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	<description>Tutto il mondo dell&#039;allergia a portata di Click</description>
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		<title>Bambini: allergie cutanee e alimentari in aumento</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 09:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio condotto dal Centers for Disease Control and Prevention le allergie cutanee e alimentari nei bambini sarebbero in notevole aumento negli ultimi dieci anni. Lo studio ha infatti comparato le risposte date dai genitori negli anni dal 1997 al 1999 con quelle raccolte negli anni 2009-2011. Lo studio ha però registrato le risposte dei genitori senza verificare se si trattasse di una diagnosi medica o piuttosto di una opinione del genitore in merito alla allergia del figlio. I ricercatori cioè non hanno avuto accesso ai dati clinici dei bambini. I risultati ottenuti, se confermati, sarebbero allarmanti, facendo segnare un +50% nel trend di allergie rispetto a dieci anni fa: oggi infatti un bambino su 20 in America soffrirebbe di allergie alimentari mentre a soffrire di allergie cutanee, come eczema o dermatite atopica, sarebbero addirittura un bambino ogni 8. Ma questi numeri devono essere considerati con il beneficio di inventario. Se da una parte è infatti vero che le allergie alimentari e cutanee sono in aumento, anche a causa di ambienti sempre più puliti (a volte maniacalmente) che favorirebbero sempre più la sensibilizzazione nei confronti degli allergeni, dall’altra bisogna notare che è in aumento anche l’attenzione dei genitori nei confronti di questo tipo di patologie e che spesso i genitori sono portati a parlare di allergia anche quando non è questa la causa dei disturbi. A confermare una dilagante “psicosi da allergia” è anche il dottor Morton Galina, allergologo pediatrico dell&#8217;Atlanta&#8217;s Emory School of Medicine, che ha dichiarato: “accade spesso di visitare bambini che non sono affatto allergici all’alimento indicato dai genitori”. Fare attenzione ai sintomi di allergia che potrebbero comparire nei bambini è dunque sempre una buona pratica ma è comunque necessario che [...]<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allergologo.net/?attachment_id=2592" rel="attachment wp-att-2592"><img class="alignleft  wp-image-2592" style="margin-left: 0px;margin-right: 20px" alt="Allergia in aumento nei bambini" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2013/05/allergia-bambini.jpg" width="403" height="275" /></a>Secondo uno studio condotto dal Centers for Disease Control and Prevention le allergie cutanee e alimentari nei bambini sarebbero in notevole aumento negli ultimi dieci anni. Lo studio ha infatti comparato le risposte date dai genitori negli anni dal 1997 al 1999 con quelle raccolte negli anni 2009-2011.</p>
<p>Lo studio ha però registrato le risposte dei genitori senza verificare se si trattasse di una diagnosi medica o piuttosto di una opinione del genitore in merito alla allergia del figlio. I ricercatori cioè non hanno avuto accesso ai dati clinici dei bambini.</p>
<p><span id="more-2591"></span></p>
<p>I risultati ottenuti, se confermati, sarebbero allarmanti, facendo segnare un +50% nel trend di allergie rispetto a dieci anni fa: oggi infatti un bambino su 20 in America soffrirebbe di allergie alimentari mentre a soffrire di allergie cutanee, come eczema o dermatite atopica, sarebbero addirittura un bambino ogni 8.</p>
<p>Ma questi numeri devono essere considerati con il beneficio di inventario. Se da una parte è infatti vero che le allergie alimentari e cutanee sono in aumento, anche a causa di ambienti sempre più puliti (a volte maniacalmente) che favorirebbero sempre più la sensibilizzazione nei confronti degli allergeni, dall’altra bisogna notare che è in aumento anche l’attenzione dei genitori nei confronti di questo tipo di patologie e che spesso i genitori sono portati a parlare di allergia anche quando non è questa la causa dei disturbi.</p>
<p>A confermare una dilagante “psicosi da allergia” è anche il dottor Morton Galina, allergologo pediatrico dell&#8217;Atlanta&#8217;s Emory School of Medicine, che ha dichiarato: “accade spesso di visitare bambini che non sono affatto allergici all’alimento indicato dai genitori”.</p>
<p>Fare attenzione ai sintomi di allergia che potrebbero comparire nei bambini è dunque sempre una buona pratica ma è comunque necessario che le nostre impressioni vengano quindi confermate dalla diagnosi di uno specialista.</p>
<p>Foto: Flickr.com</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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		<title>Dermatite solare e fotosensibilità: sintomi e rimedi</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2013/05/20/dermatite-solare-e-fotosensibilita-sintomi-e-rimedi/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 20:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera e l’estate alle porte, disturbi piuttosto frequenti sono dermatite solare e fotosensibilità. Si tratta di problemi che si manifestano con prurito ed eruzioni cutanee a seguito dell’esposizione ai raggi solari. Nei casi più gravi, i sintomi comprendono anche la comparsa di vescicolazioni e orticaria. Si tratta di una patologia che colpisce i soggetti predisposti (per alcune forme ha una componente ereditaria) e i cui sintomi compaiono dopo solo alcuni minuti di esposizione al sole. Vi sono diversi tipi di fotosensibilità, la più diffusa è la dermatite polimorfa solare, la seconda problematica della pelle esposta al sole dopo la scottatura, che negli stati uniti colpisce il 10-15% della popolazione. I sintomi di questa patologia compaiono generalmente con l’avvento della primavera, quando la pelle viene per la prima esposta con una frequenza maggiore alle radiazioni solari. Accade spesso che con l’avanzare della bella stagione i pazienti affetti da dermatite polimorfa solare sperimentino dei miglioramenti, grazie al verificarsi di un processo di “desensibilizzazione” o comunque di aumento della tolleranza ai raggi solari. Durante l’inverno poi i sintomi generalmente scompaiono, ma tornano a presentarsi la primavera successiva. Altre forme di allergia al sole sono l’orticaria solare, che prevede la comparsa di pomfi pruriginosi con eritema circostante, e la dermatite fotoallergica, provocata dall’interazione tra la luce solare e alcune sostanze chimiche (contenute per esempio in alcuni cosmetici, creme solari  o farmaci). Fortunatamente la fotosensibilità è un problema con il quale nella maggioranza dei casi si impara a convivere, grazie all’impiego di filtri solari e protezioni: la maggioranza dei pazienti affetti infatti sperimenta importanti miglioramenti nella comparsa dei sintomi dopo cinque o sette anni dalla diagnosi. Nel caso della dermatite fotoallergica, inoltre, il tempo necessario ad eliminare [...]