<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Allergologo.net &#187; Asma bronchiale</title>
	<atom:link href="http://www.allergologo.net/category/asma-bronchiale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.allergologo.net</link>
	<description>Tutto il mondo dell&#039;allergia a portata di Click</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 10:52:37 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Prevenzione delle Allergie e dell&#8217;Asma a scuola</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2012/01/06/prevenzione-delle-allergie-e-dellasma-a-scuola/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2012/01/06/prevenzione-delle-allergie-e-dellasma-a-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 18:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[acaro della polvere]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=568</guid>
		<description><![CDATA[La Regione Toscana ha appena varato un provvedimento su proposta dell&#8217;assessore Daniela Scaramuccia che punta a focalizzare l&#8217;attenzione su tutte quelle norme igieniche, ambientali e comportamentali che possono aiutare a prevenire l&#8217;insorgenza di asma ed allergie nella popolazione scolastica. L’asma bronchiale  è infatti riconosciuta una “malattia sociale” già dal 1999, ed insieme alla obesità è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/allergie-a-scuola1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-570" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="allergie a scuola" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2012/01/allergie-a-scuola1.jpg" alt="allergie a scuola" width="216" height="233" /></a>La Regione Toscana ha appena varato un provvedimento su proposta dell&#8217;assessore Daniela Scaramuccia che punta a focalizzare l&#8217;attenzione su tutte quelle norme igieniche, ambientali e comportamentali che possono aiutare a prevenire l&#8217;insorgenza di asma ed allergie nella popolazione scolastica. L’asma bronchiale  è infatti riconosciuta una “malattia sociale” già dal 1999, ed insieme alla obesità è la  patologia cronica più diffusa nell’infanzia. Come se non bastasse, la rinite allergica in Italia ha mostrato un forte e costante aumento negli ultimi 5 anni, del 5%, e se il trend dovesse mantenersi,  nel 2020 ben il 50% dei bambini ne sarà affetto. In età pediatrica sono frequenti  anche le allergie alimentari: in Italia interessano il 6-8% dei bambini al di sotto dei tre anni e il 4% dei bambini in età scolare. In crescita i piccoli allergici alla gomma di latice.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-568"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La delibera è l’applicazione toscana di un accordo (“Linee di indirizzo per  la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma“)  sancito fra Governo, Regioni ed Enti Locali: riporta indicazioni dettagliate per  minimizzare i fattori di rischio indoor per asma e allergie.<br />
“Studiare in un  ambiente confortevole, igienico e sicuro è un diritto fondamentale dello  studente”. Lo stabilisce da 16 anni la Carta dei servizi scolastici. Il  documento indica una dozzina di misure di profilassi a carattere generale da  effettuare nelle scuole: favorire ventilazione e ricambio d’aria; asportare ogni  giorno la polvere da banche e cattedre; aspirare ogni settimana aule e corridoi  con aspirapolvere “dotati di filtri ad alta efficienza”; effettuare pulizie  ambientali più accurate nella stagione pollinica; sottoporre a sanificazioni  periodiche anche gli strumenti di gioco; evitare nelle aule carte da parati,  tappeti, moquette, tendaggi; evitare l’accumulo di libri e giornali; limitare la  presenza di armadietti; appendere i cappotti all’esterno delle aule; ricoprire  di plastica poster e fogli di lavoro per facilitarne la pulizia; evitare di  tenere in classe piante ornamentali; mantenere la temperatura ambiente intorno  ai 18-20 gradi; assicurare una corretta manutenzione di impianti di  riscaldamento e condizionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Misure specifiche vengono indicate per contrastare gli acari: dove sono  presenti lettini per bambini, materassi e cuscini vanno ricoperti con fodere  antiacaro, i lettini esposti alla luce del sole, l’aria cambiata spesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per insegnanti e studenti un doppio consiglio: non andare a scuola con gli  stessi abiti venuti a contatto con cani o gatti; evitare la presenza di animali  a scuola. Dei cani ma soprattutto dei gatti preoccupano, in particolare, pelo e  saliva. Misure specifiche sono dettate se, a scuola, è segnalata la presenza di  persona allergica al lattice (materiale presente in più di 40 mila prodotti di  uso quotidiano): per distribuire i pasti, ad esempio, vanno usati guanti in  vinile o in polietene.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2012/01/06/prevenzione-delle-allergie-e-dellasma-a-scuola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>8 consigli per gli allergici all&#8217;acaro della polvere</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2011/12/18/allergia-acaro-10-consigli-terapia/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2011/12/18/allergia-acaro-10-consigli-terapia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 00:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi allergie]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[acaro della polvere]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alla polvere]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=548</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;allergia all&#8217;acaro della polvere rappresenta un problema, oltre che per la sua diffusione nella popolazione, anche perché l&#8217;acaro della polvere è un allergene perenne, ovvero presente durante tutto l&#8217;anno. Per questa allergia, oltre alle opzioni terapeutiche di