di latte e latticini assunte e la reazione non coinvolge il sistema immunitario.</p>
<p>L&#8217;intolleranza al lattosio viene classificata come primaria o secondaria. Si definisce intolleranza primaria al lattosio quella condizione per cui l&#8217;organismo non produce lattasi a causa di una modificazione genetica.</p>
<p>In caso di intolleranza primaria al lattosio i sintomi compaiono già nei primi anni di vita. Si parla di intolleranza secondaria al lattosio invece quando essa si presenta nel corso della vita, a causa di un deficit – talvolta  transitorio – dell&#8217;enzima, che può essere causata da lesioni dell&#8217;apparato gastrointestinale, da cambi repentini nella dieta o da infezioni del tratto gastrointestinale.</p>
<p>L’intolleranza al lattosio viene generalmente <b>diagnosticata attraverso un breath test</b>, un esame diagnostico che valuta la concentrazione di determinate sostanze nell’aria espirata dopo aver bevuto una piccola quantità di liquido contenente lattosio; il test in questo modo è in grado di indicare la presenza di una intolleranza.</p>
<p>In caso di intolleranza secondaria solitamente si procede alla definizione di una dieta che prevede il consumo di latte e latticini in quantità minime, per poi aumentare gradualmente le quantità ingerite, stimolando così la produzione di lattasi.</p>
<p>Nei casi in cui invece l&#8217;intolleranza venga classificata come primaria, occorrerà consumare latti delattosati oppure optare per il consumo di latte di soia o di riso, integrando opportunamente la propria dieta, all&#8217;occorrenza, con integratori alimentari.</p>
<p>Foto: Wikimedia Commons</p><p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2013/11/01/allergia-al-latte-o-intolleranza-al-lattosio/">Allergia al latte o intolleranza al lattosio?</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Quali persone sono a rischio di allergia alimentare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presenza di familiari o parenti allergici è uno dei fattori che permette di prevedere un aumento di rischio di sviluppare allergie alimentari. Nei neonati che hanno un solo genitore allergico il rischio di sviluppare un’allergia alimentare è due volte superiore rispetto ai neonati i cui genitori non soffrono di allergie. Se entrambi i genitori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQUOXCC9DYJRKvM7m4OC5VSoe_YxMXNrwJf_mUmPBv3E8WriTX8" alt="" width="225" height="225" />La presenza di familiari o parenti allergici è uno dei fattori che permette di prevedere un aumento di rischio di sviluppare allergie alimentari. Nei neonati che hanno un solo genitore allergico il rischio di sviluppare un’allergia alimentare è due volte superiore rispetto ai neonati i cui genitori non soffrono di allergie. Se entrambi i genitori sono allergici, il rischio di sviluppare allergia ad almeno un alimento aumenta da quattro a sei volte. In base ai dati disponibili, l’allattamento al seno, comparato con l’alimentazione artificiale, ridurrebbe il rischio di allergia alimentare. Nei neonati con parenti stretti che soffrono di allergie, alcuni studi suggeriscono che il solo allattamento al seno per 4-6 mesi sembra sufficiente a fornire una certa protezione; tuttavia questi dati, seppur noti da tempo, sono ancora controversi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6124"></span>Inoltre, è da considerare che l&#8217;allergia progredisce spesso attraverso quella che viene definita la &#8220;marcia allergica&#8221;: ciò significa che l&#8217;allergia tende ad esprimersi in maniera differente a seconda delle età della vita. Nel neonato e nel bambino la manifestazione più comune è la dermatite atopica, crescendo spesso il bambino allergico sviluppa asma bronchiale, mentre da adulto la manifestazione più comune è la rinite allergica. Quindi, il bambino con un passato di dermatite atopica, è da considerare maggiormente a rischio di sviluppare allergia ad alimenti.</p><p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2012/02/03/quali-persone-sono-a-rischio-di-allergia-alimentare/">Quali persone sono a rischio di allergia alimentare?