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	<title>Allergologo.net &#187; Allergia ad Alimenti</title>
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	<description>Tutto il mondo dell&#039;allergia a portata di Click</description>
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		<title>Quali persone sono a rischio di allergia alimentare?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La presenza di familiari o parenti allergici è uno dei fattori che permette di prevedere un aumento di rischio di sviluppare allergie alimentari. Nei neonati che hanno un solo genitore allergico il rischio di sviluppare un’allergia alimentare è due volte superiore rispetto ai neonati i cui genitori non soffrono di allergie. Se entrambi i genitori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQUOXCC9DYJRKvM7m4OC5VSoe_YxMXNrwJf_mUmPBv3E8WriTX8" alt="" width="225" height="225" />La presenza di familiari o parenti allergici è uno dei fattori che permette di prevedere un aumento di rischio di sviluppare allergie alimentari. Nei neonati che hanno un solo genitore allergico il rischio di sviluppare un’allergia alimentare è due volte superiore rispetto ai neonati i cui genitori non soffrono di allergie. Se entrambi i genitori sono allergici, il rischio di sviluppare allergia ad almeno un alimento aumenta da quattro a sei volte. In base ai dati disponibili, l’allattamento al seno, comparato con l’alimentazione artificiale, ridurrebbe il rischio di allergia alimentare. Nei neonati con parenti stretti che soffrono di allergie, alcuni studi suggeriscono che il solo allattamento al seno per 4-6 mesi sembra sufficiente a fornire una certa protezione; tuttavia questi dati, seppur noti da tempo, sono ancora controversi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-608"></span>Inoltre, è da considerare che l&#8217;allergia progredisce spesso attraverso quella che viene definita la &#8220;marcia allergica&#8221;: ciò significa che l&#8217;allergia tende ad esprimersi in maniera differente a seconda delle età della vita. Nel neonato e nel bambino la manifestazione più comune è la dermatite atopica, crescendo spesso il bambino allergico sviluppa asma bronchiale, mentre da adulto la manifestazione più comune è la rinite allergica. Quindi, il bambino con un passato di dermatite atopica, è da considerare maggiormente a rischio di sviluppare allergia ad alimenti.</p>
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		<title>Che cosa avviene in una reazione allergica agli alimenti?</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l&#8217;organismo dalle sostanze estranee dannose, e lo fa scatenando una reazione per eliminarle. L’allergia è essenzialmente &#8220;un’alterazione immunitaria&#8221; in cui una sostanza normalmente innocua (definita allergene) viene “percepita” come una minaccia e diventa il bersaglio delle difese immunitarie dell’organismo. In una vera reazione allergica, l’organismo produce anticorpi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px;" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR4VWkZZj8e3QyBigkauZXtbQUZhIHhCzhrK9t4WHGE1bFCVApkEQ" alt="" width="239" height="211" />Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l&#8217;organismo dalle sostanze estranee dannose, e lo fa scatenando una reazione per eliminarle. L’allergia è essenzialmente &#8220;un’alterazione immunitaria&#8221; in cui una sostanza normalmente innocua (definita allergene) viene “percepita” come una minaccia e diventa il bersaglio delle difese immunitarie dell’organismo. In una vera reazione allergica, l’organismo produce anticorpi di classe E (IgE), che reagiscono con l’allergene scatenando un’ulteriore reazione, nella quale i mastociti (cellule dei tessuti) e i basofili (un tipo di cellula ematica) liberano istamina o altre sostanze (quali i leucotrieni e le prostaglandine) che provocano reazioni allergiche che possono coinvolgere la cute o le mucose del tratto respiratorio o gastrointestinale, oppure l&#8217;apparato cardio-circolatorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-602"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La gran parte delle <a title="allergia ed intolleranza alimentare" href="http://www.allergologo.net/2012/01/18/allergia-alimentare-ed-intolleranza-alimentare/">risposte allergiche agli alimenti</a> è relativamente lieve, ma in un numero limitato di persone si verifica una reazione violenta, potenzialmente letale, e che prende il nome di <a href="http://www.allergologo.net/2012/01/04/reazione-allergica-e-shock-anafilattico-qual-e-la-differenza/">anafilassi</a>. A volte la reazione anafilattica può manifestarsi in maniera molto rapida dopo l’esposizione all&#8217;allergene, e richiede cure mediche immediate.</p>
<h3>Gli alimenti maggiormente implicati nelle reazioni allergiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Tra gli alimenti maggiormente a rischio per le reazioni allergiche gravi, sicuramente la frutta secca e la frutta con guscio (arachidi, noci, mandorle, pinoli) è la più temibile, sia come frequenza che come entità delle reazioni. Nei bambini anche il latte e l&#8217;uovo spesso causano reazioni allergiche. Altri allergeni che frequentemente posso causare reazioni allergiche sono la soia, i crostacei ed il merluzzo. Soprattutto negli adulti, anche la frutta e la verdura fresca (in particolare pesca, pomodoro) vengono frequentemente incontrate come causa di reazioni avverse ad alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone con reazioni allergiche ad alimenti (o sospette tali), dovrebbero sottoporsi a <a title="visita allergologica" href="http://www.allergologo.net/info-visita-allergologica/">visita allergologica</a> e <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test/">test allergologici per alimenti</a>.</p>