tipo farmacologico (immunoterapia, ovvero il cosiddetto vaccino, e terapie farmacologiche &#8220;classiche&#8221;) è fondamentale la prevenzione. Le persone con allergia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2011/12/acaro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-549" title="acaro" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2011/12/acaro.jpg" alt="acaro della polvere" width="156" height="134" /></a>L&#8217;</span><a style="text-align: justify;" title="allergia acari della polvere" href="http://www.allergologo.net/2010/05/06/allergia-agli-acari-della-polvere/">allergia all&#8217;acaro della polvere</a><span style="text-align: justify;"> rappresenta un problema, oltre che per la sua diffusione nella popolazione, anche perché l&#8217;acaro della polvere è un allergene perenne, ovvero presente durante tutto l&#8217;anno. Per questa allergia, oltre alle opzioni terapeutiche di tipo farmacologico (immunoterapia, ovvero il cosiddetto vaccino, e terapie farmacologiche &#8220;classiche&#8221;) è fondamentale la prevenzione. Le persone con allergia all&#8217;acaro della polvere dovrebbero infatti essere informate su tutti quei piccoli accorgimenti che possono ridurre l&#8217;esposizione all&#8217;allergene e quindi ridurre la sintomatologia.</span></p>
<p><strong>I consigli più importanti, da mettere in atto, per i soggetti con <a title="allergia agli acari della polvere" href="http://www.allergologo.net/2010/05/06/allergia-agli-acari-della-polvere/">allergia agli acari della polvere</a> sono:</strong></p>
<p><strong><span id="more-548"></span><br />
</strong></p>
<p>1) utilizzare materassi e cuscini con fodere in materiale anti-acaro, o eventualmente materassi e cuscini in schiuma di latice.</p>
<p>2) evitare coperte in lana; meglio utilizzare coperte in fibra sintetica</p>
<p>3) spolverare frequentemente gli ambienti domestici, proteggendo le vie aeree con una mascherina (si trova in farmacia) che copra naso e bocca. Utilizzare aspirapolvere (meglio se con filtri HEPA ad alta efficacia) o straccio umido; non utilizzare la scopa o panni asciutti, altrimenti la polvere si alza e rimane nell&#8217;aria</p>
<p>4) eliminare, per quanto possibile, tutta la mobilia, i complementi e le suppellettili che accumulano polvere: tappeti, scendiletto, tendaggi pesanti, soprammobili, ecc. Soprattutto in camera da letto, dove si trascorrono molte ore e dove l&#8217;acaro tende ad accumularsi, sarebbe opportuno avere superfici lisce e facili da spolverare.</p>
<p>5) effettuare una pulizia di casa, a fondo, nel periodo autunnale, prima di accendere l&#8217;impianto di riscaldamento. Questo per 2 ragioni: le concentrazioni di acaro della polvere aumentano in autunno e poi la polvere rimasta ferma nell&#8217;impianto di riscaldamento, alla riaccensione viene reimmessa nell&#8217;ambiente di casa</p>
<p>6) tenere bassa l&#8217;umidità degli ambienti di casa: per fare questo è sufficiente arieggiare quotidianamente; anche deumidificatori e/o condizionatori, con i filtri regolarmente sottoposti a manutenzione, possono andare bene</p>
<p>7) lavare spesso la biancheria del letto, ad una temperatura di almeno 60°C, che è in grado di uccidere gli acari della polvere</p>
<p>8)  non introdurre dentro casa animali domestici. L&#8217;acaro della polvere, infatti, si nutre di tessuti organici (scaglie di cute desquamata, ecc.), per cui &#8211; quando è presente un animale domestico dentro casa &#8211; l&#8217;acaro della polvere trova maggiore nutrimento e prolifera. Nel caso si abbia in casa un cane o un gatto, è importante che non entri nella camera da letto, dove l&#8217;acaro tende a colonizzare il letto</p>
<p>Ovviamente, nel caso di sospetta o confermata <a title="allergia alla polvere" href="http://www.allergologo.net/2010/05/06/allergia-agli-acari-della-polvere/">allergia agli acari della polvere</a>, è necessaria una <a title="visita allergologica" href="http://www.allergologo.net/info-visita-allergologica/">valutazione specialistica allergologica</a> in modo che venga impostata una terapia idonea alla gestione del caso ed atta a prevenire le complicanze nel tempo, come lo sviluppo di asma bronchiale.</p>
<p>La diagnosi può essere effettuata mediante prove <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test/">allergologiche cutanee</a> (<a title="prick test per inalanti" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test/">prick test per allergeni inalanti</a>) o test su sangue (ricerca delle IgE specifiche per allergeni inalanti).</p>
<p>Le terapie per l&#8217;<a title="allergia agli acari della polvere" href="http://www.allergologo.net/2010/05/06/allergia-agli-acari-della-polvere/">allergia agli acari della polvere</a> comprendono farmaci, come anti-istaminici e spray nasali corticosteroidei, oltre all&#8217;immunoterapia specifica.</p>
<p>Per informazioni sulla visita allergologica è possibile visitare <a title="visita allergologica" href="http://www.allergologo.net/info-visita-allergologica/">questa pagina</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2011/12/18/allergia-acaro-10-consigli-terapia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Asma e Rinite: Progetto ARIA</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2011/10/10/asma-e-rinite-progetto-aria/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2011/10/10/asma-e-rinite-progetto-aria/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 19:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=411</guid>
		<description><![CDATA[Il Progetto ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) è un&#8217;importante iniziativa sostenuta dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha come obiettivo quello di ottimizzare la diagnosi e il trattamento della rinite e di svelare nei pazienti rinitici l’eventuale presenza disintomi bronchiali – anche se lievi – allo scopo di prevenire l’insorgenza di asma.