<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Redazione' src='http://0.gravatar.com/avatar/acc4fc27c66cefc174274af68eadba5d?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong>Redazione</strong></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em">La redazione di Allergologo.net ti tiene aggiornato su tutte le news in allergologia. Se l'articolo ti è piaciuto clicca Mi piace e condividilo.</div><div class="ts-fab-footer"></div><!-- /.ts-fab-footer --></div><!-- /.ts-fab-text --></div><!-- /.ts-fab-wrapper -->]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allergologo.net/?attachment_id=2583" rel="attachment wp-att-2583"><img class="alignleft  wp-image-2583" style="margin-left: 0px;margin-right: 20px" alt="dermatite solare e fotosensibilità" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2013/05/fotosensibilita-dermatite-solare.jpg" width="448" height="303" /></a>Con l’arrivo della primavera e l’estate alle porte, disturbi piuttosto frequenti sono dermatite solare e fotosensibilità. Si tratta di problemi che si manifestano con prurito ed eruzioni cutanee a seguito dell’esposizione ai raggi solari. Nei casi più gravi, i sintomi comprendono anche la comparsa di vescicolazioni e orticaria.</p>
<p>Si tratta di una patologia che colpisce i soggetti predisposti (per alcune forme ha una componente ereditaria) e i cui sintomi compaiono dopo solo alcuni minuti di esposizione al sole.</p>
<p><span id="more-2582"></span>Vi sono diversi tipi di fotosensibilità, la più diffusa è la dermatite polimorfa solare, la seconda problematica della pelle esposta al sole dopo la scottatura, che negli stati uniti colpisce il 10-15% della popolazione. I sintomi di questa patologia compaiono generalmente con l’avvento della primavera, quando la pelle viene per la prima esposta con una frequenza maggiore alle radiazioni solari. Accade spesso che con l’avanzare della bella stagione i pazienti affetti da dermatite polimorfa solare sperimentino dei miglioramenti, grazie al verificarsi di un processo di “desensibilizzazione” o comunque di aumento della tolleranza ai raggi solari. Durante l’inverno poi i sintomi generalmente scompaiono, ma tornano a presentarsi la primavera successiva.</p>
<p>Altre forme di allergia al sole sono l’orticaria solare, che prevede la comparsa di pomfi pruriginosi con eritema circostante, e la dermatite fotoallergica, provocata dall’interazione tra la luce solare e alcune sostanze chimiche (contenute per esempio in alcuni cosmetici, creme solari  o farmaci).</p>
<p>Fortunatamente la fotosensibilità è un problema con il quale nella maggioranza dei casi si impara a convivere, grazie all’impiego di filtri solari e protezioni: la maggioranza dei pazienti affetti infatti sperimenta importanti miglioramenti nella comparsa dei sintomi dopo cinque o sette anni dalla diagnosi. Nel caso della dermatite fotoallergica, inoltre, il tempo necessario ad eliminare i fastidiosi sintomi coincide con quelle necessario ad individuare la sostanza chimica responsabile dell’allergia, in modo da evitarne l’utilizzo.</p>
<p>Relativamente alla diagnosi della patologia, spesso una visita dermatologica o dall’allergologo sono sufficienti. In casi particolari si procedere però anche con ulteriori accertamenti, come biopsia cutanea,  test di fotosensibilità (o esame foto biologico) o altri esami ematici.</p>
<p>Per prevenire l’insorgenza dei sintomi è bene seguire alcune delle principali indicazioni comunemente fornite dai professionisti sanitari per proteggersi dai danni del sole: impiego di una crema viso e corpo che comprenda un fattore di protezione solare superiore a 15, impiego di una filtro solare per le labbra (che abbia almeno un fattore di protezione 20), uso di occhiali da sole e di indumenti protettivi.</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Redazione' src='http://0.gravatar.com/avatar/acc4fc27c66cefc174274af68eadba5d?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong>Redazione</strong></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em">La redazione di Allergologo.net ti tiene aggiornato su tutte le news in allergologia. Se l'articolo ti è piaciuto clicca Mi piace e condividilo.</div><div class="ts-fab-footer"></div><!-- /.ts-fab-footer --></div><!-- /.ts-fab-text --></div><!-- /.ts-fab-wrapper -->]]></content:encoded>
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		<title>Dermatite allergica da contatto: quando il responsabile è il tessuto</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2013/05/18/dermatite-allergica-da-contatto-quando-il-responsabile-e-il-tessuto/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 08:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatiti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia ai tessuti]]></category>
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		<description><![CDATA[Recenti statistiche mostrano che l’8% delle dermatiti da contatto è provocato da una allergia ai tessuti. Stoffe sintetiche e coloranti industriali possono infatti risultare, nei soggetti predisposti, irritanti e allergizzanti. I sintomi che si possono notare in questi casi sono rossore della pelle, secchezza ed eczemi, in particolar modo nelle zone del corpo dove la pelle è più delicata e resta per più tempo a contatto con i tessuti, come ascelle, inguine o interno coscia. A provocare le reazioni avverse possono essere un buon numero di sostanze utilizzate nell’industria tessile, come candeggianti, ammorbidenti, coloranti, batteriostatici e composti antimuffa. Alcune delle sostanze più irritanti sono state bandite dalla regolamentazione europea in materia di industria tessile, ma possono tuttavia essere presenti in alcuni capi di importazione, poiché non sempre i controllo sono sufficienti ad evitare queste situazioni. I soggetti che soffrono di questo tipo di allergia tuttavia potranno ovviare con alcuni semplici accorgimenti al problema. Ecco alcuni consigli utili: Leggere sempre l’etichetta ed evitare l’acquisto di capi che non riportano informazioni sulla composizione e la provenienza dell’indumento Preferire indumenti fabbricati in Italia o in Europa, dove la regolamentazione sulle sostanze per il trattamento dei tessuti è più rigida Verificare la presenza di certificazione Oeko-tex, Ecolabel, o VIS Prediligere indumenti naturali ed evitare i colori scuri, soprattutto per gli indumenti intimi Infine, al presentarsi dei primi sintomi è bene consultare il proprio medico di fiducia e un allergologo, in modo da verificare con un semplice patch test quali sostanze scatenano reazioni avverse ed evitare il contatto con tali sostanze.