</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cosa avviene nell&#8217;organismo quando si scatena una reazione allergica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l&#8217;organismo dalle sostanze estranee dannose, e lo fa scatenando una reazione per eliminarle. L’allergia è essenzialmente &#8220;un’alterazione immunitaria&#8221; in cui una sostanza normalmente innocua (definita allergene) viene “percepita” come una minaccia e diventa il bersaglio delle difese immunitarie dell’organismo. In una vera reazione allergica, l’organismo produce anticorpi [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2012/01/26/che-cosa-avviene-in-una-reazione-allergica-agli-alimenti/">Cosa avviene nell’organismo quando si scatena una reazione allergica?</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px;" alt="Reazione allergica al caffè di una signora seduta al bar" src="https://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/reazione-allergica-caffe.jpeg" width="239" height="211" />Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l&#8217;organismo dalle sostanze estranee dannose, e lo fa scatenando una reazione per eliminarle. L’allergia è essenzialmente &#8220;un’alterazione immunitaria&#8221; in cui una sostanza normalmente innocua (definita allergene) viene “percepita” come una minaccia e diventa il bersaglio delle difese immunitarie dell’organismo. In una vera reazione allergica, l’organismo produce anticorpi di classe E (IgE), che reagiscono con l’allergene scatenando un’ulteriore reazione, nella quale i mastociti (cellule dei tessuti) e i basofili (un tipo di cellula ematica) liberano istamina o altre sostanze (quali i leucotrieni e le prostaglandine) che provocano reazioni allergiche che possono coinvolgere la cute o le mucose del tratto respiratorio o gastrointestinale, oppure l&#8217;apparato cardio-circolatorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6123"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La gran parte delle <a title="allergia ed intolleranza alimentare" href="https://www.allergologo.net/2012/01/18/allergia-alimentare-ed-intolleranza-alimentare/">risposte allergiche agli alimenti</a> è relativamente lieve, ma in un numero limitato di persone si verifica una reazione violenta, potenzialmente letale, e che prende il nome di <a href="https://www.allergologo.net/2012/01/04/reazione-allergica-e-shock-anafilattico-qual-e-la-differenza/">anafilassi</a>. A volte la reazione anafilattica può manifestarsi in maniera molto rapida dopo l’esposizione all&#8217;allergene, e richiede cure mediche immediate.</p>
<h3>Gli alimenti maggiormente implicati nelle reazioni allergiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Tra gli alimenti maggiormente a rischio per le reazioni allergiche gravi, sicuramente la frutta secca e la frutta con guscio (arachidi, noci, mandorle, pinoli) è la più temibile, sia come frequenza che come entità delle reazioni. Nei bambini anche il latte e l&#8217;uovo spesso causano reazioni allergiche. Altri allergeni che frequentemente posso causare reazioni allergiche sono la soia, i crostacei ed il merluzzo. Soprattutto negli adulti, anche la frutta e la verdura fresca (in particolare pesca, pomodoro) vengono frequentemente incontrate come causa di reazioni avverse ad alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone con reazioni allergiche ad alimenti (o sospette tali), dovrebbero sottoporsi a <a title="visita allergologica" href="https://www.allergologo.net/info-visita-allergologica/">visita allergologica</a> e <a title="prick test" href="https://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test/">test allergologici per alimenti</a>.</p><p>The post <a href="https://www.allergologo.net/2012/01/26/che-cosa-avviene-in-una-reazione-allergica-agli-alimenti/">Cosa avviene nell’organismo quando si scatena una reazione allergica?</a> first appeared on <a href="https://www.allergologo.net">Allergologo.