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		<title>Allergia alimentare ed intolleranza alimentare</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
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		<description><![CDATA[Allergia alimentare ed intolleranza alimentare

La maggior parte delle persone non ha problemi di allergia o intolleranza alimentare, e può seguire una dieta libera, quindi assumere gli alimenti desiderati senza incorrere in reazioni avverse. Per una piccola percentuale di individui, invece, alcuni alimenti (o loro componenti) sono in grado di scatenare reazioni avverse, la cui entità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Allergia alimentare ed intolleranza alimentare</strong></h3>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter" src="http://healthlifestyletips.com/wp-content/uploads/2011/11/pj-at319a_healt_ns_20100125200227.gif" alt="" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte delle persone non ha problemi di allergia o intolleranza alimentare, e può seguire una <strong>dieta libera</strong>, quindi assumere gli alimenti desiderati senza incorrere in reazioni avverse. Per una piccola percentuale di individui, invece, alcuni alimenti (o loro componenti) sono in grado di scatenare <strong>reazioni avverse</strong>, la cui entità può variare da reazioni lievi o molto lievi (come un piccolo fastidio o prurito al cavo orale) fino a molto gravi (importanti reazioni allergiche fino allo shock anafilattico, con importanti conseguenze cliniche).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-596"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le reazioni avverse agli alimenti possono essere scatenate sia da un meccanismo immunologico (<strong>allergia alimentare</strong>) che di altro tipo (<strong>intolleranza alimentare</strong>). Comunemente, la percezione di questi problemi tende ad essere sovrastimata (si calcola che circa una persona su tre ritenga di essere &#8220;allergica&#8221; a certi alimenti), ma dati recenti ricavati da ampie casistiche dimostrano che l’allergia alimentare ha un’incidenza intorno al 2% dell’intera popolazione adulta. Nei bambini, questo valore può salire 3-7%, anche se, fortunatamente, l’allergia spesso viene superata con l’età scolare.</p>
<h3><strong>Qual è la differenza tra allergie e intolleranze alimentari?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">La reazione avversa al cibo è spesso, erroneamente o frettolosamente, definita come  “<strong>allergia alimentare</strong>”. In molti casi, invece, essa non è provocata da un meccanismo immunologico (quindi non siamo di fronte ad una vera e propria allergia alimentare), ma da altre cause sempre riconducibili al cibo (come intossicazioni alimentare di tipo microbico, avversione psicologica al cibo o intolleranza ad un ingrediente di un alimento).</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>allergia alimentare </strong>è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o a componenti alimentari che attiva il sistema immunitario. Un allergene (solitamente una proteina o glicoproteina presente nell’alimento, che per la maggioranza delle persone è del tutto innocua) innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi IgE, che riconosce specificamente quell’allergene. Ad ogni successiva introduzione dell’alimento a cui il soggetto è allergico, gli anticorpi  IgE attivano altre cellule del sistema immunitario e determinano il rilascio di sostanze chimiche, ad esempio l’<strong>istamina</strong>, che a loro volta provocano vari sintomi: prurito cutaneo, rinite, tosse o affanno, o altri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>intolleranza alimentare </strong>coinvolge invece il metabolismo ma non il sistema immunitario. Un tipico esempio è l’intolleranza al lattosio: le persone che ne sono affette hanno una carenza di lattasi, l’enzima digestivo che scompone lo zucchero del latte, il lattosio, appunto. Le intolleranze possono causare sintomi anche simili a quelli delle allergie, ma non sono in grado – durante il corso di una singola reazione – di portare a conseguenze temibili come lo shock anafilattico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone con reazioni allergiche ad alimenti (o sospette tali) con intolleranza ad alimenti, dovrebbero sottoporsi a <a title="visita allergologica" href="http://www.allergologo.net/info-visita-allergologica/">visita allergologica</a> e <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test/">test allergologici per alimenti</a>.</p>
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		<title>Allergia alla frutta secca</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2011/11/10/allergia-alla-frutta-secca/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 16:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alla nocciola]]></category>
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		<category><![CDATA[allergologia molecolare]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la presentazione per il 3° incontro di allergologia molecolare, che si è tenuto a Viareggio il 29 ottobre scorso. L&#8217;incontro, molto interessante come nelle passate edizioni, ha visto la partecipazione di molti allergologi toscani, da Firenze (Careggi e Torregalli), Pisa, Prato, Lucca, Siena.