<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allergologo.net/?attachment_id=2575" rel="attachment wp-att-2575"><img class="alignleft  wp-image-2575" style="margin-left: 0px;margin-right: 20px" alt="dermatite e allergia ai tessuti" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2013/05/allergia-ai-tessuti-dermatite.jpg" width="397" height="265" /></a>Recenti statistiche mostrano che l’8% delle dermatiti da contatto è provocato da una allergia ai tessuti. Stoffe sintetiche e coloranti industriali possono infatti risultare, nei soggetti predisposti, irritanti e allergizzanti. I sintomi che si possono notare in questi casi sono rossore della pelle, secchezza ed eczemi, in particolar modo nelle zone del corpo dove la pelle è più delicata e resta per più tempo a contatto con i tessuti, come ascelle, inguine o interno coscia.</p>
<p>A provocare le reazioni avverse possono essere un buon numero di sostanze utilizzate nell’industria tessile, come candeggianti, ammorbidenti, coloranti, batteriostatici e composti antimuffa. Alcune delle sostanze più irritanti sono state bandite dalla regolamentazione europea in materia di industria tessile, ma possono tuttavia essere presenti in alcuni capi di importazione, poiché non sempre i controllo sono sufficienti ad evitare queste situazioni.</p>
<p>I soggetti che soffrono di questo tipo di allergia tuttavia potranno ovviare con alcuni semplici accorgimenti al problema. Ecco alcuni consigli utili:</p>
<ul>
<li>Leggere sempre l’etichetta ed evitare l’acquisto di capi che non riportano informazioni sulla composizione e la provenienza dell’indumento</li>
<li>Preferire indumenti fabbricati in Italia o in Europa, dove la regolamentazione sulle sostanze per il trattamento dei tessuti è più rigida</li>
<li>Verificare la presenza di certificazione Oeko-tex, Ecolabel, o VIS</li>
<li>Prediligere indumenti naturali ed evitare i colori scuri, soprattutto per gli indumenti intimi</li>
</ul>
<p>Infine, al presentarsi dei primi sintomi è bene consultare il proprio medico di fiducia e un allergologo, in modo da verificare con un semplice patch test quali sostanze scatenano reazioni avverse ed evitare il contatto con tali sostanze.</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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		<item>
		<title>Attività sessuale negli allergici: incompatibile o consigliata?</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2013/05/16/attivita-sessuale-negli-allergici-incompatibile-o-consigliata/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>

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		<description><![CDATA[Due diversi studi pubblicati su altrettante riviste scientifiche mostrano diversi punti di vista sul tema dell’attività sessuale nei pazienti allergici. Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Cleveland Clinic e pubblicato sulla rivista Allergy and Asthma Proceedings starnuti, difficoltà respiratori e occhi arrossati porterebbero a un calo del desiderio sessuale. Lo studio ha confrontato le risposte di un campione di 700 persone allergiche con un gruppo di controllo di persone che non presentano sintomi di allergia. Il risultato è stato che l’83% degli allergici ha lamentato disturbi nel sonno e mancanza di desiderio sessuale. Pare dunque che i sintomi dell’allergia, associati anche all’azione di alcuni farmaci utilizzati per il trattamento dell’allergia, che possono indurre sonnolenza in alcuni casi, siano un efficace deterrente in grado di spegnere le fiamme del desiderio. Ma questo non è il solo punto di vista sulla questione: se infatti i sintomi dell’allergia possono influire negativamente sulla intimità di coppia, ribaltando la questione si scopre invece che l’attività sessuale potrebbe essere un buon trattamento contro questi stessi sintomi. È quanto afferma il neurologo Sina Zarrintan della Tabriz Medical University, in Iran, che ha pubblicato uno studio sulla rivista scientifica New Scientific in cui spiega che il naso e gli organi genitali sono entrambi connessi al sistema nervoso simpatico. Secondo le ricerche condotte dal dottor Zarrintan l’attività sessuale può indurre un restringimento dei capillari in tutto il corpo, e dunque anche nel naso, portando così sollievo ai sintomi dell’allergia e consentendo di respirare meglio. Foto: Flickr.com<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Due diversi studi pubblicati su altrettante riviste scientifiche mostrano diversi punti di vista sul tema dell’attività sessuale nei pazienti allergici.</p>
<p><a href="http://www.allergologo.net/2013/05/16/attivita-sessuale-negli-allergici-incompatibile-o-consigliata/sesso-e-allergie/" rel="attachment wp-att-2567"><img class="alignleft  wp-image-2567" style="margin-left: 0px; margin-right: 20px;" alt="sesso e allergie" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2013/05/sesso-e-allergie.jpg" width="448" height="298" /></a>Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Cleveland Clinic e pubblicato sulla rivista Allergy and Asthma Proceedings starnuti, difficoltà respiratori e occhi arrossati porterebbero a un calo del desiderio sessuale. Lo studio ha confrontato le risposte di un campione di 700 persone allergiche con un gruppo di controllo di persone che non presentano sintomi di allergia. Il risultato è stato che l’83% degli allergici ha lamentato disturbi nel sonno e mancanza di desiderio sessuale.</p>
<p><span id="more-2566"></span></p>
