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	<description>Tutto il mondo dell&#039;allergia a portata di Click</description>
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		<title>Quali persone sono a rischio di allergia alimentare?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
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		<description><![CDATA[La presenza di familiari o parenti allergici è uno dei fattori che permette di prevedere un aumento di rischio di sviluppare allergie alimentari. Nei neonati che hanno un solo genitore allergico il rischio di sviluppare un’allergia alimentare è due volte superiore rispetto ai neonati i cui genitori non soffrono di allergie. Se entrambi i genitori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQUOXCC9DYJRKvM7m4OC5VSoe_YxMXNrwJf_mUmPBv3E8WriTX8" alt="" width="225" height="225" />La presenza di familiari o parenti allergici è uno dei fattori che permette di prevedere un aumento di rischio di sviluppare allergie alimentari. Nei neonati che hanno un solo genitore allergico il rischio di sviluppare un’allergia alimentare è due volte superiore rispetto ai neonati i cui genitori non soffrono di allergie. Se entrambi i genitori sono allergici, il rischio di sviluppare allergia ad almeno un alimento aumenta da quattro a sei volte. In base ai dati disponibili, l’allattamento al seno, comparato con l’alimentazione artificiale, ridurrebbe il rischio di allergia alimentare. Nei neonati con parenti stretti che soffrono di allergie, alcuni studi suggeriscono che il solo allattamento al seno per 4-6 mesi sembra sufficiente a fornire una certa protezione; tuttavia questi dati, seppur noti da tempo, sono ancora controversi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-608"></span>Inoltre, è da considerare che l&#8217;allergia progredisce spesso attraverso quella che viene definita la &#8220;marcia allergica&#8221;: ciò significa che l&#8217;allergia tende ad esprimersi in maniera differente a seconda delle età della vita. Nel neonato e nel bambino la manifestazione più comune è la dermatite atopica, crescendo spesso il bambino allergico sviluppa asma bronchiale, mentre da adulto la manifestazione più comune è la rinite allergica. Quindi, il bambino con un passato di dermatite atopica, è da considerare maggiormente a rischio di sviluppare allergia ad alimenti.</p>
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		<title>Prescrivere l&#8217;autoiniettore di adrenalina</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Shock Anafilattico]]></category>
		<category><![CDATA[adrenalina]]></category>
		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>
		<category><![CDATA[autoiniettore]]></category>

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		<description><![CDATA[
﻿﻿﻿La prescrizione della terapia di emergenza per le reazioni allergiche gravi, ovvero l&#8217;autoiniettore di adrenalina, è un punto cruciale sia per il paziente sia per il suo allergologo. Sebbene la prescrizione sia codificata da diverse linee guida, esistono ancora notevoli discrepanze, anche in Italia, sulla prescrizione dell&#8217;autoiniettore tra i vari allergologi. Questo è dovuto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/Cattura1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-618" title="Cattura" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/Cattura1.jpg" alt="autoiniettore di adrenalina" width="743" height="105" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">﻿﻿﻿La prescrizione della terapia di emergenza per le reazioni allergiche gravi, ovvero l&#8217;autoiniettore di adrenalina, è un punto cruciale sia per il paziente sia per il suo allergologo. Sebbene la prescrizione sia codificata da diverse linee guida, esistono ancora notevoli discrepanze, anche in Italia, sulla prescrizione dell&#8217;autoiniettore tra i vari allergologi. Questo è dovuto in parte anche a politiche sanitarie non omogenee nelle vari regioni, con diverse modalità di erogazione e di rimborsabilità da parte del servizio sanitario nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-617"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo studio, condotto da ricercatori Inglesi su una popolazione di pediatri e pediatri allergologi in UK, e pubblicato sul Pediatric Allergy &amp; Immunology, conferma questa tendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante molti dei professionisti interpellati conoscano almeno uno dei documenti di riferimento per la prescrizione dell&#8217;autoiniettore di adrenalina, il comportamento sul campo varia considerevolmente. L&#8217;omogeneità delle prescrizioni, nei casi clinici che sono stati sottoposti, è stata bassa e spesso influenzata da fattori non determinanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro punto dolente, non affrontato in questo articolo, rimane l&#8217;educazione e l&#8217;addestramento all&#8217;uso dell&#8217;autoiniettore di adrenalina, dopo che è stato prescritto. Per chi desidera ulteriori informazioni rimando a questa <a title="corso autoiniettore adrenalina" href="http://www.allergologo.net/2010/05/16/primo-corso-di-simulazione-sulladdrestramento-alluso-dellautoiniettore-di-adrenalina/">pagina</a>.</p>
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		<title>Allergia al gatto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia al gatto]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>

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		<description><![CDATA[I gatti sono di gran lunga gli animali domestici che più comunemente possono provocare allergie. In Italia, circa il 35% degli soggetti asmatici sono  allergici al gatto. Anche i cani possono causare problemi di allergia, ma meno frequentemente dei gatti.