A questo link, tratto dal sito asmaerinite.it, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Progetto ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) è un&#8217;importante iniziativa sostenuta dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha come obiettivo quello di <strong>ottimizzare</strong> la <strong>diagnosi</strong> e il <strong>trattamento</strong> della rinite e di <strong>svelare</strong> nei pazienti rinitici l’eventuale presenza di<strong>sintomi</strong> <strong>bronchiali</strong> – anche se lievi – allo scopo di prevenire l’insorgenza di asma.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo <a href="http://www.asmaerinite.it/opuscolo_aria.pdf">link</a>, tratto dal sito <a href="http://www.asmaerinite.it/">asmaerinite.it</a>, potete trovare un interessantissimo documento informativo, rivolto ai pazienti, con un test da compilare e riconsegnare al proprio medico o specialista di fiducia per valutare le proprie condizioni di salute in rapporto ad un possibile quadro di rinite o asma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2011/10/10/asma-e-rinite-progetto-aria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli allergeni: questi sconosciuti!</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2011/10/01/391/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2011/10/01/391/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 19:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[allergeni]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=391</guid>
		<description><![CDATA[Gli allergeni sono antigeni dotati della potere di indurre, in soggetti predisposti, una risposta immunologica prevalentemente caratterizzata dalla produzione di IgE.
Questa proprietà appare non correlata con le caratteristiche chimico-fisiche dell’antigene; essi sono tuttavia (spesso) proteine (in genere di basso peso molecolare: 5-60 kD), glicosilate, resistenti al calore, al pH e agli enzimi proteolitici. Altre volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSbJxZtXdING03F8Ru_sve-2BDn4zQejsnMi_CzcWA9b93oYwQ7" alt="" width="200" height="192" />Gli allergeni sono antigeni dotati della potere di indurre, in soggetti predisposti, una risposta immunologica prevalentemente caratterizzata dalla produzione di IgE.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa proprietà appare non correlata con le caratteristiche chimico-fisiche dell’antigene; essi sono tuttavia (spesso) proteine (in genere di basso peso molecolare: 5-60 kD), glicosilate, resistenti al calore, al pH e agli enzimi proteolitici. Altre volte sono molecole più semplici (come farmaci) che fungono da apteni e si legano a proteine carrier diventando così allergenici.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono essere introdotti nell’organismo per via inalatoria, per ingestione o per iniezione parenterale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una caratteristica che li accomuna è che non sono in grado di stimolare una risposta immunitaria di tipo innato, che promuoverebbe la secrezione di citochine Th1 (IL-12 e IL-18) da parte dei macrofagi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-391"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Classificazione degli allergeni inalanti:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Pollini      anemofili. </strong>Rappresentano gli      allergeni inalanti più frequentemente responsabili di manifestazioni      allergiche a carico dell’apparato respiratorio, in ogni Paese del Mondo;      si ritrovano nell’atmosfera in stagioni ben definite. Sono di natura      proteica o glicoproteica e vengono liberati dal granulo pollinico al      contatto con la superficie umida e ricca di enzimi delle mucose. I granuli      a loro volta contengono enzimi che facilitano la penetrazione degli      allergeni attraverso le mucose.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I più importanti sono:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Graminacee: Lolium perenne. </strong>Ubiquitario, si manifesta in Aprile, Maggio e Giugno.<strong> </strong></li>
<li><strong>Composite: Artemisia vulgaris.</strong></li>
<li><strong>Urticacee:</strong> <strong>Parietaria judaica. </strong>Presente soprattutto nel Centro e nel Sud (dove è quasi perenne); le manifestazioni si hanno soprattutto nel periodo primaverile ed autunnale. Si sta diffondendo anche nelle zone del Nord per gli effetti del cambiamento del clima.<strong> </strong></li>
<li><strong>Ambrosia artimisiifolia e trifida. </strong>Importanti negli Stati Uniti.<strong> </strong></li>