<p>Pare dunque che i sintomi dell’allergia, associati anche all’azione di alcuni farmaci utilizzati per il trattamento dell’allergia, che possono indurre sonnolenza in alcuni casi, siano un efficace deterrente in grado di spegnere le fiamme del desiderio.</p>
<p>Ma questo non è il solo punto di vista sulla questione: se infatti i sintomi dell’allergia possono influire negativamente sulla intimità di coppia, ribaltando la questione si scopre invece che l’attività sessuale potrebbe essere un buon trattamento contro questi stessi sintomi. È quanto afferma il neurologo Sina Zarrintan della Tabriz Medical University, in Iran, che ha pubblicato uno studio sulla rivista scientifica New Scientific in cui spiega che il naso e gli organi genitali sono entrambi connessi al sistema nervoso simpatico. Secondo le ricerche condotte dal dottor Zarrintan l’attività sessuale può indurre un restringimento dei capillari in tutto il corpo, e dunque anche nel naso, portando così sollievo ai sintomi dell’allergia e consentendo di respirare meglio.</p>
<p>Foto: Flickr.com</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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		<title>Se l’allergia è tra i banchi di scuola: gesso e colla potrebbero scatenare allergie</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2013/05/14/se-lallergia-e-tra-i-banchi-di-scuola-gesso-e-colla-potrebbero-scatenare-allergie/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 07:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[gesso]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni tipi di gessetti, colla e inchiostro potrebbero scatenare reazioni allergiche nei bambini. L’allarme arriva da uno studio pubblicato recentemente dalla rivista specializzata Annals of Allergy, Asthma &#38; Immunology, rivista ufficiale dell’ American College of Allergy, Asthma and Immunology. Il responsabile di tosse, asma, starnuti, congestioni nasali e difficoltà respiratorie tra i banchi di scuola potrebbe essere un particolare tipo di gesso spesso definito “gesso senza polvere”. Si tratta di un tipo di gessetto che spesso viene prediletto nelle classi proprio perché tende a “sbriciolarsi” meno e quindi a sporcare meno l’aula e gli indumenti di maestre e bambini. Questi gessetti però contengono delle proteine del latte che durante l’uso vengono rilasciate nell’ambiente e che possono essere inalate. Nei soggetti allergici a queste sostanze l’uso di questi materiali didattici può provocare reazioni avverse. Proteine del latte sono inoltre presenti in alcuni tipi di colla e inchiostro. Come muoversi dunque per approntare una strategia anti allergie? Prima di tutto è sempre bene informare la scuola e gli insegnanti in merito alle allergie del bambino e, nel caso si noti l’insorgenza dei sintomi dell’allergia durante la permanenza in classe, verificare se tra i materiali didattici in dotazione al bambino o alla classe siano presenti strumenti contenenti le sostanze “proibite”. In secondo logo è importante insegnare sin da piccoli ai bambini, e in particolare ai bambini affetti da allergia, quali sono i comportamenti corretti da adottare e quali informazioni comunicare in caso di malore.<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni tipi di gessetti, colla e inchiostro potrebbero scatenare reazioni allergiche nei bambini. L’allarme arriva da uno studio pubblicato recentemente dalla rivista specializzata Annals of Allergy, Asthma &amp; Immunology, rivista ufficiale dell’ American College of Allergy, Asthma and Immunology.</p>
<p>Il responsabile di tosse, asma, starnuti, congestioni nasali e difficoltà respiratorie tra i banchi di scuola potrebbe essere un particolare tipo di gesso spesso definito “gesso senza polvere”.</p>
<p><span id="more-2541"></span> Si tratta di un tipo di gessetto che spesso viene prediletto nelle classi proprio perché tende a “sbriciolarsi” meno e quindi a sporcare meno l’aula e gli indumenti di maestre e bambini. Questi gessetti però contengono delle proteine del latte che durante l’uso vengono rilasciate nell’ambiente e che possono essere inalate. Nei soggetti allergici a queste sostanze l’uso di questi materiali didattici può provocare reazioni avverse. Proteine del latte sono inoltre presenti in alcuni tipi di colla e inchiostro.</p>
<p>Come muoversi dunque per approntare una strategia anti allergie? Prima di tutto è sempre bene informare la scuola e gli insegnanti in merito alle allergie del bambino e, nel caso si noti l’insorgenza dei sintomi dell’allergia durante la permanenza in classe, verificare se tra i materiali didattici in dotazione al bambino o alla classe siano presenti strumenti contenenti le sostanze “proibite”. In secondo logo è importante insegnare sin da piccoli ai bambini, e in particolare ai bambini affetti da allergia, quali sono i comportamenti corretti da adottare e quali informazioni comunicare in caso di malore.</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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		<title>Allergia alle Graminacee</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2013/04/30/allergia-alle-graminacee-2/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2013/04/30/allergia-alle-graminacee-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 11:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[allergia ai pollini]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alle graminacee]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=2513</guid>
		<description><![CDATA[Per tutti gli allergici alle graminacee, ecco un estratto dell&#8217;articolo sull&#8217;allergia al polline della graminacee pubblicato su Allergia e Salute questo mese. Buona lettura! Le graminacee (anche dette poaceae o gramineae) sono una famiglia di piante erbacee che comprende centinaia di generi e diverse migliaia di specie. Sono largamente diffuse in tutto il globo terrestre – dai boschi alle paludi alle dune sabbiose – ma in particolare costituiscono l’elemento predominante di quasi tutte le distese erbose: prati e praterie, pascoli, savane e steppe. Sono piante di fondamentale importanza per l’Uomo: tutte le colture di cerali esistenti al mondo sono graminacee e tra le più importanti si annoverano il riso, il grano, il mais, l’orzo e la canna da zucchero. Un altro importante membro di questa famiglia è il bambù, che può essere utilizzato come materiale da costruzione, fonte di cibo e, un tempo, anche per ottenere la carta. In Italia, le specie di graminacee che causano i maggiori problemi di allergia comprendono: Per la diagnosi di allergia alle graminacee, è sufficiente eseguire dall&#8217;allergologo di fiducia il prick test per inalanti; in alternativa, possono essere ricercate le IgE specifiche per graminacee mediante analisi del sangue. &#160; Ti è piaciuto questo articolo? Leggi gli altri articoli su Allergia e Salute!<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Per tutti gli allergici alle graminacee, ecco un estratto dell&#8217;articolo sull&#8217;allergia al polline della graminacee pubblicato su <a href="http://www.allergiaesalute.it" target="_blank">Allergia e Salute</a> questo mese. Buona lettura!</h2>