Tuttavia, molti animali possono provocare allergie, soprattutto nei soggetti che sono regolarmente  esposti ai loro allergeni: quindi, in coloro che lavorano con gli animali (veterinari, personale degli zoo, ecc.) si possono presentare allergie insolite!

Allergia ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px;" src="http://timeline-md.com/wp-content/uploads/2011/10/Cat-Allergy-Shots.jpg" alt="Cat Allergy Shots" width="300" height="199" />I gatti sono di gran lunga gli animali domestici che più comunemente possono provocare allergie. In Italia, circa il 35% degli soggetti asmatici sono  allergici al gatto. Anche i cani possono causare problemi di allergia, ma meno frequentemente dei gatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, molti animali possono provocare allergie, soprattutto nei soggetti che sono regolarmente  esposti ai loro allergeni: quindi, in coloro che lavorano con gli animali (veterinari, personale degli zoo, ecc.) si possono presentare allergie insolite!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-610"></span></p>
<h3 style="text-align: justify;">Allergia ai gatti</h3>
<p style="text-align: justify;">Il principale allergene del gatto è una molecola proteica e il suo nome scientifico è Fel d1. Questa proteina si trova principalmente nella forfora del gatto e nella saliva. La proteina è prodotta a livello delle ghiandole salivari, sia a livello dei follicoli delle ghiandole sebacee. Quando i gatti si leccano depositano l&#8217;allergene sul loro. Quando la saliva si asciuga, le proteine ​​che causano allergia (allergeni) diventano particelle sospese nell&#8217;aria, e possono causare sintomi allergici quando vengono inalate nelle alte vie respiratorie (naso e seni paranasali) o nei polmoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le particelle allergeniche del gatto sono particolarmente leggere, circa un decimo del peso delle particelle degli acari della polvere, e per questo riescono a penetrare in profondità  nei polmoni, e sono facilmente trasportate a grandi distanze. Le particelle allergeniche del cane, in confronto, sono allergeni  molto più pesanti, e per questo si diffondono in misura minore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni singolo gatto può produrre allergeni in quantità maggiore o minore. Non vi è, purtroppo, nessun tipo di gatto che non provoca allergia. I gatti maschi possono causare più allergie dei gatti di sesso femminile, perché tendono a secernere  più Fel d1.</p>
<p style="text-align: justify;">I pazienti spesso sono convinti che l&#8217;allergene del gatto è presente solo nelle case nelle quali dimora abitualmente un gatto. Questo è solo parzialmente vero. Infatti, quantità minori di allergene del gatto possono essere riscontrate nelle abitazioni dove non è presente alcun gatto, o negli uffici o nei luoghi pubblici generalmente non accessibili agli animali domestici. E’ verosimile che questi allergeni vengano trasportati dagli indumenti dei soggetti che hanno un gatto nell’ambiente domestico.</p>
<p style="text-align: justify;">I pazienti con allergia (o sospetto di allergia) al gatto dovrebbero sottoporsi a <a title="visita allergologica" href="http://www.allergologo.net/info-visita-allergologica/">visita allergologica</a>, per evitare i rischio di evoluzione verso forme allergologiche più gravi. Lo specialista allergologo potrà valutare la terapia più adeguata, ed eventualmente prescrivere l&#8217;immunoterapia (<a title="vaccino per allergia" href="http://www.allergologo.net/2012/01/16/vaccini-per-le-allergie-immunoterapia">vaccino</a>) per curare l&#8217;allergia al gatto.</p>