<li><strong>Olivo, betulla e cipresso. </strong>Rispetto agli allergeni derivati dalle piante, quelli degli alberi inducono meno facilmente sensibilizzazione ed inoltre la loro stagione della pollinazione è molto più corta. Per l’olivo, verso il quale la sensibilizzazione ha registrato una forte crescita (soprattutto al Sud) il mese di massima fioritura è Maggio. Per cipresso e betulla i mesi in cui si hanno manifestazioni sono Febbraio e Marzo.<strong> </strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I pazienti con allergia ai pollini presentano disturbi limitati al periodo della pollinazione, accentuati quando sussistono condizioni che favoriscono maggiormente la pollinazione: temperatura 25-30°C, vento 5-15 Km/h, umidità relativa 60-90%, giornate soleggiate e non piovose.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Spore      fungine. </strong>Sono presenti in      grande quantità nell’ambiente esterno e vengono trasportate dalle correnti      aeree a grande distanza per poi depositarsi al suolo, anche in ambienti      chiusi, sviluppandosi e dando origine a molte altre spore. La loro      struttura è meno conosciuta rispetto agli allergeni pollinici, così come      le stagioni di esposizione alle spore, che possono peraltro presentare      notevoli differenze in base all’area geografica.  I più importanti      sono:<strong> </strong></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Aternaria alternata. </strong>Più facilmente ritrovabile nell’ambiente esterno, soprattutto in primavera.<strong> </strong></li>
<li><strong>Cladosporium herbarium. </strong>Più facilmente ritrovabile nell’ambiente esterno, soprattutto in estate. <strong> </strong></li>
<li><strong>Aspergillus fumigatus, Penicillum niger e Mucor. </strong>Si trovano in genere nelle zone più umide delle abitazioni (spugne, vasi da fiori, immondizia, condizionatori).<strong></strong></li>
<li><strong>Helminthosporium, Epicoccum, Candida, Basidiomiceti, Ascomiceti. </strong>Meno importanti.<strong></strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La sintomatologia allergica dovuta a spore fungine si accentua nei periodi umidi e piovosi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Derivati      epidermici degli animali. </strong>Gli      allergeni più importanti derivano dall’epitelio, ma anche dalla saliva e      dal siero.<strong></strong></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Gatto. </strong>È il più importante in questo gruppo per prevalenza (15-20% degli atopici hanno IgE specifiche per Fel d 1): sia per la diffusione dell’animale che per le piccole dimensioni delle particelle (2.5 mm), quindi molto diffusibili, tanto che si ritrovano anche nelle abitazioni dove non c’è l’animale.</li>
<li><strong>Cane. </strong>È  il secondo per importanza.</li>
<li><strong>Cavallo.</strong> Ha allergeni molto potenti, in grado di scatenare quadri clinici gravi.</li>
<li><strong>Coniglio.</strong> Importante negli allevatori.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Derivati      degli acari della polvere domestica. </strong>Si calcola che il 45-85% degli asmatici sia sensibilizzato nei      confronti degli acari, i quali sono responsabili della gran parte delle      malattie allergiche ad andamento subcontinuo o cronico. Gli allergeni sono      dati dalla frammentazione dei tegumenti e dalla liberazione di particelle      fecali (ricche in guanina: il suo dosaggio è utile per stimare la presenza      di acari in un ambiente). La loro crescita è favorita dal clima      caldo-umido, per questo i sintomi a loro dovuti hanno un peggioramento      nella tarda estate-inizio autunno.<strong></strong></li>
</ul>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Dermatophagoides pteronyssinus.</strong></li>
<li><strong>Dermatophagoides farinae.</strong></li>
<li><strong>Acari minori. </strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra acari maggiori e minori esiste una reattività crociata, come testimoniato dalla rarità dei casi di sensibilizzazione isolata verso gli acari minori.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Derivati delle      blatte.</strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Derivati del latice      naturale.</strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2011/10/01/391/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;giusto&#8221; vaccino al &#8220;giusto&#8221; paziente</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2011/04/03/il-giusto-vaccino-al-giusto-paziente-allergic/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2011/04/03/il-giusto-vaccino-al-giusto-paziente-allergic/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 17:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[Congressi]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=333</guid>
		<description><![CDATA[Tra le domande che più spesso vengono rivolte all&#8217;allergologo, ci sono sicuramente quelle relative al &#8220;vaccino&#8221;, anche chiamato immunoterapia allergene-specifica (o immunoterapia specifica).