<p>Le <strong>graminacee</strong> (anche dette <b>poaceae</b> o <b>gramineae</b>) sono una famiglia di <b>piante erbacee</b> che comprende centinaia di generi e diverse migliaia di specie. Sono <b>largamente diffuse in tutto il globo terrestre</b> – dai boschi alle paludi alle dune sabbiose – ma in particolare <b>costituiscono l’elemento predominante di quasi tutte le distese erbose</b>: prati e praterie, pascoli, savane e steppe.</p>
<p>Sono piante di <b>fondamentale importanza</b> per l’Uomo: tutte le colture di cerali esistenti al mondo sono graminacee e tra le più importanti si annoverano il <b>riso</b>, il <b>grano</b>, il <b>mais</b>, l’<b>orzo</b> e la <b>canna da zucchero</b>. Un altro importante membro di questa famiglia è il <b>bambù</b>, che può essere utilizzato come materiale da costruzione, fonte di cibo e, un tempo, anche per ottenere la carta.</p>
<p><span id="more-2513"></span></p>
<div class="title"><h2>Quali sono le specie di graminacee più importanti dal punto di vista allergologico?</h2></div>
<p>In Italia, le specie di graminacee che causano i maggiori problemi di allergia comprendono:</p>

<b><img class="alignright" style="font-weight: normal;" alt="Allergia alle graminacee" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/33/Lolium_spp_Sturm52.jpg/250px-Lolium_spp_Sturm52.jpg" width="250" height="361" /></b></p>
<ul class="arrow">
<li><b>Erba canina</b>,<b> </b>anche detta <i>Cynodon dactylon</i> o volgarmente gramigna. È una pianta erbacea molto competitiva, presenta un esteso apparato radicale, che può raggiungere i 2 metri di profondità. Le foglie sono di colore verdognolo e sono corte, con margini ruvidi, mentre i fusti eretti crescere fino a 30 cm di altezza. <b>Il periodo di pollinazione è da giugno ad ottobre.</b>Allergenicità: <b>alta.</b></li>
<li><b>Bambagiona</b> o <i>Holcus lanatus</i>, è una pianta erbacea perenne, largamente diffusa nelle regioni umide. E’ considerata specie indicatrice di presenza di ristagno d’acqua. <b>Il periodo di pollinazione è da giugno ad agosto.</b>Allergenicità: <b>media.</b></li>
<li><b>Paleo odoroso </b>o <i>Anthoxanthum odoratum</i>, è una pianta perenne, alta 15-50 cm, molto comune nei prati, pascoli e boschi fino alla zona alpina .<b> Il periodo di pollinazione è da marzo a luglio.</b>Allergenicità: <b>media.</b></li>
<li><b>Logliarello</b> o <i>Lolium</i>, è una pianta erbacea di piccole dimensioni (fino a 40-50 cm di altezza), che presenta una caratteristica infiorescenza  costituita da spighe (vedi foto). <b>Il periodo di pollinazione è da maggio a settembre. </b>Allergenicità: <b>alta.</b></li>
<li>
<div><b>Erba codolina</b>, anche nota come <i>Phleum pratense</i>o coda di topo, a causa dell’aspetto filiforme che si assottiglia verso l’estremità, è una pianta perenne di 30-100 cm, con culmo il fusto robusto e ingrossato alla base. <b>Il periodo di pollinazione è da giugno a settembre.</b><i> </i>Allergenicità: <b>alta.</b></div>
</li>
</ul>
<p>
<p>Per la diagnosi di allergia alle graminacee, è sufficiente eseguire dall&#8217;allergologo di fiducia il prick test per inalanti; in alternativa, possono essere ricercate le IgE specifiche per graminacee mediante analisi del sangue.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Allergia alla Pesca</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 11:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alla pesca]]></category>

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		<description><![CDATA[Prurito in bocca o orticaria dopo aver mangiato la pesca? Oppure prurito al solo contatto con la buccia? E&#8217; possibile che sia allergia&#8230;ecco alcune informazioni utili! L&#8217;allergia alla pesca è una delle più comuni allergie alimentari, soprattutto per i soggetti che vivono nei Paesi del Sud Europa e del bacino Mediterraneo. Ecco alcune informazioni che il soggetto allergico alla pesca dovrebbe conoscere. La pesca, dal punto di vista agronomico, appartiene alle Drupacee, che a loro volta fanno parte delle Rosacee. Delle Drupacee, insieme al pesco, fanno parte anche gli altri alberi da frutto che producono una drupa, ovvero: albicocco, susino, mandorlo e ciliegio. Per tale motivo, i soggetti con allergia alla pesca spesso presentano sintomi anche dopo ingestione di albicocca (frequente), mandorla, ciliegia e susina (meno frequentemente). Possiamo avere una grande varietà di sintomi, tra cui: &#160; Tutti i soggetti con allergia alla pesca dimostrata o sospetta dovrebbero essere valutati dall&#8217;allergologo. Tuttavia, siamo in grado di identificare alcune caratteristiche che, nei soggetti con allergia alimentare, determinano un maggior rischio di reazioni gravi. In particolare: In particolare, con i test di allergologia molecolare possiamo meglio inquadrare le allergie alimentari e stratificare il rischio del soggetto allergico. Nel caso della pesca, la sensibilizzazione all&#8217;allergene molecolare Pru p 3 conferisce un rischio di reazione grave più elevato rispetto alla sensibilizzazione ad altri allergeni molecolari quali Pru p 1 o Pru p 4. &#160; In caso di allergia (o sospetto di allergia) alla pesca è importante richiedere la valutazione dello specialista allergologo, che provvederà ad effettuare i test necessari a confermare la diagnosi ed a stabilire il rischio di reazione allergica. Dal punto di vista diagnostico, possono essere eseguiti prick test o ricerca delle IgE specifiche per estratto di [...]<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Prurito in bocca o orticaria dopo aver mangiato la pesca? Oppure prurito al solo contatto con la buccia? E&#8217; possibile che sia allergia&#8230;ecco alcune informazioni utili!</h2>