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		<title>Che cosa avviene in una reazione allergica agli alimenti?</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2012/01/26/che-cosa-avviene-in-una-reazione-allergica-agli-alimenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l&#8217;organismo dalle sostanze estranee dannose, e lo fa scatenando una reazione per eliminarle. L’allergia è essenzialmente &#8220;un’alterazione immunitaria&#8221; in cui una sostanza normalmente innocua (definita allergene) viene “percepita” come una minaccia e diventa il bersaglio delle difese immunitarie dell’organismo. In una vera reazione allergica, l’organismo produce anticorpi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px;" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR4VWkZZj8e3QyBigkauZXtbQUZhIHhCzhrK9t4WHGE1bFCVApkEQ" alt="" width="239" height="211" />Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l&#8217;organismo dalle sostanze estranee dannose, e lo fa scatenando una reazione per eliminarle. L’allergia è essenzialmente &#8220;un’alterazione immunitaria&#8221; in cui una sostanza normalmente innocua (definita allergene) viene “percepita” come una minaccia e diventa il bersaglio delle difese immunitarie dell’organismo. In una vera reazione allergica, l’organismo produce anticorpi di classe E (IgE), che reagiscono con l’allergene scatenando un’ulteriore reazione, nella quale i mastociti (cellule dei tessuti) e i basofili (un tipo di cellula ematica) liberano istamina o altre sostanze (quali i leucotrieni e le prostaglandine) che provocano reazioni allergiche che possono coinvolgere la cute o le mucose del tratto respiratorio o gastrointestinale, oppure l&#8217;apparato cardio-circolatorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-602"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La gran parte delle <a title="allergia ed intolleranza alimentare" href="http://www.allergologo.net/2012/01/18/allergia-alimentare-ed-intolleranza-alimentare/">risposte allergiche agli alimenti</a> è relativamente lieve, ma in un numero limitato di persone si verifica una reazione violenta, potenzialmente letale, e che prende il nome di <a href="http://www.allergologo.net/2012/01/04/reazione-allergica-e-shock-anafilattico-qual-e-la-differenza/">anafilassi</a>. A volte la reazione anafilattica può manifestarsi in maniera molto rapida dopo l’esposizione all&#8217;allergene, e richiede cure mediche immediate.</p>
<h3>Gli alimenti maggiormente implicati nelle reazioni allergiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Tra gli alimenti maggiormente a rischio per le reazioni allergiche gravi, sicuramente la frutta secca e la frutta con guscio (arachidi, noci, mandorle, pinoli) è la più temibile, sia come frequenza che come entità delle reazioni. Nei bambini anche il latte e l&#8217;uovo spesso causano reazioni allergiche. Altri allergeni che frequentemente posso causare reazioni allergiche sono la soia, i crostacei ed il merluzzo. Soprattutto negli adulti, anche la frutta e la verdura fresca (in particolare pesca, pomodoro) vengono frequentemente incontrate come causa di reazioni avverse ad alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone con reazioni allergiche ad alimenti (o sospette tali), dovrebbero sottoporsi a <a title="visita allergologica" href="http://www.allergologo.net/info-visita-allergologica/">visita allergologica</a> e <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test/">test allergologici per alimenti</a>.</p>
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		<title>Allergia alimentare ed intolleranza alimentare</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2012/01/18/allergia-alimentare-ed-intolleranza-alimentare/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Allergia alimentare ed intolleranza alimentare

La maggior parte delle persone non ha problemi di allergia o intolleranza alimentare, e può seguire una dieta libera, quindi assumere gli alimenti desiderati senza incorrere in reazioni avverse. Per una piccola percentuale di individui, invece, alcuni alimenti (o loro componenti) sono in grado di scatenare reazioni avverse, la cui entità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Allergia alimentare ed intolleranza alimentare</strong></h3>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter" src="http://healthlifestyletips.com/wp-content/uploads/2011/11/pj-at319a_healt_ns_20100125200227.gif" alt="" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte delle persone non ha problemi di allergia o intolleranza alimentare, e può seguire una <strong>dieta libera</strong>, quindi assumere gli alimenti desiderati senza incorrere in reazioni avverse. Per una piccola percentuale di individui, invece, alcuni alimenti (o loro componenti) sono in grado di scatenare <strong>reazioni avverse</strong>, la cui entità può variare da reazioni lievi o molto lievi (come un piccolo fastidio o prurito al cavo orale) fino a molto gravi (importanti reazioni allergiche fino allo shock anafilattico, con importanti conseguenze cliniche).