Questo importante strumento terapeutico, si differenzia da tutti gli altri che abbiamo a disposizione per combattere le allergie, in quanto è il solo a poter influenzare l&#8217;evoluzione della patologia. Ovvero, non cura i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tra le domande che più spesso vengono rivolte all&#8217;allergologo, ci sono sicuramente quelle relative al &#8220;vaccino&#8221;, anche chiamato immunoterapia allergene-specifica (o immunoterapia specifica).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo importante strumento terapeutico, si differenzia da tutti gli altri che abbiamo a disposizione per combattere le allergie, in quanto è il solo a poter influenzare l&#8217;evoluzione della patologia. Ovvero, non cura i sintomi ma può far ridurre la sensibilizzazione allergica fino potenzialmente a farla scomparire. In poche parole, può guarire l&#8217;allergia.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; importante sottolineare che l&#8217;immunoterapia deve essere prescritta dallo specialista allergologo, che ha il compito di identificare coloro i quali hanno le caratteristiche per poter trarre il massimo vantaggio da questa terapia, e di seguirli durante tutto il percorso terapeutico.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui di seguito le diapositive della presentazione su &#8220;Selezione del paziente per immunoterapia specifica&#8221;, dalla Winter School SIAIC di San Gimignano 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="__ss_7500354" style="width: 425px;"><strong><a title="La selezione del paziente per l'immunoterapia specifica" href="http://www.slideshare.net/filfassio/la-selezione-del-paziente-per-limmunoterapia-specifica">La selezione del paziente per l&#8217;immunoterapia specifica</a></strong> <object id="__sse7500354" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=selezionedelpazienteperitsdef-110403110122-phpapp01&amp;stripped_title=la-selezione-del-paziente-per-limmunoterapia-specifica&amp;userName=filfassio" /><param name="name" value="__sse7500354" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse7500354" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=selezionedelpazienteperitsdef-110403110122-phpapp01&amp;stripped_title=la-selezione-del-paziente-per-limmunoterapia-specifica&amp;userName=filfassio" name="__sse7500354" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/filfassio">filfassio</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2011/04/03/il-giusto-vaccino-al-giusto-paziente-allergic/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Linee guida sul trattamento dell&#8217;asma in gravidanza</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/10/06/linee-guida-sul-trattamento-dellasma-in-gravidanza/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2010/10/06/linee-guida-sul-trattamento-dellasma-in-gravidanza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 21:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tosse cronica]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[spirometria]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=280</guid>
		<description><![CDATA[Sull&#8217;ultimo numero dell&#8217;Italian Journal of Allergy and Clinical Immunology, organo ufficiale della società italianoa di allergologia ed immunologia clinica (SIAIC), sono state pubblicate le linee guida italiane sul corretto trattamento delle forme asmatiche in gravidanza, con specifico riferimento alla sicurezza d&#8217;impiego dei farmaci per la madre ed il feto, sia durante il periodo della gestazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.allergologo.net/images/GIAIC.JPG" alt="" width="859" height="296" />Sull&#8217;ultimo numero dell&#8217;<em>Italian Journal of Allergy and Clinical Immunology</em>, organo ufficiale della società italianoa di allergologia ed immunologia clinica (SIAIC), sono state pubblicate le linee guida italiane sul corretto trattamento delle forme asmatiche in gravidanza, con specifico riferimento alla sicurezza d&#8217;impiego dei farmaci per la madre ed il feto, sia durante il periodo della gestazione che durante l&#8217;allattamento.</p>
<p>Tali linee guida sono state redatte durante lo scorso anno da uno specifico gruppo di studio, coordinato dal Dr. Oliviero Rossi e del quale ho fatto parte.</p>
<p>E&#8217; noto che alcuni farmaci sono controindicati in gravidanza; tuttavia anche l&#8217;abbandono della terapia per l&#8217;asma può avere serie ripercussioni sul feto, per cui è di fondamentale un&#8217;adeguato approccio terapeutico al fine di garantire a madre e feto il massimo profilo di sicurezza in questa delicata condizione.</p>
<p>Questo il link all&#8217;<a href="http://www.pacinimedicina.it/files/giaic/2010/giaic-2-3-2010.pdf" target="_blank">articolo</a> (a pagina 63)&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2010/10/06/linee-guida-sul-trattamento-dellasma-in-gravidanza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Allergologia Molecolare: una rivoluzione diagnostica</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/08/01/allergologia-molecolare-una-rivoluzione-diagnostica/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2010/08/01/allergologia-molecolare-una-rivoluzione-diagnostica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 16:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Allergia al latex]]></category>
		<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[Shock Anafilattico]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[allergologia molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[microarray ISAC]]></category>