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Allergie e intolleranze agli alimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Classificazione e Concetti Generali Le prime descrizioni risalgono all’antichità, ma solo nel XX° secolo sono state introdotte le tecniche e le metodologie per indagare adeguatamente queste condizioni, in particolare il test di scatenamento in cieco o in doppio cieco contro placebo, attualmente considerato il gold standard. La classificazione EAACI del 1995, poi revisionata nel 2001, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Classificazione e Concetti Generali</h3>
<div>
<p>Le prime descrizioni risalgono all’antichità, ma solo nel XX° secolo sono state introdotte le tecniche e le metodologie per indagare adeguatamente queste condizioni, in particolare il test di scatenamento in cieco o in doppio cieco contro placebo, attualmente considerato il gold standard.</p>
</div>
<div>
<p>La classificazione EAACI del 1995, poi revisionata nel 2001, definisce la reazione avversa ad alimenti come ogni evento aberrante che si verifica in seguito all’ingestione di un alimento o di un additivo alimentare.</p>
<p>La revisione del 2001 prevederebbe che tutte le immuno-mediate fossero definite allergie, con il prefisso IgE-mediate per quelle allergiche in senso stretto. Quest’ultima classificazione non è unanimemente accettata.</p>
</div>
<div></div>
<h3>Epidemiologia</h3>
<div>
<p>La prevalenza è maggiore nell’infanzia, attualmente stimata intorno al 6% nei bambini di età inferiore ai 3 anni.</p>
<p><span id="more-6112"></span></p>
</div>
<div>
<p>Nell’infanzia gli allergeni maggiormente responsabili di reazioni avverse sono il latte di mucca (2,5%), l’uovo (1,3%), le noccioline (0,8%), le noci (0,2), il pesce ed i crostacei (0,1%).</p>
</div>
<div>
<p>Quasi tutti i bambini con sensibilizzazione al latte di mucca sviluppano la sensibilizzazione nel primo anno di vita e l’hanno già superata al compimento del 5° anno. Un 25% di questi bambini rimane sensibilizzato anche nella seconda decade di vita, mentre il 35% circa va incontro a reazioni avverse ad altri alimenti.</p>
</div>
<div>
<p>Fino a qualche tempo fa si credeva che le reazioni avverse a noci, noccioline e pesce non venissero mai superate, mentre è stato documentato che ciò accade nel 20% dei casi.</p>
</div>
<div>
<p>L’incidenza di sensibilizzazione ad alimenti è maggiore negli atopici, tanto che il 35% dei bambini con dermatite atopica di grado moderato-severo hanno IgE contro allergeni alimentari.</p>
</div>
<div>
<p>Sulla base dei dati più recenti la prevalenza di sensibilizzazione allergica negli adulti dei Paesi Occidentali è intorno al 3,5-4%.</p>
</div>
<h3>Patogenesi</h3>
<h1>Barriera intestinale</h1>
<div>
<p>L’allergia alimentare rappresenta una risposta abnorme da parte del sistema immunitario della mucosa del tratto gastro-enterico verso Ag introdotti per via orale.</p>
</div>
<div>
<p>Nonostante il sistema immunitario sia in grado di sviluppare prontamente ed efficacemente reazioni nei confronti di piccole quantità di molecole esogene, il sistema immunitario della mucosa intestinale incontra quotidianamente enormi quantità e varietà di Ag e sviluppa tolleranza.</p>
</div>
<div>
<p>La barriera intestinale ha una superficie molto estesa per consentire l’assorbimento di nutrienti e l’eliminazione dei cataboliti, ma ha anche in compito di evitare la penetrazione di Ag not-self, mediante 3 meccanismi:</p>
</div>
<div>
<p>· Barriera intestinale, formata da cellule epiteliali unite da giunzioni serrate e ricoperte da uno strato mucoso che intrappola le particelle ed i germi, ed ha caratteristiche chimiche (pH) ed enzimatiche che ostacolano la colonizzazione e la penetrazione</p>
</div>
<p>· Immunità innata: cellule NK, neutrofili, macrofagi, TLR</p>
<p>· Immunità acquisita: linfociti intraepiteliali, placche di Peyer, sIgA, citochine</p>
<div>