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-596"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le reazioni avverse agli alimenti possono essere scatenate sia da un meccanismo immunologico (<strong>allergia alimentare</strong>) che di altro tipo (<strong>intolleranza alimentare</strong>). Comunemente, la percezione di questi problemi tende ad essere sovrastimata (si calcola che circa una persona su tre ritenga di essere &#8220;allergica&#8221; a certi alimenti), ma dati recenti ricavati da ampie casistiche dimostrano che l’allergia alimentare ha un’incidenza intorno al 2% dell’intera popolazione adulta. Nei bambini, questo valore può salire 3-7%, anche se, fortunatamente, l’allergia spesso viene superata con l’età scolare.</p>
<h3><strong>Qual è la differenza tra allergie e intolleranze alimentari?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">La reazione avversa al cibo è spesso, erroneamente o frettolosamente, definita come  “<strong>allergia alimentare</strong>”. In molti casi, invece, essa non è provocata da un meccanismo immunologico (quindi non siamo di fronte ad una vera e propria allergia alimentare), ma da altre cause sempre riconducibili al cibo (come intossicazioni alimentare di tipo microbico, avversione psicologica al cibo o intolleranza ad un ingrediente di un alimento).</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>allergia alimentare </strong>è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o a componenti alimentari che attiva il sistema immunitario. Un allergene (solitamente una proteina o glicoproteina presente nell’alimento, che per la maggioranza delle persone è del tutto innocua) innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi IgE, che riconosce specificamente quell’allergene. Ad ogni successiva introduzione dell’alimento a cui il soggetto è allergico, gli anticorpi  IgE attivano altre cellule del sistema immunitario e determinano il rilascio di sostanze chimiche, ad esempio l’<strong>istamina</strong>, che a loro volta provocano vari sintomi: prurito cutaneo, rinite, tosse o affanno, o altri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>intolleranza alimentare </strong>coinvolge invece il metabolismo ma non il sistema immunitario. Un tipico esempio è l’intolleranza al lattosio: le persone che ne sono affette hanno una carenza di lattasi, l’enzima digestivo che scompone lo zucchero del latte, il lattosio, appunto. Le intolleranze possono causare sintomi anche simili a quelli delle allergie, ma non sono in grado – durante il corso di una singola reazione – di portare a conseguenze temibili come lo shock anafilattico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone con reazioni allergiche ad alimenti (o sospette tali) con intolleranza ad alimenti, dovrebbero sottoporsi a <a title="visita allergologica" href="http://www.allergologo.net/info-visita-allergologica/">visita allergologica</a> e <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test/">test allergologici per alimenti</a>.</p>
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		<title>I &#8220;vaccini&#8221; per le allergie: dichiarazione EAACI</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2012/01/16/vaccini-per-le-allergie-immunoterapia/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;accademia Europea di Allergologia ed Immunologia Clinica ha recentemente stilato un documento a favore dell&#8217;utilizzo dell&#8217;immunoterapia specifica per le allergie, ovvero i cosiddetti &#8220;vaccini&#8220;. Il documento EAACI, che potete trovare a questo link, prende in considerazione gli aspetti relativi al paziente, al medico ed anche i risvolti di salute pubblica.