		<category><![CDATA[test allergologici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=272</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;allergologia molecolare è il nuovo capitolo dell&#8217;allergologia che sempre più sta prendendo campo e rivoluzionando la diagnostica e, di conseguenza, anche le scelte terapeutiche. Mentre con i test diagnostici &#8216;classici&#8217; (ovvero prick test sulla cute o la ricerca delle IgE specifiche su sangue) eravamo soliti lavorare con estratti allergenici (ad esempio graminacee, betulla, acaro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/08/ISAC.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-276" title="ISAC" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/08/ISAC.jpg" alt="" width="155" height="158" /></a>L&#8217;allergologia molecolare è il nuovo capitolo dell&#8217;allergologia che sempre più sta prendendo campo e rivoluzionando la diagnostica e, di conseguenza, anche le scelte terapeutiche. Mentre con i test diagnostici &#8216;classici&#8217; (ovvero <a title="Prick Test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a> sulla cute o la ricerca delle IgE specifiche su sangue) eravamo soliti lavorare con estratti allergenici (ad esempio graminacee, betulla, acaro della polvere, grano, mela, ecc: ottenuti direttamente dalla sorgente allergenica), con i test molecolari andiamo ad utilizzare le singole molecole (generalmente proteine) che compongono l&#8217;allergene stesso. Quindi l&#8217;allergene delle graminacee viene &#8220;scisso&#8221; nelle sue componenti Phl p 1, Phl p 2, Phl p 5, Phl p 7 (dove Phl p sta per Phleum pratense), quello della betulla in Bet v 1, Bet v 2, Bet v 4 (da Betula verrucosa), ecc. Questi singoli allergeni molecolari vengono prodotti per purificazione dalla sorgente allergenica o prodotti in laboratorio con tecnologia ricombinante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-272"></span>Quali sono i vantaggi?</strong> I vantaggi sono in effetti molteplici:</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Per le allergie ai pollini ed alle altre sostanze inalanti</strong>, è possibile distinguere in maniera migliore tra una cross-reazione ed una co-sensibilizzazione. Ad esempio, un soggetto che è allergico sia alle graminacee che alla betulla, potrebbe essere allergico a due proteine indipendenti, oppure ad una sola proteina che si trova (in forme del tutto simili) in entrambi i pollini (sia di graminacea che di betulla). Questo comporta notevoli differenze, per esempio, nella scelta di una eventuale immunoterapia specifica (vaccino).</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Per le allergie alimentari</strong>, è possibile che due soggetti con positività nei confronti del medesimo alimento, ad esempio la pesca, abbiano dei sintomi e delle manifestazioni completamente differenti a seconda della proteina (sempre appartenente alla pesca) alla quale sono allergici. Per fare un esempio, un soggetto con allergia alla pesca +++ e positività solo per il suo allergene Pru p 4, appartenente alla famiglia delle profiline, generalmente ha sintomi trascurabili oppure assolutamente nessun sintomo. Al contrario un soggetto con la solita allergia all&#8217;estratto di pesca +++, ma con sensibilizzazione nei confronti dell&#8217;allergene Pru p 3 generalmente presenta sintomi più importanti e potrebbe essere a rischio di shock anafilattico.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, la diagnostica allergologica di tipo molecolare si sta affermando come il futuro di questa disciplina. E&#8217; auspicabile che nel prossimo futuro, tutti i soggetti che sono stati valutati con metodiche &#8220;classiche&#8221; possano essere rivalutati alla luce di queste recenti ed importantissime acquisizioni, riconsiderando &#8211; se necessario &#8211; il percorso terapeutico già impostato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2010/08/01/allergologia-molecolare-una-rivoluzione-diagnostica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sul prick test!</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/07/25/tutto-quello-che-avresti-sempre-voluto-sapere-sul-prick-test/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2010/07/25/tutto-quello-che-avresti-sempre-voluto-sapere-sul-prick-test/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 14:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Allergia al latex]]></category>
		<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Congiuntivite allergica]]></category>
		<category><![CDATA[Dermatiti]]></category>
		<category><![CDATA[Orticaria e angioedema]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[acaro della polvere]]></category>
		<category><![CDATA[dermatite]]></category>
		<category><![CDATA[latex]]></category>
		<category><![CDATA[prick test]]></category>
		<category><![CDATA[test allergologici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=259</guid>
		<description><![CDATA[

