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	<title>Allergologo.net &#187; News</title>
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	<description>Tutto il mondo dell&#039;allergia a portata di Click</description>
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		<title>Allergia al lavoro?</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 08:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[﻿﻿﻿Non è solo una battuta&#8230;perché come spiega una pubblicazione INAIL &#8220;le allergie, oltre ad essere un rilevante problema di sanità pubblica, sono anche fortemente rappresentate tra le malattie svilluppate in ambito lavorativo. Esse hanno quindi un notevole impatto socio-economico sia per il continuo aumento del numero di casi, che incide sulla spesa sanitaria pubblica, sia per l’inabilità temporanea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">﻿﻿<a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2011/10/allergia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-400" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="allergia" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2011/10/allergia-172x300.jpg" alt="" width="120" height="210" /></a>﻿Non è solo una battuta&#8230;perché come spiega una pubblicazione INAIL &#8220;le allergie, oltre ad essere un rilevante problema di sanità pubblica, sono anche fortemente rappresentate tra le malattie svilluppate in ambito lavorativo. Esse hanno quindi un notevole impatto socio-economico sia per il continuo aumento del numero di casi, che incide sulla spesa sanitaria pubblica, sia per l’inabilità temporanea o permanente al lavoro che possono comportare in moltissime categorie di lavoratori.Le allergie sono in genere una patologia a carattere ereditario e si manifestano fin dall’infanzia, come per esempio l’allergia agli acari della polvere, al polline o alle proteine del latte e dell’uovo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-398"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma è anche possibile diventare allergici, specialmente a sostanze presenti nei luoghi di lavoro, a causa della costante e consistente esposizione. Le allergie, oltre ad essere un rilevante problema di sanità pubblica, sono anche fortemente rappresentate tra le malattie sviluppate in ambito lavorativo. Esse hannoquindi un notevole impatto socio-economico sia per il continuo aumento del numero di casi, che incide sulla spesa sanitaria pubblica, sia per l’inabilità temporanea o permanente al lavoro che possono comportare in moltissime categorie di lavoratori.Le allergie sono in genere una patologia a carattere ereditario e si manifestano fin dall’infanzia, come per esempio l’allergia agli acari della polvere, al polline o alle proteine del latte e dell’uovo.Ma è anche possibile diventare allergici, specialmente a sostanze presenti nei luoghi di lavoro, a causa della costante e consistente esposizione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni ecco il <a href="http://www.inail.it/cms/pubblicazionieriviste/tuttititoli/rischio/allergia_al_lavoro/Allergia_al_Lavoro%20.pdf">link</a> attraverso il quale accedere all&#8217;articolo.</p>
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		<title>E&#8217; nato Immunologo.Net</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 19:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[immunologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi comunico che da qualche giorno è attivo il blog Immunologo.Net, controparte immunologica di Allergologo.Net, dove potrete trovare informazioni sul tema dell&#8217;immunologia clinica, immunologia di base e di laboratorio.
Auguro a tutti buona lettura.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi comunico che da qualche giorno è attivo il blog <a href="http://www.immunologo.net">Immunologo.Net</a>, controparte immunologica di Allergologo.Net, dove potrete trovare informazioni sul tema dell&#8217;immunologia clinica, immunologia di base e di laboratorio.</p>
<p>Auguro a tutti buona lettura.</p>
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		<title>Gli allergeni: questi sconosciuti!</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 19:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli allergeni sono antigeni dotati della potere di indurre, in soggetti predisposti, una risposta immunologica prevalentemente caratterizzata dalla produzione di IgE.