<p>Nel bambino la barriera intestinale è immatura: per esempio l’attività enzimatica è ridotta nel neonato e la secrezione di IgA non è completamente sviluppata per i primi 4 anni di vita. Tale condizione rende conto dell’aumentata prevalenza di allergia alimentare nell’infanzia.</p>
</div>
<div>
<p>Nonostante questo complicato meccanismo di difesa, circa il 2% delle proteine ingerite viene assorbito e trasportato attraverso l’organismo in maniera immodificata e quindi potenzialmente immunogena.</p>
</div>
<h3>Induzione della tolleranza orale</h3>
<div>
<p>Nonostante che Ag riescano quotidianamente a penetrare la mucosa gastrointestinale, la gran parte dei soggetti non presenta reazioni avverse perché sviluppa tolleranza.</p>
</div>
<div>
<p>Alla base di questo meccanismo ci sono popolazioni di LT regolatori e APC (in particolare le cellule epiteliali, che presentano l’Ag senza esprimere molecole costimolatorie, e le APC delle placche di Peyer, che possono secernere IL-4 e IL-10). A tal proposito è stato proposto che il priming dei LT che avviene a livello mucosale porti alla tolleranza, mentre il priming che avviene a livello degli organi linfoidi secondari porti all’immunità.</p>
</div>
<div>
<p>Anche la flora intestinale sembra giocare un ruolo importante: i topi germ-free non sviluppano i normali meccanismi di tolleranza e la somministrazione di probiotici alle madri ed ai neonati pare avere un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo di dermatite atopica.</p>
</div>
<h3>Allergeni alimentari</h3>
<div>
<p>La diversità della dieta umana è enorme, tuttavia sempre i soli alimenti sono implicati nelle reazioni allergiche: latte, uovo e noccioline nei bambini e noccioline, noci, pesci e crostacei negli adulti.</p>
</div>
<div>
<p>Anche le abitudini alimentari regionali sono importanti: per esempio il trattamento delle noccioline utilizzate in Cina le rende meno immunogene ed in quella regione l’allergia alimentare alle noccioline è molto meno comune.</p>
</div>
<p>La sensibilizzazione agli Ag alimentari può avvenire a livello di:</p>
<div>Tratto gastro-intestinale (reazione di classe I, tradizionale), generalmente scatenata da glicoproteine idrosolubili di peso compreso tra 10 e 70 KDa, resistenti al calore, alla denaturazione in acido ed alle proteasi. La gran parte di queste proteine fa parte della famiglia delle Cupine e delle Prolamine, costituenti del sistema difensivo delle piante</div>
<div>
<p>Tratto respiratorio (reazione di classe II), per cross-reazione tra Ag inalanti ed alimentari: spesso queste proteine fanno parte della famiglia delle Profiline (che servono nel regolare la polimerizzazione dei filamenti del citoscheletro) e le reazioni sono rivolte verso epitopi conformazionali, labili al calore ed alla degradazione enzimatica, quindi difficili da isolare e caratterizzare</p>
</div>
<h3>Manifestazioni cliniche</h3>
<p>Si possono avere:</p>
<p><strong>Manifestazioni gastro-intestinali</strong></p>
<ol>
<li>
<div><strong>Sindrome orale allergica, </strong>mediata da IgE e scatenata dal contatto di un Ag alimentare che cross-reagisce con un Ag pollinico verso il quale il soggetto è sensibilizzato; le manifestazioni sono limitate alla mucosa orale e faringea perché gli Ag in questione vengono rapidamente degradati dai succhi gastrici<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Anafilassi gastro-intestinale, </strong>mediata da IgE, si presenta tipicamente con dolore addominale di tipo colico, nausea e vomito; solitamente è accompagnata da manifestazioni a carico di altri organi<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Esofagite e gastroenterite eosinofila allergica, </strong>sono due entità correlate sul piano patogenetico; possono essere mediate da IgE, cellulo-mediate o supportate da entrambi i meccanismi. Le pareti dell’organo colpito mostrano un infiltrato eosinofilo (ed anche LTh2), mentre l’eosinofilia periferica si riscontra nel 50% dei casi. Un ruolo favorente molto importante è attribuito alla terapia con anti-acidi.<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Proctocolite ed enterocolite indotta da proteine alimentari, </strong>sono reazioni cellulo-mediate caratterizzate da nausea e vomito (tipicamente 1-3 ore dopo il pasto) e presenza di sangue nelle feci<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Enteropatia indotta da proteine alimentari, </strong>fa parte di questo gruppo anche il morbo celiaco; sono reazioni cellulo-mediate e si presentano sul piano clinico con diarrea o steatorrea, distensione addominale e flatulenza, perdita di peso, nausea e vomito, talvolta ulcere orali<strong> </strong></div>