Dal punto di vista del paziente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQlTjXNJnsgTGZyeEA8UdXC_P3VbiAHbFKHnKV2J5z3ZaTxlF78lg" alt="" width="189" height="267" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accademia Europea di Allergologia ed Immunologia Clinica ha recentemente stilato un documento a favore dell&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>immunoterapia specifica per le allergie</strong>, ovvero i cosiddetti &#8220;<strong>vaccini</strong>&#8220;. Il documento EAACI, che potete trovare a questo <a title="vaccino per allergie" href="http://www.eaaci.net/attachments/1637_1307449034_European%20Declaration%20on%20Allergen%20Immunotherapy.pdf">link</a>, prende in considerazione gli aspetti relativi al paziente, al medico ed anche i risvolti di salute pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-585"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista del <strong>paziente</strong>, l&#8217;immunoterapia allergene-specifica (ITS), rappresenta l&#8217;unica terapia potenzialmente in grado di modificare l&#8217;evoluzione naturale dell&#8217;allergia. Ciò significa che, nonostante vi siano molte risorse farmacologiche e non in grado di ridurre i sintomi e migliorare la vita dei soggetti allergici, solo l&#8217;ITS è in grado di far diminuire l&#8217;entità dell&#8217;allergia stessa, risolvendo il problema alla radice. L&#8217;effetto del vaccino, che si ha dopo alcuni mesi di terapia, porta quindi a dei risultati che durano nel tempo, anche molto dopo (anni) l&#8217;interruzione della terapia stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il <strong>medico</strong>, l&#8217;immunoterapia specifica rappresenta &#8220;l&#8217;arma in più&#8221; da poter utilizzare per poter migliorare la salute dei propri pazienti affetti da allergie respiratorie. Per un risultato ottimale è opportuno che il vaccino sia prescritto dallo Specialista Allergologo, che deve provvedere ad un&#8217;accurata selezione del paziente, alla valutazione delle indicazioni e controindicazioni, ad informare adeguatamente il paziente stesso sul funzionamento e sui risultati che si possono conseguire con l&#8217;immunoterapia, ed infine a monitorare nel tempo l&#8217;evoluzione del quadro clinico durante il corso dell&#8217;immunoterapia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i vaccini per le allergie respiratorie sono fondamentali anche dal punto di vista della <strong>salute pubblica</strong>. Le allergie respiratorie, come l&#8217;asma o la rinite allergica, sono infatti malattie croniche, con le quali il paziente convive per molti anni. E sono anche patologie ad alta prevalenza, ovvero molto diffuse nelle popolazione. Questo significa che il costo della spesa farmaceutica per questo tipo di patologie è molto alto. Poter intervenire, anche precocemente dopo l&#8217;esordio delle allergie respiratorie, con una terapia che può risolvere il problema alla radice, significa risparmiare molto &#8211; negli anni futuri &#8211; come spesa per i farmaci necessari al controllo dei sintomi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento EAACI (&#8220;<a title="vaccino per allergie" href="http://www.eaaci.net/attachments/1637_1307449034_European%20Declaration%20on%20Allergen%20Immunotherapy.pdf">European Declaration on Immunotherapy</a>&#8220;) è disponibile in lingua inglese, ma è in corso la traduzione in italiano.</p>
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		<title>Reazioni allergiche a farmaci</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 20:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reazioni avverse a farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[ADR]]></category>
		<category><![CDATA[allergia a farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[test di challenge]]></category>
		<category><![CDATA[test di esposizione orale]]></category>

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		<description><![CDATA[I farmaci sono spesso chiamati in causa come responsabili di reazioni allergiche, sia nelle forme più lievi con il solo interessamento cutaneo, sia anche nelle forme più gravi.