Questa proprietà appare non correlata con le caratteristiche chimico-fisiche dell’antigene; essi sono tuttavia (spesso) proteine (in genere di basso peso molecolare: 5-60 kD), glicosilate, resistenti al calore, al pH e agli enzimi proteolitici. Altre volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSbJxZtXdING03F8Ru_sve-2BDn4zQejsnMi_CzcWA9b93oYwQ7" alt="" width="200" height="192" />Gli allergeni sono antigeni dotati della potere di indurre, in soggetti predisposti, una risposta immunologica prevalentemente caratterizzata dalla produzione di IgE.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa proprietà appare non correlata con le caratteristiche chimico-fisiche dell’antigene; essi sono tuttavia (spesso) proteine (in genere di basso peso molecolare: 5-60 kD), glicosilate, resistenti al calore, al pH e agli enzimi proteolitici. Altre volte sono molecole più semplici (come farmaci) che fungono da apteni e si legano a proteine carrier diventando così allergenici.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono essere introdotti nell’organismo per via inalatoria, per ingestione o per iniezione parenterale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una caratteristica che li accomuna è che non sono in grado di stimolare una risposta immunitaria di tipo innato, che promuoverebbe la secrezione di citochine Th1 (IL-12 e IL-18) da parte dei macrofagi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-391"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Classificazione degli allergeni inalanti:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Pollini      anemofili. </strong>Rappresentano gli      allergeni inalanti più frequentemente responsabili di manifestazioni      allergiche a carico dell’apparato respiratorio, in ogni Paese del Mondo;      si ritrovano nell’atmosfera in stagioni ben definite. Sono di natura      proteica o glicoproteica e vengono liberati dal granulo pollinico al      contatto con la superficie umida e ricca di enzimi delle mucose. I granuli      a loro volta contengono enzimi che facilitano la penetrazione degli      allergeni attraverso le mucose.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I più importanti sono:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Graminacee: Lolium perenne. </strong>Ubiquitario, si manifesta in Aprile, Maggio e Giugno.<strong> </strong></li>
<li><strong>Composite: Artemisia vulgaris.</strong></li>
<li><strong>Urticacee:</strong> <strong>Parietaria judaica. </strong>Presente soprattutto nel Centro e nel Sud (dove è quasi perenne); le manifestazioni si hanno soprattutto nel periodo primaverile ed autunnale. Si sta diffondendo anche nelle zone del Nord per gli effetti del cambiamento del clima.<strong> </strong></li>
<li><strong>Ambrosia artimisiifolia e trifida. </strong>Importanti negli Stati Uniti.<strong> </strong></li>
<li><strong>Olivo, betulla e cipresso. </strong>Rispetto agli allergeni derivati dalle piante, quelli degli alberi inducono meno facilmente sensibilizzazione ed inoltre la loro stagione della pollinazione è molto più corta. Per l’olivo, verso il quale la sensibilizzazione ha registrato una forte crescita (soprattutto al Sud) il mese di massima fioritura è Maggio. Per cipresso e betulla i mesi in cui si hanno manifestazioni sono Febbraio e Marzo.<strong> </strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I pazienti con allergia ai pollini presentano disturbi limitati al periodo della pollinazione, accentuati quando sussistono condizioni che favoriscono maggiormente la pollinazione: temperatura 25-30°C, vento 5-15 Km/h, umidità relativa 60-90%, giornate soleggiate e non piovose.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Spore      fungine. </strong>Sono presenti in      grande quantità nell’ambiente esterno e vengono trasportate dalle correnti      aeree a grande distanza per poi depositarsi al suolo, anche in ambienti      chiusi, sviluppandosi e dando origine a molte altre spore. La loro      struttura è meno conosciuta rispetto agli allergeni pollinici, così come      le stagioni di esposizione alle spore, che possono peraltro presentare      notevoli differenze in base all’area geografica.  I più importanti      sono:<strong> </strong></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Aternaria alternata. </strong>Più facilmente ritrovabile nell’ambiente esterno, soprattutto in primavera.<strong> </strong></li>
<li><strong>Cladosporium herbarium. </strong>Più facilmente ritrovabile nell’ambiente esterno, soprattutto in estate. <strong> </strong></li>
<li><strong>Aspergillus fumigatus, Penicillum niger e Mucor. </strong>Si trovano in genere nelle zone più umide delle abitazioni (spugne, vasi da fiori, immondizia, condizionatori).<strong></strong></li>
<li><strong>Helminthosporium, Epicoccum, Candida, Basidiomiceti, Ascomiceti. </strong>Meno importanti.<strong></strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La sintomatologia allergica dovuta a spore fungine si accentua nei periodi umidi e piovosi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Derivati      epidermici degli animali. </strong>Gli      allergeni più importanti derivano dall’epitelio, ma anche dalla saliva e      dal siero.<strong></strong></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Gatto. </strong>È il più importante in questo gruppo per prevalenza (15-20% degli atopici hanno IgE specifiche per Fel d 1): sia per la diffusione dell’animale che per le piccole dimensioni delle particelle (2.5 mm), quindi molto diffusibili, tanto che si ritrovano anche nelle abitazioni dove non c’è l’animale.</li>
<li><strong>Cane. </strong>È  il secondo per importanza.</li>
<li><strong>Cavallo.</strong> Ha allergeni molto potenti, in grado di scatenare quadri clinici gravi.</li>
<li><strong>Coniglio.</strong> Importante negli allevatori.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Derivati      degli acari della polvere domestica. </strong>Si calcola che il 45-85% degli asmatici sia sensibilizzato nei      confronti degli acari, i quali sono responsabili della gran parte delle      malattie allergiche ad andamento subcontinuo o cronico. Gli allergeni sono      dati dalla frammentazione dei tegumenti e dalla liberazione di particelle      fecali (ricche in guanina: il suo dosaggio è utile per stimare la presenza      di acari in un ambiente). La loro crescita è favorita dal clima      caldo-umido, per questo i sintomi a loro dovuti hanno un peggioramento      nella tarda estate-inizio autunno.<strong></strong></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Dermatophagoides pteronyssinus.</strong></li>