 Fassio viareggio 2011 
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la presentazione per il 3° incontro di allergologia molecolare, che si è tenuto a Viareggio il 29 ottobre scorso. L&#8217;incontro, molto interessante come nelle passate edizioni, ha visto la partecipazione di molti allergologi toscani, da Firenze (Careggi e Torregalli), Pisa, Prato, Lucca, Siena.</p>
<div style="width:510px" id="__ss_9979045"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/filfassio/fassio-viareggio-2011" title="Fassio viareggio 2011" target="_blank">Fassio viareggio 2011</a></strong> <object id="__sse9979045" width="510" height="426"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=fassioviareggio2011-111101111352-phpapp02&#038;stripped_title=fassio-viareggio-2011&#038;userName=filfassio" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse9979045" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=fassioviareggio2011-111101111352-phpapp02&#038;stripped_title=fassio-viareggio-2011&#038;userName=filfassio" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="510" height="426"></embed></object>
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</p></div>
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		<title>Allergie e intolleranze agli alimenti</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2011/11/03/allergie-e-intolleranze-agli-alimenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allergia ad Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Classificazione e Concetti Generali

Le prime descrizioni risalgono all’antichità, ma solo nel XX° secolo sono state introdotte le tecniche e le metodologie per indagare adeguatamente queste condizioni, in particolare il test di scatenamento in cieco o in doppio cieco contro placebo, attualmente considerato il gold standard.


La classificazione EAACI del 1995, poi revisionata nel 2001, definisce la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Classificazione e Concetti Generali</h3>
<div>
<p>Le prime descrizioni risalgono all’antichità, ma solo nel XX° secolo sono state introdotte le tecniche e le metodologie per indagare adeguatamente queste condizioni, in particolare il test di scatenamento in cieco o in doppio cieco contro placebo, attualmente considerato il gold standard.</p>
</div>
<div>
<p>La classificazione EAACI del 1995, poi revisionata nel 2001, definisce la reazione avversa ad alimenti come ogni evento aberrante che si verifica in seguito all’ingestione di un alimento o di un additivo alimentare.</p>
<p>La revisione del 2001 prevederebbe che tutte le immuno-mediate fossero definite allergie, con il prefisso IgE-mediate per quelle allergiche in senso stretto. Quest’ultima classificazione non è unanimemente accettata.</p>
</div>
<div></div>
<h3>Epidemiologia</h3>
<div>
<p>La prevalenza è maggiore nell’infanzia, attualmente stimata intorno al 6% nei bambini di età inferiore ai 3 anni.</p>
<p><span id="more-453"></span></p>
</div>
<div>
<p>Nell’infanzia gli allergeni maggiormente responsabili di reazioni avverse sono il latte di mucca (2,5%), l’uovo (1,3%), le noccioline (0,8%), le noci (0,2), il pesce ed i crostacei (0,1%).</p>
</div>
<div>
<p>Quasi tutti i bambini con sensibilizzazione al latte di mucca sviluppano la sensibilizzazione nel primo anno di vita e l’hanno già superata al compimento del 5° anno. Un 25% di questi bambini rimane sensibilizzato anche nella seconda decade di vita, mentre il 35% circa va incontro a reazioni avverse ad altri alimenti.</p>
</div>
<div>
<p>Fino a qualche tempo fa si credeva che le reazioni avverse a noci, noccioline e pesce non venissero mai superate, mentre è stato documentato che ciò accade nel 20% dei casi.</p>
</div>
<div>
<p>L’incidenza di sensibilizzazione ad alimenti è maggiore negli atopici, tanto che il 35% dei bambini con dermatite atopica di grado moderato-severo hanno IgE contro allergeni alimentari.</p>
</div>
<div>
<p>Sulla base dei dati più recenti la prevalenza di sensibilizzazione allergica negli adulti dei Paesi Occidentali è intorno al 3,5-4%.</p>
</div>
<h3>Patogenesi</h3>
<h1>Barriera intestinale</h1>
<div>
<p>L’allergia alimentare rappresenta una risposta abnorme da parte del sistema immunitario della mucosa del tratto gastro-enterico verso Ag introdotti per via orale.</p>