Il prick test è il test per diagnosi delle allergie più usato. Consiste nell&#8217;apporre una goccia di vari estratti allergenici sulla cute dell&#8217;avambraccio e poi nello scalfire leggermente la cute con una lancetta sterile. Dopo pochi minuti, è possibile valutare il risultato del test: la presenza di un pomfo (aree di cute leggermente rialzata, con eritema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/07/prick_test_01.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/07/prick_test_01.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/07/prick_test_01.jpg" alt="" width="216" height="162" />Il <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test"><strong>prick test</strong></a> è il test per diagnosi delle allergie più usato. Consiste nell&#8217;apporre una goccia di vari estratti allergenici sulla cute dell&#8217;avambraccio e poi nello scalfire leggermente la cute con una lancetta sterile. Dopo pochi minuti, è possibile valutare il risultato del test: la presenza di un pomfo (aree di cute leggermente rialzata, con eritema e prurito, del tutto analogo ad una puntura di zanzara) indica la positività del test nei confronti dell&#8217;estratto allergenico corrispondente. Data la sua rapidità e semplicità, può essere eseguito presso qualsiasi studio medico (purchè sia dotato dei requisiti normativi e di sicurezza indispensabili). E&#8217; tuttavia fondamentale, al fine di poter ottenere informazioni utili per il paziente, che il test venga eseguito da un professionista con adeguata esperienza, come lo Specialista in Allergologia, ed utilizzando materiali di qualità ed adeguatamente conservati. In caso contrario, purtroppo, è possibile che la risposta del test porti a risultati inutili o ancor peggio fuorvianti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-259"></span>Ecco quali sono le caratteristiche del <strong><a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a></strong>:</p>
<p>- sicuro e del tutto indolore</p>
<p>- rapido e con risposta immediata</p>
<p>- permette di valutare molteplici allergeni, sia alimentari (può essere eseguito anche con alimenti freschi) che inalanti</p>
<p>- ha un&#8217;altissima capacità di individuare i soggetti allergici</p>
<p>- è necessaria la sospensione degli anti-istaminici per via orale almeno 5-7 giorni prima del test</p>
<p style="text-align: justify;">La visita allergologica con effettuazione del <strong><a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a></strong> è il punto di partenza per indagare la maggior parte dei problemi allergologici, quali rinite e congiuntivite allergica, asma bronchiale, allergie alimentari, dermatite atopica, angioedema, ecc.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2010/07/25/tutto-quello-che-avresti-sempre-voluto-sapere-sul-prick-test/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prick Test per la diagnosi delle allergie</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/06/13/prick-test-per-la-diagnosi-delle-allergie/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2010/06/13/prick-test-per-la-diagnosi-delle-allergie/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 08:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Allergia al latex]]></category>
		<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Congiuntivite allergica]]></category>
		<category><![CDATA[Dermatiti]]></category>
		<category><![CDATA[Immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Orticaria e angioedema]]></category>
		<category><![CDATA[Reazioni a punture di insetti]]></category>
		<category><![CDATA[Reazioni avverse a farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite Allergica]]></category>
		<category><![CDATA[allergeni]]></category>
		<category><![CDATA[allergie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>
		<category><![CDATA[dermatite]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[prick test]]></category>
		<category><![CDATA[test allergologici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=248</guid>
		<description><![CDATA[I prick test sono un test fondamentale nella diagnostica allergologica delle reazioni cosiddette &#8220;immediate&#8221;, ovvero quelle che si sviluppano rapidamente in seguito al contatto tra l&#8217;allergene e le IgE del soggetto allergico. Sono un esempio di questo tipo di reazione la rinite o l&#8217;asma allergici, l&#8217;allergia alimentare (ad esempio alle proteine del latte o a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/06/test-per-allergie.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-257" style="border: 10px solid white;" title="test-per-allergie" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/06/test-per-allergie-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>I <strong><a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a></strong> sono un test fondamentale nella diagnostica allergologica delle reazioni cosiddette &#8220;immediate&#8221;, ovvero quelle che si sviluppano rapidamente in seguito al contatto tra l&#8217;allergene e le IgE del soggetto allergico. Sono un esempio di questo tipo di reazione la rinite o l&#8217;asma allergici, l&#8217;allergia alimentare (ad esempio alle proteine del latte o a quelle della frutta), le reazioni agli antibiotici beta-lattamici e quelle alle punture degli insetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prick test ha numerosi vantaggi: è sicuro, indolore, di facile esecuzione e interpretazione, di rapida lettura, poco costosi, e possono essere praticati a qualsiasi età.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-248"></span>La scelta degli allergeni da testare si deve basare sul quadro clinico e sul racconto anamnestico, tenendo presente l’allergia crociata tra pollini e alimenti e tra alcuni alimenti tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong><a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a></strong> si basa sulla penetrazione attraverso la cute, mediante una lesione puntiforme, di una piccola quantità di estratto allergenico, dotato di potenza biologica sufficiente a provocare una risposta specifica misurabile. La pratica ha ormai consolidato l’uso di aghi monouso in materiale metallico o plastico, dotati di una punta lunga 1 o 1,5 mm e disegnati in modo da impedire una penetrazione eccedente la lunghezza della punta.</p>