La diagnostica allergologica delle reazioni avverse a farmaci è molto complessa, in quanto per questo tipo di allergeni, abbiamo a disposizione molti meno test diagnostici che in altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px;" title="allergia a farmaci" src="http://salute.pourfemme.it/wp-galleryo/allergie-a-farmaci/farmaci.jpg" alt="allergia a farmaci" width="200" height="240" />I farmaci sono spesso chiamati in causa come responsabili di reazioni allergiche, sia nelle forme più lievi con il solo interessamento cutaneo, sia anche nelle forme più gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">La diagnostica allergologica delle <strong>reazioni avverse a farmaci</strong> è molto complessa, in quanto per questo tipo di allergeni, abbiamo a disposizione molti meno test diagnostici che in altri campi dell&#8217;allergologia. Il prick test &#8211; ad esempio -, che viene comunemente utilizzato per la diagnosi della allergie respiratorie ed alimentari, è disponibile solo per un ristrettissimo numero di farmaci.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-582"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle reazioni allergiche a farmaci, quindi, diventa fondamentale la storia clinica, ovvero quello che è successo al paziente in precedenza: cosa ha tollerato e cosa no, come si è manifestata e sviluppata la reazione al farmaco,  quali provvedimenti sono stati presi, come la reazione si è risolta.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; innegabile che in questo processo il ruolo dell&#8217;allergologo è molto importante, perchè con la propria esperienza deve attribuire un significato preciso a tutte queste informazioni, in modo da organizzare il percorso diagnostico/terapeutico più adatto al singolo paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">Solitamente, di fronte a precedenti reazioni avverse a farmaci, si cerca di ovviare con farmaci alternativi che possano essere considerati &#8220;sicuri&#8221;. Quando non è possibile individuare un farmaco alternativo che il paziente possa tollerare, solitamente si effettuano dei test in ospedale, somministrando il farmaco che si vuole testare in piccole dosi crescenti (test di challenge o test di esposizione orale).</p>
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		<title>I test per le allergie non sbagliano mai?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 18:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagnosi allergie]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[prick test]]></category>
		<category><![CDATA[test allergologici]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo che si&#8230;anche loro purtroppo &#8220;sbagliano&#8221;. O, almeno, non sempre sono in grado di spiegarci le cause di tutti i problemi allergologici.
Lo ribadisce anche  una ricerca di due famosi allergologi, Robert Wood (del Johns Hopkins Children’s  Center, Baltimora, USA) e Scott Sicherer del Mt. Sinai Hospital (New York, USA), che suggerisce ai medici di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/visita-allergologica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-579" title="visita allergologica" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/visita-allergologica.jpg" alt="visita allergologica" width="275" height="183" /></a>Certo che si&#8230;anche loro purtroppo &#8220;sbagliano&#8221;. O, almeno, non sempre sono in grado di spiegarci le cause di tutti i problemi allergologici.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ribadisce anche  una ricerca di due famosi allergologi, Robert Wood (del Johns Hopkins Children’s  Center, Baltimora, USA) e Scott Sicherer del Mt. Sinai Hospital (New York, USA), che suggerisce ai medici di prestare  attenzione quando si prescrivono test allergici e di evitare di fare una  diagnosi basata esclusivamente sui risultati dei test.</p>
<p style="text-align: justify;">In un articolo, pubblicato nel numero di gennaio di <em>Pediatrics</em>, i  ricercatori avvertono che gli esami del sangue, uno strumento sempre più  popolare per la diagnostica negli ultimi anni, e i test sulla pelle, una vecchia  arma nell’arsenale dell’allergologo, non devono essere utilizzate mai da sole  come strategie diagnostiche . Questi test, dicono gli Autori, dovrebbero  essere utilizzati solo per confermare un sospetto e mai alla ricerca di allergie  in un paziente asintomatico.