Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sul prick test!

Postato il: 25 luglio 2010 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Allergia ad Alimenti, Allergia al latex, Asma bronchiale, Congiuntivite allergica, Dermatiti, Orticaria e angioedema, Rinite Allergica

Il prick test è il test per diagnosi delle allergie più usato. Consiste nell’apporre una goccia di vari estratti allergenici sulla cute dell’avambraccio e poi nello scalfire leggermente la cute con una lancetta sterile. Dopo pochi minuti, è possibile valutare il risultato del test: la presenza di un pomfo (aree di cute leggermente rialzata, con eritema e prurito, del tutto analogo ad una puntura di zanzara) indica la positività del test nei confronti dell’estratto allergenico corrispondente. Data la sua rapidità e semplicità, può essere eseguito presso qualsiasi studio medico (purchè sia dotato dei requisiti normativi e di sicurezza indispensabili). E’ tuttavia fondamentale, al fine di poter ottenere informazioni utili per il paziente, che il test venga eseguito da un professionista con adeguata esperienza, come lo Specialista in Allergologia, ed utilizzando materiali di qualità ed adeguatamente conservati. In caso contrario, purtroppo, è possibile che la risposta del test porti a risultati inutili o ancor peggio fuorvianti.

Ecco quali sono le caratteristiche del prick test:

- sicuro e del tutto indolore

- rapido e con risposta immediata

- permette di valutare molteplici allergeni, sia alimentari (può essere eseguito anche con alimenti freschi) che inalanti

- ha un’altissima capacità di individuare i soggetti allergici

- è necessaria la sospensione degli anti-istaminici per via orale almeno 5-7 giorni prima del test

La visita allergologica con effettuazione del prick test è il punto di partenza per indagare la maggior parte dei problemi allergologici, quali rinite e congiuntivite allergica, asma bronchiale, allergie alimentari, dermatite atopica, angioedema, ecc.

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10 Commenti a “Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sul prick test!”

  1. CINZIA FIRENZE scrive:

    Gentile Dottore
    se faccio le prove cutanee per allergie ad alimenti, sotto terapia con antistaminici (formistin), dato che per me è alquanto difficile smettere di prenderli per più di due giorni, in che percentuale i risultati possono risultare ridotti ? Credo che si possano prevedere falsi negativi, ma se risulta per esempio un ponfio di 7mm , come sarebbe stato senza assunzione di antistaminici ?
    spero mi possa dare una risposta.
    la ringrazio molto
    cinzia firenze

  2. Filippo Fassio scrive:

    Salve,
    è difficile rispondere alla sua domanda. In casi come il suo, solitamente si ricorre al dosaggio delle IgE su sangue, che non risente delle terapie. Spero di esserle stato utile.

  3. Alice scrive:

    Salve, ho fatto i prick test per una forma allergica presente da agosto a settembre ma sono risultati negativi e anche la risposta all’istamina è stata scarsa, non sto prendendo nessun tipo di farmaci e volevo chiedere a cosa potrebbe essere dovuto.
    Grazie in anticipo

  4. Enrica Biffi scrive:

    Buongiorno, volevo chiederLe se il fatto che mia figlia di 17 anni starnutisca ogni volta che mangia il cioccolato o le cicche è un problema allergico o di intolleranza o ci sono altre spiegazioni e se tali alimenti vanno quindi evitati.
    Grazie per la disponibilità.

  5. sara scrive:

    Gentile Dottore,
    come vengono valutati i prick test? Ovvero, la dimensione della “bolla”, in seguito all’applicazione del test, rispecchia la severità dell’allergia? La ringrazio, Sara

  6. Filippo Fassio scrive:

    Salve Sara,
    molto interessante la sua domanda. La risposta è: solo entro certi limiti. Ovvero non esiste una correlazione netta tra “grandezza” del pomfo al prick test e “gravità” della sensibilizzazione o dell’allergia. E’ anche vero che una risposta al prick test minuscola difficilmente si associa a sintomatologia eclatante, e che una risposta al prick molto importante difficilmente non comporta alcun sintomo.

  7. Filippo Fassio scrive:

    Salve,
    il cioccolato contiene la sostanza chiamata “tiramina”, che il nostro organismo utilizza per produrre l’istamina, molto importante nelle reazioni allergiche o simili. Quindi un alimento come la cioccolata, in individui particolarmente sensibili, può determinare starnutazione.

  8. Filippo Fassio scrive:

    Le possibilità possono essere molte. In questi casi conviene confermare il test con la ricerca delle IgE specifiche nel sangue. Questo permette di confermare o smentire il risultato del prick test.

  9. pasqualina scrive:

    Buongiorno Dottore
    ho fatto i prick ani fà test e sono risultata allegica alle paretarie gli ho rifatti qualche giorno fà è il risultato è stato allergia al pelo del cane e del gatto; vorrei sapere, visto che in questi anni mi sono curata (con antistaminici e cortisone) a marzo e ad ottobre per le paretarie se oggi dovrei prendere l’antistaminico ogni sera della mia vita? Ah! dimenticavo lavoro con i miei genitori che hanno un cane a cui vogliono tanto bene.

  10. Filippo Fassio scrive:

    Salve, il risultato così contrastante mi lascia qualche dubbio…secondo me la diagnosi andrebbe rivalutata, magari con il dosaggio delle IgE specifiche su sangue, per avere conferma che effettivamente non vi sia allergia alla parietaria ed invece vi sia per i derivati di cane e gatto. Solo dopo aver avuto la conferma, ed in base ai suoi sintomi, penserei alla terapia. Mi faccia sapere via email.

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