</li>
</ol>
<p>2. <strong>Manifestazioni cutanee</strong></p>
<ol>
<li>
<ol>
<li>
<div><strong>Sindrome orticaria-angioedema, </strong>è una delle manifestazioni più comuni in corso di allergia alimentare, generalmente l’Ag è introdotto per via alimentare ma alcuni cibi possono determinare orticaria anche per contatto; raramente l’allergia alimentare causa orticaria cronica<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Dermatite atopica, </strong>spesso i pazienti presentano sensibilizzazione allergica ad alimenti, la cui assunzione determina, nel giro di 48 ore, peggioramento delle lesioni e della sintomatologia cutanee, anche in assenza di manifestazioni orali immediate<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Dermatite da contatto indotta da alimenti, </strong>si osserva generalmente per esposizione professionale<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Dermatite erpetiforme di Durhing, </strong>patologia cutanea cronica associata al morbo celiaco, caratterizzata da lesioni papulo-vescicolose intensamente pruriginose distribuite simmetricamente alle superfici estensorie ed alle nocche delle dita<strong> </strong></div>
</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Manifestazioni respiratorie</strong></p>
<ol>
<li>
<div><strong>Rinocongiuntivite allergica, </strong>spesso associata a manifestazioni dell’allergia alimentare, ma raramente ne consegue direttamente<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Asma bronchiale, </strong>è una manifestazione non comune dell’allergia alimentare (specialmente nell’adulto), ma un peggioramento del quadro respiratorio nel paziente asmatico o l’insorgenza di broncospasmo possono essere causati dall’assunzione di alimenti nel soggetto sensibilizzato. Recenti dati indicano che l’allergia alimentare è uno maggiori fattori prognostici sfavorevoli nei pazienti con crisi asmatiche gravi<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Sindrome di Heiner (emosiderosi polmonare), </strong>è una reazione cellulo-mediata, tipicamente da ipersensibilità al latte di mucca<strong> </strong></div>
</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Manifestazioni cardio-vascolari ed anafilassi sistemica</strong></p>
<ol>
<li>
<div><strong>Anafilassi sistemica, </strong>circa un terzo-metà dei casi sono dovuti ad allergia alimentare<strong> </strong></div>
</li>
<li><strong>Ipotensione, aritmie, collasso cardio-vascolare</strong></li>
<li>
<div><strong>Anafilassi da esercizio fisico associata ad alimenti, </strong>in alcuni individui l’esercizio fisico a distanza di 2-4 ore dal pasto può indurre anafilassi, mentre le manifestazioni non si presentano se i soliti alimenti vengono assunti ma il soggetto non compie attività fisica. Alcuni studi sottolineano il ruolo della gliadina-omega-5<strong> </strong></div>
</li>
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		<title>Allergie e Intolleranze Alimentari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Filippo Fassio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 16:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[test allergologici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le allergie e le intolleranze alimentari, spesso confuse, sono uno dei temi allergologici più dibattuti, anche sulla stampa non specializzata. A questo link potete leggere un&#8217;intervista sull&#8217;argomento pubblicata sul periodico di informazione dei Supermercati COOP.</p>
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