News

Le allergie a scuola: chi deve somministrare le medicine?

Prendo spunto da numerose domande che mi sono state rivolte nell’ultimo periodo su questo problema, a volte di difficile risoluzione. Un bambino allergico (ma potenzialmente, affetto da qualsiasi tipo di malattia che richiede la somministrazione di medicinali) può assumere le sue terapie mentre è a scuola? E chi dovrebbe somministrarle? La risposta alla prima domanda, ovviamente, è scontata: Si! Ma è la risposta alla seconda che va a complicare le cose… La “responsabilità” di dover somministrare farmaci ai bambini o ai ragazzi (minorenni) preoccupa molto il personale scolastico e gli stessi dirigenti. In effetti la questione non è di poco conto, e comprendo benissimo il fatto che i lavoratori delle scuole possano sentirsi in difficoltà nel dover somministrare una terapia ad un bambino (…o molte terapie a molti bambini…). Però…sono anche convinto che il “problema” possa essere superato, con il buon senso. Sicuramente noi medici possiamo facilitare la vita degli insegnanti e degli operatori scolastici in molti modi:
  • fornendo istruzioni scritte, chiare e precise, sulla terapia da assumere, specificando dosi, modi e tempi di somministrazione
  • aggiungendo, ove necessario (e se opportuno), una breve descrizione del problema di salute del bambino e gli effetti della terapia prescritta
  • cercando di impostare percorsi terapeutici che, pur avendo come primo obiettivo quello della salute del bimbo, consentano alle famiglie ed a tutti i “care-giver” di poter effettuare la terapia nella maniera più semplice e conveniente possibile. Mi riferisco, in particolar modo, agli orari delle somministrazioni ed alle modalità (un aerosol effettivamente si concilia poco bene con le esigenze scolastiche…sia del bambino che del personale)
In ogni caso, il Ministero della Salute ed il MIUR, già da alcuni anni hanno rilasciato delle “linee guida” (consultabili a questo indirizzo), che sanciscono diritti e doveri delle famiglie e degli operatori, al fine di poter garantire la salute (e la sicurezza) dei bambini e dei ragazzi a scuola. Le linee-guida, al momento, contemplano le terapie “di mantenimento” e non le eventuali terapie da utilizzare “in urgenza”. Questo è ovviamente comprensibile, dato che l’operatore scolastico non è un professionista della salute e che la gestione dell’emergenza-urgenza è affidata al SSN ed in particolare alle strutture di emergenza-urgenza territoriale (118). Tuttavia, sappiamo come nel caso di alcuni bambini allergici sia di fondamentale importanza avere sempre con sé l’autoinettore di adrenalina, che ci siano sempre adulti che siano in grado di somministrare il farmaco quando necessario (eventualmente seguendo le indicazioni telefoniche della centrale del 118). Perché – purtroppo – in caso di grave reazione allergica il tempo è il fattore più importante, quindi la terapia deve essere quanto più precoce possibile. Ed a voi, cosa è capitato quando avete chiesto la possibilità di somministrare le terapie a scuola ai vostri figli? Raccontate la vostra esperienza e come siete riusciti a superare i problemi…  

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!