<li><strong>Dermatophagoides farinae.</strong></li>
<li><strong>Acari minori. </strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra acari maggiori e minori esiste una reattività crociata, come testimoniato dalla rarità dei casi di sensibilizzazione isolata verso gli acari minori.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Derivati delle      blatte.</strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Derivati del latice      naturale.</strong></li>
</ul>
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		<title>Terminologia per le Allergie</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 19:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>
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		<category><![CDATA[IgE]]></category>
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		<description><![CDATA[Il termine allergia è stato utilizzato per la prima volta da Von Pirquet agli inizi del XX secolo per definire qualsiasi tipo di risposta immunitaria caratterizzata da alterata reattività. Attualmente si preferisce parlare di alterata regolazione, ma nonostante il numero delle patologie legate a disregolazione del sistema immunitario sia da allora enormemente aumentato, il termine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il termine <strong>allergia</strong> è stato utilizzato per la prima volta da Von Pirquet agli inizi del XX secolo per definire qualsiasi tipo di risposta immunitaria caratterizzata da alterata reattività. Attualmente si preferisce parlare di <strong>alterata regolazione</strong>, ma nonostante il numero delle patologie legate a disregolazione del sistema immunitario sia da allora enormemente aumentato, il termine allergia viene utilizzato per definire le stesse patologie allora descritte da Von Pirquet.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-386"></span>Queste sono reazioni che si sviluppano a breve distanza di tempo dal contatto con l’antigene e pertanto prendono il nome di <strong>reazioni di ipersensibilità immediata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A loro volta queste possono essere divise in due capitoli:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Anafilassi.</strong> Sono manifestazioni che possono verificarsi      virtualmente in tutti gli individui in seguito all’introduzione, in genere      per via parenterale, di particolari antigeni, come farmaci o veleno di      insetti.</li>
<li><strong>Atopia.</strong> Sono reazioni che sviluppano in seguito      all’inalazione o all’ingestione di antigeni innocui (allergeni)      comunemente presenti nell’ambiente e mostrano tendenza a segregarsi in      certi gruppi familiari. Questo poiché la predisposizione genetica      multifattoriale (ciascun fattore non è di per sé in grado di conferire      alterazioni patologiche) gioca un ruolo rilevante, mentre l’esposizione      agli allergeni rappresenta l’altra condizione necessaria per      l’estrinsecarsi del fenotipo allergico.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia le reazioni immediate costituiscono solo una parte dell’intero meccanismo fisiopatologico, potendo essere seguite dalle <strong>reazioni di fase tardiva</strong>, che contribuiscono in maniera determinante alla genesi delle manifestazioni cliniche e soprattutto alla loro cronicizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerando sempre il meccanismo fisiopatologico, possiamo distinguere:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Malattie      allergiche IgE-mediate. </strong>È      una caratteristica dei soggetti allergici quella di produrre IgE verso      sostanze, in genere proteiche, dotate di potere allergenico.<strong> </strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Malattie      pseudoallergiche.</strong> Sono      dovute all’azione dei soliti mediatori flogogeni e vasoattivi, ma la loro      liberazione da parte di mastociti e granulociti basofili è      IgE-indipendente. <strong> </strong></li>
</ol>
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		<title>Allergie e Intolleranze Alimentari</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 16:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le allergie e le intolleranze alimentari, spesso confuse, sono uno dei temi allergologici più dibattuti, anche sulla stampa non specializzata. A questo link potete leggere un&#8217;intervista sull&#8217;argomento pubblicata sul periodico di informazione dei Supermercati COOP.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2011/09/informatore-Coop-Fassio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-362" title="informatore Coop Fassio" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2011/09/informatore-Coop-Fassio-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Le allergie e le intolleranze alimentari, spesso confuse, sono uno dei temi allergologici più dibattuti, anche sulla stampa non specializzata. A questo <a title="Allergie e Intolleranze Alimentari" href="http://www.coopfirenze.it/informazioni/informatori/articoli/9172">link</a> potete leggere un&#8217;intervista sull&#8217;argomento pubblicata sul periodico di informazione dei Supermercati COOP.</p>
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		<title>Test con siero autologo &#8211; Proposta di protocollo modificato</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 15:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orticaria e angioedema]]></category>
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		<category><![CDATA[test con siero autologo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il test con siero autologo è un test molto utile nella diagnosi di alcune forme di orticaria cronica, in particolare in quei casi in cui &#8211; risultati negativi tutti gli esami comunemente eseguiti &#8211; si ipotizza la presenza di una forma &#8220;autoreattiva&#8221;.
