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Hotel e allergie: le info utili per turisti e albergatori su allergyfreehotels.info

La primavera è arrivata e il pensiero corre velocemente alle prossime vacanze e ai weekend fuoriporta: chi può programma il prossimo viaggio mentre gli albergatori delle città turistiche tirano a lucido le loro camere.

Per circa cinque milioni di italiani (cui si aggiungono i tanti turisti stranieri che visitano il nostro bel Paese), però, vacanza può fare rima con allergia. Camere d’albergo con moquette brulicanti di acari, tende pesanti e polverose, biancheria da letto non antiacaro ed altri importanti dettagli possono infatti contribuire a peggiorare i sintomi dell’allergia in molti clienti. E se i clienti rischiano una vacanza all’insegna dello starnuto, il rischio per gli albergatori è quello di perdere circa il 20% del fatturato (secondo i dati di una indagine svolta dalla Regione Veneto) a causa delle cattive esperienze dei clienti allergici.

Secondo un recente sondaggio condotto dal Cornell University Survey Research Institute l’83% dei viaggiatori sceglierebbe una camera Allergy friendly se gli fosse possibile, mentre il 59% dei viaggiatori ha dichiarato che avrebbe scelto il proprio hotel sulla base della disponibilità di camere Allergy friendly.

Per non dire addio ad una buona fetta dei propri guadagni e offrire ai propri clienti un soggiorno piacevole e allergy free meglio allora adottare alcuni semplici accorgimenti che aiutano ad offrire camere adatte anche a chi soffre di allergia. Si tratta, in sostanza, di adottare gli stessi accorgimenti che chi soffre di allergie respiratorie (per esempio allergia ai pollini o agli acari della polvere) già adotta nella propria casa.

Meglio dire no, quindi, ai classici pavimenti con moquette, in particolare all’interno delle camere, preferendo pavimenti in legno o pvc anallergico. No anche alle carte da parati e ai tendaggi pesanti (per esempio le tende in velluto), sui cui si accumula facilmente la polvere.

Una buona strategia, che consente di limitare l’investimento economico, può essere quella di predisporre le camere (o almeno una loro parte) per accogliere gli ospiti con allergia, concentrando gli sforzi di ristrutturazione ed igienizzazione solo su alcune stanze dell’hotel.

I clienti allergici, invece, dovranno fare la loro parte segnalando al momento della prenotazione la presenza di allergie, in modo da consentire agli albergatori di preparare per loro la migliore accoglienza possibile.

Per aiutare gli albergatori ad offrire ai propri clienti affetti da allergie respiratorie il migliore servizio possibile, Bioallergen, azienda produttrice di dispositivi medici per la prevenzione delle allergie indoor, ha creato il Protocollo Allergy Free Hotels (www.allergyfreehotels.info): un sistema di integrato per accogliere al meglio ogni cliente allergico, che ogni struttura alberghiera può facilmente implementare e che comprende una serie di azioni utili ad eliminare pollini, acari, muffe e altri allergeni dalle camere d’albergo.

Sul sito del progetto, inoltre, i turisti potranno ricercare le strutture ricettive che hanno già aderito al protocollo, assicurandosi un soggiorno senza starnuti e allergie, all’insegna del benessere.

Foto: Wikimedia Commons

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!