<p>L&#8217;<strong>allergia alla pesca</strong> è una delle più comuni allergie alimentari, soprattutto per i soggetti che vivono nei Paesi del Sud Europa e del bacino Mediterraneo. Ecco alcune informazioni che il soggetto allergico alla pesca dovrebbe conoscere.</p>
<p>La <strong>pesca</strong>, dal punto di vista agronomico, appartiene alle <strong>Drupacee</strong>, che a loro volta fanno parte delle <strong>Rosacee</strong>. Delle Drupacee, insieme al pesco, fanno parte anche gli altri alberi da frutto che producono una drupa, ovvero: <strong>albicocco</strong>, <strong>susino</strong>, <strong>mandorlo</strong> e <strong>ciliegio</strong>. Per tale motivo, i soggetti con allergia alla pesca spesso presentano sintomi anche dopo ingestione di albicocca (frequente), mandorla, ciliegia e susina (meno frequentemente).</p>
<p><span id="more-2502"></span></p>
<div class="title"><h2>Quali sono i sintomi dell&#8217;allergia alla pesca?</h2></div>
<p>Possiamo avere una grande varietà di sintomi, tra cui:</p>

<ul class="arrow">
<li>Prurito o orticaria da contatto</li>
<li>Reazioni cutanee (orticaria o angioedema) dopo ingestione del frutto</li>
<li>Sintomi gastro-intestinali (nausea, vomito, diarrea, crampi addominali) dopo ingestione del frutto</li>
<li>Reazioni anafilattiche fino allo shock anafilattico</li>
</ul>
<p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="title"><h2>Chi è a maggior rischio di reazioni gravi con la pesca?</h2></div>
<p>Tutti i soggetti con allergia alla pesca dimostrata o sospetta dovrebbero essere valutati dall&#8217;allergologo. Tuttavia, siamo in grado di identificare alcune caratteristiche che, nei soggetti con allergia alimentare, determinano un maggior rischio di reazioni gravi. In particolare:</p>

<ul class="arrow">
<li>Precedenti reazioni anafilattiche</li>
<li>Precedenti reazioni importanti dopo assunzione di piccole quantità di alimento</li>
<li>Concomitanti malattie cardiovascolari o asma bronchiale non controllato</li>
<li>Assunzione di particolari terapie, quali farmaci attivi sul sistema cardio-vascolare</li>
<li>Mastocitosi (malattia rara)</li>
<li>Sensibilizzazione verso marcatori molecolari di rischio, come Pru p 3 (appartenente alla famiglia delle LTP)</li>
</ul>
<p>
<p>In particolare, con i test di allergologia molecolare possiamo meglio inquadrare le allergie alimentari e stratificare il rischio del soggetto allergico. Nel caso della pesca, la sensibilizzazione all&#8217;allergene molecolare Pru p 3 conferisce un rischio di reazione grave più elevato rispetto alla sensibilizzazione ad altri allergeni molecolari quali Pru p 1 o Pru p 4.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="title"><h2><span style="color: #99cc00;">Cosa fare in caso di allergia alla pesca?</span></h2></div>
<p>In caso di allergia (o sospetto di allergia) alla pesca è importante richiedere la valutazione dello specialista allergologo, che provvederà ad effettuare i test necessari a confermare la diagnosi ed a stabilire il rischio di reazione allergica.</p>
<p>Dal punto di vista diagnostico, possono essere eseguiti prick test o ricerca delle IgE specifiche per estratto di pesca; in alcuni casi, è opportuno procedere con gli approfondimenti di allergologia molecolare per stabilire verso quale proteina allergenica il soggetto è sensibilizzato. Tale informazioni, in alcuni casi, è fondamentale per una corretta diagnosi.</p>
<p>La terapia dell&#8217;allergia alla pesca si basa essenzialmente sull&#8217;esclusione di tale alimento (ed in alcuni casi, a giudizio dell&#8217;allergologo, anche delle altre Drupacee e/o di altri frutti o alimenti vegetali). In caso di reazioni gravi o di rischio di anafilassi può essere prescritto l&#8217;autoiniettore di adrenalina, da tenere sempre a disposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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		</item>
		<item>
		<title>Chi è il responsabile dell&#8217;allergia?</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2013/04/28/chi-e-il-responsabile-dellallergia/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2013/04/28/chi-e-il-responsabile-dellallergia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 12:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[mastocita]]></category>

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		<description><![CDATA[Difficile rispondere a questa domanda: si potrebbe dire il polline di graminacee, o di parietaria, o l&#8217;acaro della polvere, o gli allergeni del gatto. Tutti questi sono allergeni e possono scatenare una reazione allergica in un soggetto predisposto. Ma la reazione allergica come si sviluppa? La reazione allergica, come sappiamo, si sviluppa quando il sistema immunitario del soggetto allergico viene a contatto con uno specifico allergene verso il quale è &#8220;sensibilizzato&#8221;. Ciò significa che il soggetto allergico ha &#8211; a livello della cute e delle mucose del tratto respiratorio e gastrointestinale &#8211; delle particolari cellule, i mastociti appunto, i quali a loro volta sono ricoperti di immunoglobuline E (IgE) capaci di riconoscere gli specifici allergeni. Facciamo un esempio: in un soggetto allergico all&#8217;acaro della polvere si avranno delle IgE specifiche per le proteine allergeniche dell&#8217;acaro stesso. Queste IgE specifiche per l&#8217;acaro (insieme a tutte le altre IgE con altre specificità) andranno a ricoprire la superficie di tutti i mastociti che si trovano negli strati superficiali della cute e delle mucose. Quando gli allergeni dell&#8217;acaro vengono a contatto con questi tessuti,  si vanno a legare alle IgE e ciò porta all&#8217;attivazione del mastocita. Queste cellule, quindi, liberano tutte le loro sostanze pro-infiammatorie &#8211; prima fra tutte l&#8217;istamina &#8211; ed innescano la reazione allergica. Allora la reazione allergica può essere sintetizzata nell&#8217;incontro tra: allergene + IgE specifiche + mastocita Per questo motivo, nella diagnosi delle allergie, si vanno a ricercare le IgE specifiche per i singoli allergeni. Il mastocita infatti è l&#8217;effettore finale, in grado di &#8220;funzionare&#8221; con IgE specifiche per qualsiasi allergene. Con il prick test, invece, si va a ricreare una piccola reazione allergica nel suo complesso: si posiziona infatti la goccia di allergene sulla [...]<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Difficile rispondere a questa domanda: si potrebbe dire il polline di graminacee, o di parietaria, o l&#8217;acaro della polvere, o gli allergeni del gatto. Tutti questi sono allergeni e possono scatenare una reazione allergica in un soggetto predisposto. Ma la reazione allergica come si sviluppa?</h2>