Sulla base di alcune osservazioni cliniche, può essere proposto un test con siero autologo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il<a title="test con siero autologo" href="http://www.allergologo.net/2010/06/12/test-con-siero-autologo-per-la-diagnosi-di-orticaria-autoimmune/"> test con siero autologo</a> è un test molto utile nella diagnosi di alcune forme di orticaria cronica, in particolare in quei casi in cui &#8211; risultati negativi tutti gli esami comunemente eseguiti &#8211; si ipotizza la presenza di una forma &#8220;autoreattiva&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base di alcune osservazioni cliniche, può essere proposto un test con siero autologo basato su un protocollo modificato, che &#8211; pur con minime differenze tecniche e metodologiche rispetto a quello &#8220;standard&#8221; &#8211; offre risultati parzialmente differenti.</p>
<p>Di seguito le diapositive presentate al congresso IFIACI 2009 a Trieste.</p>
<div id="__ss_5983913" style="width: 425px;"><strong><a title="Siero Autologo - Protocollo Sperimentale" href="http://www.slideshare.net/filfassio/siero-autologo-protocollo-sperimentale">Siero Autologo &#8211; Protocollo Sperimentale</a></strong> <object id="__sse5983913" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=fassio-ifiacitrieste2009v2-101130115602-phpapp01&amp;stripped_title=siero-autologo-protocollo-sperimentale&amp;userName=filfassio" /><param name="name" value="__sse5983913" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5983913" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=fassio-ifiacitrieste2009v2-101130115602-phpapp01&amp;stripped_title=siero-autologo-protocollo-sperimentale&amp;userName=filfassio" name="__sse5983913" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/filfassio">filfassio</a></div>
</div>
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		<item>
		<title>Seconda edizione del corso di addestramento all&#8217;uso dell&#8217;Autoiniettore di Adrenalina</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/10/14/seconda-edizione-del-corso-di-addestramento-alluso-dellautoiniettore-di-adrenalina/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 23:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Shock Anafilattico]]></category>

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E&#8217; in programma la seconda edizione del corso di addestramento all&#8217;uso dell&#8217;Autoiniettore di Adrenalina. Il corso è gratuito ed aperto a tutti coloro ai quali è stato già prescritto l&#8217;autoiniettore, nonchè ai loro familiari e/o amici che desiderino impararne l&#8217;uso. Si svolgerà presso il Centro di Simulazione Medica di Prato, in data da definirsi (indicativamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/10/Epi-Pen%20Anaphylaxis.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/10/original_epiPen_epiPenJr.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-290" title="original_epiPen_epiPenJr" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/10/original_epiPen_epiPenJr-300x100.jpg" alt="" width="300" height="100" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; in programma la <strong>seconda edizione del corso di addestramento all&#8217;uso dell&#8217;Autoiniettore di Adrenalina</strong>. Il corso è gratuito ed aperto a tutti coloro ai quali è stato già prescritto l&#8217;autoiniettore, nonchè ai loro familiari e/o amici che desiderino impararne l&#8217;uso. Si svolgerà presso il <strong>Centro di Simulazione Medica di Prato</strong>, in data da definirsi (indicativamente un sabato mattina dalle 9 alle 13). Il corso prevede una breve introduzione teorica (45 minuti), seguita da una parte di <strong>simulazione pratica</strong>, dove ogni partecipante avrà la possibilità di cimentarsi in uno <em>scenario</em> con <em>manichino full-scale</em>, nel quale si troverà di fronte ad un&#8217;emergenza allergologica che richiede l&#8217;utilizzo dell&#8217;autoiniettore e la gestione dell&#8217;evento critico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso è aperto ad un massimo di 12 partecipanti. <strong>Per informazioni e/o prenotazioni, inviare una email a: </strong><a href="mailto:fassio@allergologo.net"><strong>fassio@allergologo.net</strong></a></p>