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati dei test, aggiungono, devono essere interpretati nel contesto dei  sintomi del paziente e della sua storia medica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-578"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Itest allergologici, come il <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a>,  possono dire se una persona è sensibile a una particolare  sostanza, ma non possono prevedere in modo attendibile se il paziente avrà una  reazione allergica reale, né possono predire quale potrà essere la gravità  della reazione, dicono gli scienziati. Molte persone che risultano positive ai  test cutanei o alle quali viene rilevato un numero  elevato di anticorpi IgE non  soffrono di allergie, affermano. Per esempio, una ricerca  ha scoperto che fino  all’ 8 per cento dei bambini hanno reazioni cutanee o un esame del sangue  positivo per le allergie alle noccioline, ma solo l’1 per cento di loro hanno  sintomi clinici.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo articolo, pienamente condivisibile, pone quindi l&#8217;accento sull&#8217;importanza della valutazione allergologica, eseguita da uno specialista preparato, aggiornato ed esperto, per poter arrivare ad una diagnosi corretta e precisa. “I test allergici possono aiutare un medico a fare una diagnosi, ma i test da  soli non sono infallibili formule magiche per la diagnostica” ha spiegato Wood.  “Molti bambini con risultati positivi ai test non hanno sintomi allergici e  alcuni bambini con risultati negativi presentano i sintomi delle allergie.”</p>
<p style="text-align: justify;">Le allergie non diagnosticate possono essere pericolose, anche mortali, ma un  eccessivo affidamento alle analisi del sangue e ai test della pelle possono  portare a una diagnosi errata, a mal consigliate restrizioni alimentari o ad  evitare inutili esposizioni ambientali, come quelle agli animali domestici.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, avvertono i ricercatori,  i medici devono fare attenzione quando si  confrontano i risultati di diversi test e da diversi laboratori perchè variano  in sensibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi il 3 per cento degli americani (7,5 milioni) e almeno il 6 per cento  dei bambini hanno almeno una allergia alimentare, secondo le ultime stime del  National Institutes of Health.</p>
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		<title>Prevenzione delle Allergie e dell&#8217;Asma a scuola</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 18:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[acaro della polvere]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Toscana ha appena varato un provvedimento su proposta dell&#8217;assessore Daniela Scaramuccia che punta a focalizzare l&#8217;attenzione su tutte quelle norme igieniche, ambientali e comportamentali che possono aiutare a prevenire l&#8217;insorgenza di asma ed allergie nella popolazione scolastica. L’asma bronchiale  è infatti riconosciuta una “malattia sociale” già dal 1999, ed insieme alla obesità è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/allergie-a-scuola1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-570" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="allergie a scuola" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/allergie-a-scuola1.jpg" alt="allergie a scuola" width="216" height="233" /></a>La Regione Toscana ha appena varato un provvedimento su proposta dell&#8217;assessore Daniela Scaramuccia che punta a focalizzare l&#8217;attenzione su tutte quelle norme igieniche, ambientali e comportamentali che possono aiutare a prevenire l&#8217;insorgenza di asma ed allergie nella popolazione scolastica. L’asma bronchiale  è infatti riconosciuta una “malattia sociale” già dal 1999, ed insieme alla obesità è la  patologia cronica più diffusa nell’infanzia. Come se non bastasse, la rinite allergica in Italia ha mostrato un forte e costante aumento negli ultimi 5 anni, del 5%, e se il trend dovesse mantenersi,  nel 2020 ben il 50% dei bambini ne sarà affetto. In età pediatrica sono frequenti  anche le allergie alimentari: in Italia interessano il 6-8% dei bambini al di sotto dei tre anni e il 4% dei bambini in età scolare. In crescita i piccoli allergici alla gomma di latice.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-568"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La delibera è l’applicazione toscana di un accordo (“Linee di indirizzo per  la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma“)  sancito fra Governo, Regioni ed Enti Locali: riporta indicazioni dettagliate per  minimizzare i fattori di rischio indoor per asma e allergie.<br />