<p><strong>La reazione allergica, come sappiamo, si sviluppa quando il sistema immunitario del soggetto allergico viene a contatto con uno specifico allergene verso il quale è &#8220;sensibilizzato&#8221;.</strong> Ciò significa che il soggetto allergico ha &#8211; a livello della cute e delle mucose del tratto respiratorio e gastrointestinale &#8211; delle particolari cellule, i <strong>mastociti</strong> appunto, i quali a loro volta<strong> sono ricoperti di immunoglobuline E (IgE) capaci di riconoscere gli specifici allergeni</strong>.</p>
<p>Facciamo un esempio: in un soggetto allergico all&#8217;acaro della polvere si avranno delle IgE specifiche per le proteine allergeniche dell&#8217;acaro stesso. Queste IgE specifiche per l&#8217;acaro (insieme a tutte le altre IgE con altre specificità) andranno a ricoprire la superficie di tutti i mastociti che si trovano negli strati superficiali della cute e delle mucose. Quando gli allergeni dell&#8217;acaro vengono a contatto con questi tessuti,  si vanno a legare alle IgE e ciò porta all&#8217;attivazione del mastocita. Queste cellule, quindi, liberano tutte le loro sostanze pro-infiammatorie &#8211; prima fra tutte l&#8217;<strong>istamina</strong> &#8211; ed innescano la reazione allergica.</p>
<p><span id="more-2494"></span></p>
<p>Allora la reazione allergica può essere sintetizzata nell&#8217;incontro tra:</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #99cc00;">allergene + IgE specifiche + mastocita</span></h2>
<p>Per questo motivo, nella diagnosi delle allergie, si vanno a ricercare le IgE specifiche per i singoli allergeni. <strong>Il mastocita infatti è l&#8217;effettore finale, in grado di &#8220;funzionare&#8221; con IgE specifiche per qualsiasi allergene.</strong> Con il prick test, invece, si va a ricreare una piccola reazione allergica nel suo complesso: si posiziona infatti la goccia di allergene sulla pelle e con una lancetta si va a scalfire la cute, in modo da far avvenire il contatto tra l&#8217;allergene stesso ed i mastociti della cute. Se questi hanno sulla loro superficie le IgE specifiche per quell&#8217;allergene in pochi minuti si svilupperà una reazione allergica caratterizzata dal pomfo, con alone di eritema circostante ed il prurito.</p>
<p>La reazione allergica, quindi, è un evento complesso&#8230;ma non dimentichiamoci del mastocita!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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		<item>
		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;Istamina?</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2013/04/27/che-cose-listamina/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2013/04/27/che-cose-listamina/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 16:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[IgE]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[istamina]]></category>
		<category><![CDATA[mastocita]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Istamina è una sostanza prodotta dal nostro organismo, sia con funzione di neurotrasmettitore ma soprattutto come mediatore dell&#8217;infiammazione. In particolare, ha un ruolo molto importante nelle allergie, in quanto i mastociti ne liberano grandi quantità in maniera molto rapida, ed essa è responsabile di gran parte dei sintomi allergici, primo fra tutti il prurito. L&#8217;istamina  (o 2-(4-imidazolil)etilammina, formula C5H9N3) fa parte delle cosiddette amine biogene, un gruppo di sostanze importanti per le reazioni infiammatorie, ma non soltanto. L&#8217;istamina è infatti responsabile di molti effetti, tipici dei processi infiammatori ed allergici; tra questi: L&#8217;istamina agisce legandosi con i suoi specifici recettori, dei quali si conoscono ad oggi 4 tipi: H1, H2, H3 ed H4. I primi due sono i meglio conosciuti ed i più diffusi. I farmaci antistaminici agiscono bloccando il legame dell&#8217;istamina al recettore H1 (soprattutto) ed H2 (per gli antistaminici di vecchia generazione).<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;Istamina è una sostanza prodotta dal nostro organismo, sia con funzione di neurotrasmettitore ma soprattutto come mediatore dell&#8217;infiammazione.</h2>
<p>In particolare, ha un ruolo molto importante nelle allergie, in quanto i mastociti ne liberano grandi quantità in maniera molto rapida, ed essa è responsabile di gran parte dei sintomi allergici, primo fra tutti il prurito.</p>
<p>L&#8217;istamina  (o <b>2-(4-imidazolil)etilammina</b>, formula C<sub>5</sub>H<sub>9</sub>N<sub>3</sub>) fa parte delle cosiddette amine biogene, un gruppo di sostanze importanti per le reazioni infiammatorie, ma non soltanto.</p>
<p><span id="more-2485"></span></p>
<p>L&#8217;istamina è infatti responsabile di molti effetti, tipici dei processi infiammatori ed allergici; tra questi:</p>

<ul class="arrow">
<li>vasocostrizione delle grandi arterie, ma al tempo stesso dilatazione delle arteriole, per apertura degli sfinteri precapillari, effetto che normalmente viene svolto localmente. Se la vasodilatazione avviene a livello sistemico si ha ipotensione (quindi l&#8217;istamina liberata in grandi quantità è uno dei fattori più importanti per lo sviluppo di shock anafilattico). Se l&#8217;effetto avviene a livello cutaneo si ha eritema</li>
<li>aumento della permeabilità dei capillari e delle venule post-capillari, attraverso diverse modificazioni delle cellule endoteliali.  Così agendo l&#8217;istamina permette un maggiore afflusso di leucociti nel tessuto infiammato</li>
<li>broncocostrizione, dovuta alla contrazione delle cellule muscolari bronchiali. L&#8217;istamina è quindi molto importante anche per lo sviluppo dei sintomi di un attacco di asma</li>
<li>prurito, infatti l&#8217;istamina è proprio la sostanza che solitamente viene usata come &#8220;controllo positivo&#8221; del prick test; si effettua il prick test con una goccia di istamina e dopo 10-15 minuti dobbiamo avere lo sviluppo di un pomfo e di prurito, altrimenti il prick test non può considerarsi valido</li>