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		<title>Linee guida sul trattamento dell&#8217;asma in gravidanza</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/10/06/linee-guida-sul-trattamento-dellasma-in-gravidanza/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 21:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tosse cronica]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[spirometria]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sull&#8217;ultimo numero dell&#8217;Italian Journal of Allergy and Clinical Immunology, organo ufficiale della società italianoa di allergologia ed immunologia clinica (SIAIC), sono state pubblicate le linee guida italiane sul corretto trattamento delle forme asmatiche in gravidanza, con specifico riferimento alla sicurezza d&#8217;impiego dei farmaci per la madre ed il feto, sia durante il periodo della gestazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.allergologo.net/images/GIAIC.JPG" alt="" width="859" height="296" />Sull&#8217;ultimo numero dell&#8217;<em>Italian Journal of Allergy and Clinical Immunology</em>, organo ufficiale della società italianoa di allergologia ed immunologia clinica (SIAIC), sono state pubblicate le linee guida italiane sul corretto trattamento delle forme asmatiche in gravidanza, con specifico riferimento alla sicurezza d&#8217;impiego dei farmaci per la madre ed il feto, sia durante il periodo della gestazione che durante l&#8217;allattamento.</p>
<p>Tali linee guida sono state redatte durante lo scorso anno da uno specifico gruppo di studio, coordinato dal Dr. Oliviero Rossi e del quale ho fatto parte.</p>
<p>E&#8217; noto che alcuni farmaci sono controindicati in gravidanza; tuttavia anche l&#8217;abbandono della terapia per l&#8217;asma può avere serie ripercussioni sul feto, per cui è di fondamentale un&#8217;adeguato approccio terapeutico al fine di garantire a madre e feto il massimo profilo di sicurezza in questa delicata condizione.</p>
<p>Questo il link all&#8217;<a href="http://www.pacinimedicina.it/files/giaic/2010/giaic-2-3-2010.pdf" target="_blank">articolo</a> (a pagina 63)&#8230;</p>
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		<title>Allergologia Molecolare: una rivoluzione diagnostica</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 16:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Allergia al latex]]></category>
		<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Immunoterapia]]></category>
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		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;allergologia molecolare è il nuovo capitolo dell&#8217;allergologia che sempre più sta prendendo campo e rivoluzionando la diagnostica e, di conseguenza, anche le scelte terapeutiche. Mentre con i test diagnostici &#8216;classici&#8217; (ovvero prick test sulla cute o la ricerca delle IgE specifiche su sangue) eravamo soliti lavorare con estratti allergenici (ad esempio graminacee, betulla, acaro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/08/ISAC.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-276" title="ISAC" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/08/ISAC.jpg" alt="" width="155" height="158" /></a>L&#8217;allergologia molecolare è il nuovo capitolo dell&#8217;allergologia che sempre più sta prendendo campo e rivoluzionando la diagnostica e, di conseguenza, anche le scelte terapeutiche. Mentre con i test diagnostici &#8216;classici&#8217; (ovvero <a title="Prick Test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a> sulla cute o la ricerca delle IgE specifiche su sangue) eravamo soliti lavorare con estratti allergenici (ad esempio graminacee, betulla, acaro della polvere, grano, mela, ecc: ottenuti direttamente dalla sorgente allergenica), con i test molecolari andiamo ad utilizzare le singole molecole (generalmente proteine) che compongono l&#8217;allergene stesso. Quindi l&#8217;allergene delle graminacee viene &#8220;scisso&#8221; nelle sue componenti Phl p 1, Phl p 2, Phl p 5, Phl p 7 (dove Phl p sta per Phleum pratense), quello della betulla in Bet v 1, Bet v 2, Bet v 4 (da Betula verrucosa), ecc. Questi singoli allergeni molecolari vengono prodotti per purificazione dalla sorgente allergenica o prodotti in laboratorio con tecnologia ricombinante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-272"></span>Quali sono i vantaggi?