Archivio per i Tags ‘test allergologici’

I test per le allergie non sbagliano mai?

Postato il: 9 gennaio 2012 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Diagnosi allergie

visita allergologicaCerto che si…anche loro purtroppo “sbagliano”. O, almeno, non sempre sono in grado di spiegarci le cause di tutti i problemi allergologici.

Lo ribadisce anche  una ricerca di due famosi allergologi, Robert Wood (del Johns Hopkins Children’s Center, Baltimora, USA) e Scott Sicherer del Mt. Sinai Hospital (New York, USA), che suggerisce ai medici di prestare attenzione quando si prescrivono test allergici e di evitare di fare una diagnosi basata esclusivamente sui risultati dei test.

In un articolo, pubblicato nel numero di gennaio di Pediatrics, i ricercatori avvertono che gli esami del sangue, uno strumento sempre più popolare per la diagnostica negli ultimi anni, e i test sulla pelle, una vecchia arma nell’arsenale dell’allergologo, non devono essere utilizzate mai da sole come strategie diagnostiche . Questi test, dicono gli Autori, dovrebbero essere utilizzati solo per confermare un sospetto e mai alla ricerca di allergie in un paziente asintomatico.

I risultati dei test, aggiungono, devono essere interpretati nel contesto dei sintomi del paziente e della sua storia medica.

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Prick by Prick: test per allergie ad alimenti

Postato il: 1 gennaio 2012 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Diagnosi allergie

prick by prickIl prick-by-prick consiste in una modificazione del prick test “classico”, che viene eseguito posizionando sulla cute dell’avambraccio una goccia di estratto allergenico, prodotto con metodiche industriali a partire dall’allergene naturale.

E’ un test molto utile, in alcuni casi, nella diagnosi delle allergie alimentari.

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Patch test per la diagnosi delle allergie da contatto

Postato il: 23 ottobre 2011 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Dermatiti

Il patch test è uno strumento indispensabile per la diagnosi delle dermatiti allergiche da contatto. Consiste nell’applicare sulla cute (solitamente sul dorso) del paziente alcune cellette di cellulosa o altro materiale, contenenti piccole quantità delle sostanze che vogliamo testare. Queste sostanze, dette apteni, devono rimanere a contatto con la cute per 48-72 ore, dopodiché il “cerotto” (patch) viene rimosso. Si possono utilizzare serie di apteni standard (come la serie SIDAPA, attualmente la più diffusa), serie specifiche per particolari categorie di soggetti

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Allergie e Intolleranze Alimentari

Postato il: 4 settembre 2011 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Allergia ad Alimenti, News

Le allergie e le intolleranze alimentari, spesso confuse, sono uno dei temi allergologici più dibattuti, anche sulla stampa non specializzata. A questo link potete leggere un’intervista sull’argomento pubblicata sul periodico di informazione dei Supermercati COOP.

Allergia al Latex!

Postato il: 15 agosto 2011 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Allergia al latex
L’allergia alla gomma di latice è un problema allergologico sempre di maggior rilievo, soprattutto in alcune fasce di popolazione (operatori sanitari, soggetti sottoposti a molteplici interventi chirurgici…). Gli approcci di allergologia molecolare sono molto utili in questi casi, permettendo spesso di discriminare i “veri” soggetti allergici dai soggetti che presentano test positivi al latex ma che presentano “tolleranza” quando esposti a tale sostanza.
Qui di seguito alcune slides presentate alla Summer School della Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica (SIAIC), tenutasi a Pollenzo (CN) lo scorso Giugno.
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Test con siero autologo – Proposta di protocollo modificato

Postato il: 3 aprile 2011 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: News, Orticaria e angioedema

La diagnostica allergologica molecolare – una lunga strada davanti!

Postato il: 30 novembre 2010 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Allergia ad Alimenti, Allergia al latex, Congiuntivite allergica, Immunoterapia, Rinite Allergica, Shock Anafilattico

Di seguito è visibile una presentazione sull’allergologia molecolare.

Allergia alla nocciola – un esempio di applicazione dell’allergologia molecolare

Postato il: 30 novembre 2010 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Allergia ad Alimenti

Qua di seguito è visibile una presentazione powerpoint relativa ad un esempio reale di applicazione della diagnostica allergologica molecolare, per la risoluzione di un quadro clinico complesso.

Le riniti sono tutte uguali?

Postato il: 18 ottobre 2010 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Rinite Allergica

Evidentemente no…esistono molte forme di rinite differenti, ed anche diverse classificazioni. Nella figura una di queste, che mostra come – a fianco delle forme allergiche stagionali o perenni, che più comunemente si incontrano in un ambulatorio di allergologia – ve ne sono anche di altre. Il percorso diagnostico di un paziente con rinite, pertanto, deve tenerne conto al fine di indirizzare alla giusta terapia anche il soggetto con una rinite “non allergica”. Nella maggior parte dei casi, un’anamnesi accurata consente di indirizzarsi – fin dall’inizio – nella giusta direzione. Questo, insieme all’esecuzione delle prove allergologiche cutanee per la conferma o l’esclusione di sensibilizzazione allergica, consente di diagnosticare la forma di rinite in circa il 90% dei casi. Nel rimanente 10%, possono essere utili ulteriori approfondimenti.

 

Allergologia Molecolare: una rivoluzione diagnostica

Postato il: 1 agosto 2010 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: Allergia ad Alimenti, Allergia al latex, Asma bronchiale, Immunoterapia, News, Rinite Allergica, Shock Anafilattico

L’allergologia molecolare è il nuovo capitolo dell’allergologia che sempre più sta prendendo campo e rivoluzionando la diagnostica e, di conseguenza, anche le scelte terapeutiche. Mentre con i test diagnostici ‘classici’ (ovvero prick test sulla cute o la ricerca delle IgE specifiche su sangue) eravamo soliti lavorare con estratti allergenici (ad esempio graminacee, betulla, acaro della polvere, grano, mela, ecc: ottenuti direttamente dalla sorgente allergenica), con i test molecolari andiamo ad utilizzare le singole molecole (generalmente proteine) che compongono l’allergene stesso. Quindi l’allergene delle graminacee viene “scisso” nelle sue componenti Phl p 1, Phl p 2, Phl p 5, Phl p 7 (dove Phl p sta per Phleum pratense), quello della betulla in Bet v 1, Bet v 2, Bet v 4 (da Betula verrucosa), ecc. Questi singoli allergeni molecolari vengono prodotti per purificazione dalla sorgente allergenica o prodotti in laboratorio con tecnologia ricombinante.

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