“Studiare in un  ambiente confortevole, igienico e sicuro è un diritto fondamentale dello  studente”. Lo stabilisce da 16 anni la Carta dei servizi scolastici. Il  documento indica una dozzina di misure di profilassi a carattere generale da  effettuare nelle scuole: favorire ventilazione e ricambio d’aria; asportare ogni  giorno la polvere da banche e cattedre; aspirare ogni settimana aule e corridoi  con aspirapolvere “dotati di filtri ad alta efficienza”; effettuare pulizie  ambientali più accurate nella stagione pollinica; sottoporre a sanificazioni  periodiche anche gli strumenti di gioco; evitare nelle aule carte da parati,  tappeti, moquette, tendaggi; evitare l’accumulo di libri e giornali; limitare la  presenza di armadietti; appendere i cappotti all’esterno delle aule; ricoprire  di plastica poster e fogli di lavoro per facilitarne la pulizia; evitare di  tenere in classe piante ornamentali; mantenere la temperatura ambiente intorno  ai 18-20 gradi; assicurare una corretta manutenzione di impianti di  riscaldamento e condizionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Misure specifiche vengono indicate per contrastare gli acari: dove sono  presenti lettini per bambini, materassi e cuscini vanno ricoperti con fodere  antiacaro, i lettini esposti alla luce del sole, l’aria cambiata spesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per insegnanti e studenti un doppio consiglio: non andare a scuola con gli  stessi abiti venuti a contatto con cani o gatti; evitare la presenza di animali  a scuola. Dei cani ma soprattutto dei gatti preoccupano, in particolare, pelo e  saliva. Misure specifiche sono dettate se, a scuola, è segnalata la presenza di  persona allergica al lattice (materiale presente in più di 40 mila prodotti di  uso quotidiano): per distribuire i pasti, ad esempio, vanno usati guanti in  vinile o in polietene.</p>
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		<title>Reazione allergica e shock anafilattico: qual è la differenza?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 18:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Shock Anafilattico]]></category>
		<category><![CDATA[adrenalina]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni reazione allergica è un evento potenzialmente pericoloso, quindi da non sottovalutare. Non tutte le reazioni allergiche però hanno lo stesso significato e comportano gli stessi rischi. Nel parlare comune, spesso i termini reazione allergica e shock anafilattico vengono scambiati, causando confusione e fraintendimenti sia per i pazienti che per gli operatori sanitari. Ci possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/shock-anafilattico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-564" title="shock anafilattico" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/shock-anafilattico.jpg" alt="shock anafilattico" width="259" height="194" /></a>Ogni reazione allergica è un evento potenzialmente pericoloso, quindi da non sottovalutare. Non tutte le reazioni allergiche però hanno lo stesso significato e comportano gli stessi rischi. Nel parlare comune, spesso i termini reazione allergica e shock anafilattico vengono scambiati, causando confusione e fraintendimenti sia per i pazienti che per gli operatori sanitari. Ci possono poi essere altri termini, come anafilassi, che contribuiscono a complicare ulteriormente il quadro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi termini indicano manifestazioni ben differenti e con risvolti ben differenti per il paziente:</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-563"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con <strong>reazione allergica</strong> (o <strong>allergia</strong>) si intende qualsiasi reazione dovuta all&#8217;attivazione del sistema immunitario nei confronti di un allergene (alimento, polline, polvere, veleno di insetto, farmaco o altra sostanza), solitamente questa reazione si esplica attraverso un meccanismo in cui partecipano le immunoglobuine E (IgE) e che ha tempi molto rapidi (secondi o minuti). Si può manifestare, dal punto di vista clinico, in vari modi: rinite, congiuntivite, asma, orticaria o dermatite, prurito al cavo orale (sindrome orale allergica), sintomi gastro-intestinali (nausea, vomito, coliche addominali, diarrea), fino allo shock anafilattico (vedi oltre).</p>
<p style="text-align: justify;">Con il termine <strong>anafilassi </strong>si intende una reazione allergica grave, con un quadro clinico complesso nel quale solitamente si ha coinvolgimento dell&#8217;apparato respiratorio e/o cardio-circolatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con li termine <strong>shock anafilattico</strong> si intende una reazione anafilattica che ha comportato un grave coinvolgimento del sistema cardio-circolatorio, con brusca riduzione della pressione arteriosa (shock), ed le conseguenti manifestazioni. Lo shock anafilattico è un quadro clinico molto grave che necessita di un intervento di emergenza rapido ed appropriato. Il farmaco di prima scelta, in queste situazioni, è l&#8217;adrenalina.</p>
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