</strong> I vantaggi sono in effetti molteplici:</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Per le allergie ai pollini ed alle altre sostanze inalanti</strong>, è possibile distinguere in maniera migliore tra una cross-reazione ed una co-sensibilizzazione. Ad esempio, un soggetto che è allergico sia alle graminacee che alla betulla, potrebbe essere allergico a due proteine indipendenti, oppure ad una sola proteina che si trova (in forme del tutto simili) in entrambi i pollini (sia di graminacea che di betulla). Questo comporta notevoli differenze, per esempio, nella scelta di una eventuale immunoterapia specifica (vaccino).</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Per le allergie alimentari</strong>, è possibile che due soggetti con positività nei confronti del medesimo alimento, ad esempio la pesca, abbiano dei sintomi e delle manifestazioni completamente differenti a seconda della proteina (sempre appartenente alla pesca) alla quale sono allergici. Per fare un esempio, un soggetto con allergia alla pesca +++ e positività solo per il suo allergene Pru p 4, appartenente alla famiglia delle profiline, generalmente ha sintomi trascurabili oppure assolutamente nessun sintomo. Al contrario un soggetto con la solita allergia all&#8217;estratto di pesca +++, ma con sensibilizzazione nei confronti dell&#8217;allergene Pru p 3 generalmente presenta sintomi più importanti e potrebbe essere a rischio di shock anafilattico.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, la diagnostica allergologica di tipo molecolare si sta affermando come il futuro di questa disciplina. E&#8217; auspicabile che nel prossimo futuro, tutti i soggetti che sono stati valutati con metodiche &#8220;classiche&#8221; possano essere rivalutati alla luce di queste recenti ed importantissime acquisizioni, riconsiderando &#8211; se necessario &#8211; il percorso terapeutico già impostato.</p>
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		<title>Gestione delle allergie a scuola</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/05/22/gestione-delle-allergie-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 18:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Allergia al latex]]></category>
		<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Dermatiti]]></category>
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		<category><![CDATA[Orticaria e angioedema]]></category>
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		<description><![CDATA[Le malattie allergiche interessano almeno un quarto degli studenti europei, riducono la qualità della vita e possono compromettere il rendimento scolastico; oltre a questo, vi è il rischio di reazioni gravi e, in rari casi, fatali. L&#8217;allergia infatti è una malattia multisistemica, e spesso i bambini hanno diverse patologie coesistenti, cioè rinite allergica, asma, eczema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-223" title="allergy at school" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/05/allergy-at-school.png" alt="Allergie a scuola" width="534" height="123" />Le malattie allergiche interessano almeno un quarto degli studenti europei, riducono la qualità della vita e possono compromettere il rendimento scolastico; oltre a questo, vi è il rischio di reazioni gravi e, in rari casi, fatali. L&#8217;allergia infatti è una malattia multisistemica, e spesso i bambini hanno diverse patologie coesistenti, cioè rinite allergica, asma, eczema e allergie alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-222"></span>Gravi reazioni di allergia alimentare si possono verificare per la prima volta in ambiente scolastico, e in generale il 20% delle reazioni di allergia agli alimenti si verificano nelle scuole. Fino a due terzi delle scuole hanno almeno un alunno a rischio di anafilassi, ma molti sono scarsamente preparati. Un lavoro di cooperazione tra medici, infermieri comunità e della scuola, personale scolastico, i genitori e il bambino è necessario per assicurare che i bambini allergici siano adeguatamente protetti. Le scuole ed i medici dovrebbero adottare un approccio globale alla formazione allergia, assicurando che tutto il personale può prevenire, riconoscere e iniziare il trattamento di reazioni allergiche.<br />
Per questo motivo, la società europea di allergologia ed immunologia clinica (EAACI), ha recentemente pubblicato un sulla gestione delle allergie in ambiente scolastico.<br />
Questo il link all&#8217;articolo:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www3.interscience.wiley.com/journal/123330011/abstract">http://www3.interscience.wiley.com/journal/123330011/abstract</a></p>
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