<p style="text-align: justify;">La cute della zona scelta per l’esecuzione del test è abitualmente la faccia volare dell’avambraccio 5 cm al di sopra del polso e 3 cm al di sotto dalla fossa ante-cubitale.</p>
<p style="text-align: justify;">La cute non va pretrattata con disinfettanti o preparati topici (corticosteroidi, anti-H1). Il test si esegue pungendo perpendicolarmente la cute attraverso una goccia di ciascun estratto. La penetrazione (perpendicolare) della punta si ottiene esercitando una moderata pressione dell’indice, mantenuta per circa 3 secondi, senza muovere o ruotare il dispositivo stesso: deve risultare evidente una piccola fovea, senza che fuoriesca sangue. È necessario usare un dispositivo diverso per ciascun allergene, per evitare la contaminazione tra estratti in prova diversi. Non è sufficiente pulire ogni volta l’ago dei prick per evitare falsi positivi da contaminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La distanza minima tra un test e un altro deve essere di almeno 3 cm, altrimenti il risultato positivo di un test può influenzare l’esito del test vicino (riflesso assonico). Eseguita la puntura, la soluzione allergenica può essere rimossa con cotone, garza o carta, evitando di mescolare tra loro le varie soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">È bene eseguire un controllo negativo, in genere con il diluente dell’estratto allergenico o con glicerina, e uno positivo (istamina 10 ng/ml in soluzione fisiologica glicerinata) per svelare un dermografismo o una iporeattività cutanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la maggior parte delle linee guida, la risposta a un allergene è considerata positiva quando il pomfo relativo ha il diametro maggiore di almeno 3 mm (pari a un’area di 7 mm3), oppure ad almeno un quarto del diametro del pomfo causato dall&#8217;istamina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test"><strong>prick test</strong></a> non può essere eseguito, o correttamente interpretato, in alcuni casi come ad esempio: in corso di terapia con anti-istaminici per via orale (i corticosteroidi interferiscono con il test solo se assunti per lunghi periodi, sia per via orale che applicati localmente alla sede del test), presenza di lesioni cutanee nella sede del test (orticaria in atto, dermatiti, lesioni da grattamento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2010/06/13/prick-test-per-la-diagnosi-delle-allergie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gestione delle allergie a scuola</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/05/22/gestione-delle-allergie-a-scuola/</link>
		<comments>http://www.allergologo.net/2010/05/22/gestione-delle-allergie-a-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 18:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Allergia al latex]]></category>
		<category><![CDATA[Asma bronchiale]]></category>
		<category><![CDATA[Dermatiti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orticaria e angioedema]]></category>
		<category><![CDATA[Shock Anafilattico]]></category>
		<category><![CDATA[anafilassi]]></category>
		<category><![CDATA[dermatite]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.allergologo.net/?p=222</guid>
		<description><![CDATA[Le malattie allergiche interessano almeno un quarto degli studenti europei, riducono la qualità della vita e possono compromettere il rendimento scolastico; oltre a questo, vi è il rischio di reazioni gravi e, in rari casi, fatali. L&#8217;allergia infatti è una malattia multisistemica, e spesso i bambini hanno diverse patologie coesistenti, cioè rinite allergica, asma, eczema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-223" title="allergy at school" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/05/allergy-at-school.png" alt="Allergie a scuola" width="534" height="123" />Le malattie allergiche interessano almeno un quarto degli studenti europei, riducono la qualità della vita e possono compromettere il rendimento scolastico; oltre a questo, vi è il rischio di reazioni gravi e, in rari casi, fatali. L&#8217;allergia infatti è una malattia multisistemica, e spesso i bambini hanno diverse patologie coesistenti, cioè rinite allergica, asma, eczema e allergie alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-222"></span>Gravi reazioni di allergia alimentare si possono verificare per la prima volta in ambiente scolastico, e in generale il 20% delle reazioni di allergia agli alimenti si verificano nelle scuole. Fino a due terzi delle scuole hanno almeno un alunno a rischio di anafilassi, ma molti sono scarsamente preparati. Un lavoro di cooperazione tra medici, infermieri comunità e della scuola, personale scolastico, i genitori e il bambino è necessario per assicurare che i bambini allergici siano adeguatamente protetti. Le scuole ed i medici dovrebbero adottare un approccio globale alla formazione allergia, assicurando che tutto il personale può prevenire, riconoscere e iniziare il trattamento di reazioni allergiche.<br />
Per questo motivo, la società europea di allergologia ed immunologia clinica (EAACI), ha recentemente pubblicato un sulla gestione delle allergie in ambiente scolastico.<br />
Questo il link all&#8217;articolo:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www3.interscience.wiley.com/journal/123330011/abstract">http://www3.interscience.wiley.com/journal/123330011/abstract</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.allergologo.net/2010/05/22/gestione-delle-allergie-a-scuola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