</ul>
<p>
<p>L&#8217;istamina agisce legandosi con i suoi specifici recettori, dei quali si conoscono ad oggi 4 tipi: H1, H2, H3 ed H4. I primi due sono i meglio conosciuti ed i più diffusi. I farmaci antistaminici agiscono bloccando il legame dell&#8217;istamina al recettore H1 (soprattutto) ed H2 (per gli antistaminici di vecchia generazione).</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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		<title>Rinite, nuoto e piscina: quale legame?</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 13:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[nuoto]]></category>
		<category><![CDATA[rinite]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli sportivi che si rivolgono all&#8217;allergologo, i nuotatori sono tra i più rappresentati&#8230;come mai? Il nuoto è uno sport sano e salutare, tuttavia &#8211; soprattutto se praticato indoor &#8211; mette a dura prova le vie aeree ed il naso in particolare. Ecco alcune informazioni e consigli utili&#8230; La rinite è piuttosto frequente tra i nuotatori, sia la rinite allergica che la rinite non allergica. Questo è dovuto a diversi fattori, che entrano in gioco sia per il contatto con l&#8217;acqua della piscina (nella quale vengono aggiunti cloro ed altri disinfettanti) sia per l&#8217;esposizione all&#8217;ambiente intensamente caldo-umido (per le piscine indoor, al chiuso). I sintomi sono quelli classici della rinite, ovvero naso chiuso e senso di ostruzione nasale, abbondante secrezione con il &#8220;naso che cola&#8221; in continuazione, talvolta prurito nasale e starnuti, oppure riduzione dell&#8217;olfatto. Sulla base di questi sintomi non è semplice cogliere gli elementi tipici della &#8220;rinite del nuotatore&#8221;, tuttavia nelle persone che praticano il nuoto spesso i sintomi compaiono all&#8217;entrata o all&#8217;uscita dalla piscina, oppure al contatto con l&#8217;acqua. Questa condizione è piuttosto tipica, e può dipendere da vari fattori: In caso di sintomi di rinite in associazione con l&#8217;attività natatoria, può essere utile rivolgersi all&#8217;allergologo per confermare il sospetto diagnostico ed identificare la causa (o le concause) della rinite, anche attraverso l&#8217;effettuazione del prick test. Da non trascurare poi, negli sportivi ed in particolare nei nuotatori, l&#8217;insorgenza di eventuali sintomi di asma bronchiale.<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Tra gli sportivi che si rivolgono all&#8217;allergologo, i <span style="color: #99cc00;">nuotatori</span> sono tra i più rappresentati&#8230;come mai? Il nuoto è uno sport sano e salutare, tuttavia &#8211; soprattutto se praticato indoor &#8211; mette a dura prova le vie aeree ed il naso in particolare. Ecco alcune informazioni e consigli utili&#8230;</h2>
<p>La rinite è piuttosto frequente tra i nuotatori, sia la rinite allergica che la rinite non allergica. <strong>Questo è dovuto a diversi fattori, che entrano in gioco sia per il contatto con l&#8217;acqua della piscina (nella quale vengono aggiunti cloro ed altri disinfettanti) sia per l&#8217;esposizione all&#8217;ambiente intensamente caldo-umido (per le piscine indoor, al chiuso)</strong>.</p>
<div class="title"><h2><span style="color: #99cc00;">Quali sono i sintomi della rinite nei nuotatori?</span></h2></div>
<p><strong>I sintomi sono quelli classici della rinite</strong>, ovvero <strong>naso chiuso</strong> e <strong>senso di ostruzione nasale</strong>, <strong>abbondante secrezione</strong> con il &#8220;<strong>naso che cola</strong>&#8221; in continuazione, talvolta <strong>prurito nasale e starnuti</strong>, oppure <strong>riduzione dell&#8217;olfatto</strong>. Sulla base di questi sintomi non è semplice cogliere gli elementi tipici della &#8220;rinite del nuotatore&#8221;, tuttavia nelle persone che praticano il nuoto spesso i sintomi compaiono all&#8217;entrata o all&#8217;uscita dalla piscina, oppure al contatto con l&#8217;acqua.</p>
<p>Questa condizione è piuttosto tipica, e può dipendere da vari fattori:</p>

<ul class="arrow">
<li>Effetto irritativo diretto dell&#8217;acqua clorata sulle mucose nasali; spesso in questi casi si ha una rinite (allergica o non allergica) preesistente, che va a peggiorare quando il soggetto va a nuotare</li>
<li>Importanti e repentine variazioni di temperatura e di umidità; questa caratteristica è tipica delle riniti non allergiche, e trova la sua massima applicazione proprio all&#8217;ingresso ed all&#8217;uscita dalla piscina (al chiuso), quando si passa da un ambiente intensamente caldo umido (interno) ad uno freddo (esterno, in inverno) o secco (in estate).</li>
<li>Allergia a muffe, che possono facilmente proliferare negli ambienti caldo-umidi come spogliatoi e piscine</li>
</ul>
<p>
<p>In caso di sintomi di rinite in associazione con l&#8217;attività natatoria, può essere utile rivolgersi all&#8217;allergologo per confermare il sospetto diagnostico ed identificare la causa (o le concause) della rinite, anche attraverso l&#8217;effettuazione del prick test.</p>
<p>Da non trascurare poi, negli sportivi ed in particolare nei nuotatori, l&#8217;insorgenza di eventuali sintomi di asma bronchiale.</p>
<h3>Author information</h3><div class="ts-fab-wrapper" style="overflow:hidden"><div class="ts-fab-photo" style="float:left;width:64px"><img alt='Filippo Fassio' src='http://1.gravatar.com/avatar/90bbc69cc6cddfb518b22aa3c417b8fc?s=64&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D64&amp;r=G' class='avatar avatar-64 photo' height='64' width='64' /></div><!-- /.ts-fab-photo --><div class="ts-fab-text" style="margin-left:74px"><div class="ts-fab-header"><div style="font-size: 1.25em;margin-bottom:0"><strong><a href="http://www.allergologo.net">Filippo Fassio</a></strong></div><div class="ts-fab-description" style="margin-bottom:0.5em"><em><span>Medico Specialista Allergologo</span> at <a href="http://www.aou-careggi.toscana.it"><span>Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi</span></a></em></div></div><!-- /.ts-fab-header --><div class="ts-fab-content" style="margin-bottom:0.5em"><strong>L'allergologia è il mio lavoro, il web la mia passione.</strong> Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. 
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