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Si agli alberi, no alle allergie: consigli per la riduzione del polline, ma non del verde

Fare Ambiente e SIAAIC insieme per sostenere una campagna di prevenzione per la riduzione della quantità di polline senza rinunciare al verde. SIAAIC, Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica, insieme a Fare Ambiente, movimento ecologista Europeo, hanno infatti stilato un semplice decalogo per tutti coloro che amano il verde e la natura ma che vogliono anche contribuire alla riduzione dei pollini responsabili di tante allergie respiratorie. La soluzione non è la cementificazione indiscriminata, ma l’osservanza di poche semplici regole: ecco quali. 1 – Scegliere di piantare piante entomofile anziché anemofile. Le piante anemofile, come la betulla, il cipresso e l’ulivo, affidano al vento la propagazione del polline mentre le piante entomofile affidano questo compito agli insetti, producendo e diffondendo nell’aria minori quantità di polline. Questa scelta comporta non soltanto un vantaggio a favore degli allergici ma anche un vantaggio dal punto di vista estetico: le piante entomofile infatti di solito sono dotate di un vistoso apparato di richiamo per gli insetti, come per esempio bellissimi petali e fiori dal colore vivace. 2 – Preferire arbusti ed alberi con fioritura estiva o invernale, per avere un impatto minore durante la primavera. Gelsomino, camelia ed erica, per esempio, sono tre ottime scelte. 3 – Potare le siepi prima del periodo di fioritura, evitando dunque l’emissione del polline. 4 – Falciare i prati prima del periodo di fioritura. 5 – Prestare particolare attenzione alla potatura delle graminacee, che sono altamente allergeniche, effettuando la potatura prima della fioritura e seguendo il calendario pollinico. 6 – Diserbare le aree con ambrosia (presente soprattutto nella pianura padana) 7 – Effettuare le operazioni di potatura, falciatura e gestione del verde nelle ore notturne e nelle giornate meno ventilate. 8 – Eliminare dai principali luoghi di aggregazione le specie arboree, arbustive e prative allergizzanti 9 – Eliminare dai luoghi pubblici le piante più frequentemente responsabili di dermatiti allergiche, come ortica, parietaria, stelle di natale, margherite e crisantemi. 10 – Prima di organizzare eventi pubblici, consultare le mappe delle aree climatiche per il monitoraggio delle concentrazioni dei pollini.   Foto: Pixabay.com

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!