</div>
<div>
<p>Nonostante il sistema immunitario sia in grado di sviluppare prontamente ed efficacemente reazioni nei confronti di piccole quantità di molecole esogene, il sistema immunitario della mucosa intestinale incontra quotidianamente enormi quantità e varietà di Ag e sviluppa tolleranza.</p>
</div>
<div>
<p>La barriera intestinale ha una superficie molto estesa per consentire l’assorbimento di nutrienti e l’eliminazione dei cataboliti, ma ha anche in compito di evitare la penetrazione di Ag not-self, mediante 3 meccanismi:</p>
</div>
<div>
<p>· Barriera intestinale, formata da cellule epiteliali unite da giunzioni serrate e ricoperte da uno strato mucoso che intrappola le particelle ed i germi, ed ha caratteristiche chimiche (pH) ed enzimatiche che ostacolano la colonizzazione e la penetrazione</p>
</div>
<p>· Immunità innata: cellule NK, neutrofili, macrofagi, TLR</p>
<p>· Immunità acquisita: linfociti intraepiteliali, placche di Peyer, sIgA, citochine</p>
<div>
<p>Nel bambino la barriera intestinale è immatura: per esempio l’attività enzimatica è ridotta nel neonato e la secrezione di IgA non è completamente sviluppata per i primi 4 anni di vita. Tale condizione rende conto dell’aumentata prevalenza di allergia alimentare nell’infanzia.</p>
</div>
<div>
<p>Nonostante questo complicato meccanismo di difesa, circa il 2% delle proteine ingerite viene assorbito e trasportato attraverso l’organismo in maniera immodificata e quindi potenzialmente immunogena.</p>
</div>
<h3>Induzione della tolleranza orale</h3>
<div>
<p>Nonostante che Ag riescano quotidianamente a penetrare la mucosa gastrointestinale, la gran parte dei soggetti non presenta reazioni avverse perché sviluppa tolleranza.</p>
</div>
<div>
<p>Alla base di questo meccanismo ci sono popolazioni di LT regolatori e APC (in particolare le cellule epiteliali, che presentano l’Ag senza esprimere molecole costimolatorie, e le APC delle placche di Peyer, che possono secernere IL-4 e IL-10). A tal proposito è stato proposto che il priming dei LT che avviene a livello mucosale porti alla tolleranza, mentre il priming che avviene a livello degli organi linfoidi secondari porti all’immunità.</p>
</div>
<div>
<p>Anche la flora intestinale sembra giocare un ruolo importante: i topi germ-free non sviluppano i normali meccanismi di tolleranza e la somministrazione di probiotici alle madri ed ai neonati pare avere un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo di dermatite atopica.</p>
</div>
<h3>Allergeni alimentari</h3>
<div>
<p>La diversità della dieta umana è enorme, tuttavia sempre i soli alimenti sono implicati nelle reazioni allergiche: latte, uovo e noccioline nei bambini e noccioline, noci, pesci e crostacei negli adulti.</p>
</div>
<div>
<p>Anche le abitudini alimentari regionali sono importanti: per esempio il trattamento delle noccioline utilizzate in Cina le rende meno immunogene ed in quella regione l’allergia alimentare alle noccioline è molto meno comune.</p>
</div>
<p>La sensibilizzazione agli Ag alimentari può avvenire a livello di:</p>
<div>Tratto gastro-intestinale (reazione di classe I, tradizionale), generalmente scatenata da glicoproteine idrosolubili di peso compreso tra 10 e 70 KDa, resistenti al calore, alla denaturazione in acido ed alle proteasi. La gran parte di queste proteine fa parte della famiglia delle Cupine e delle Prolamine, costituenti del sistema difensivo delle piante</div>
<div>
<p>Tratto respiratorio (reazione di classe II), per cross-reazione tra Ag inalanti ed alimentari: spesso queste proteine fanno parte della famiglia delle Profiline (che servono nel regolare la polimerizzazione dei filamenti del citoscheletro) e le reazioni sono rivolte verso epitopi conformazionali, labili al calore ed alla degradazione enzimatica, quindi difficili da isolare e caratterizzare</p>
</div>
<h3>Manifestazioni cliniche</h3>
<p>Si possono avere:</p>
<p><strong>Manifestazioni gastro-intestinali</strong></p>
<ol>
<li>
<div><strong>Sindrome orale allergica, </strong>mediata da IgE e scatenata dal contatto di un Ag alimentare che cross-reagisce con un Ag pollinico verso il quale il soggetto è sensibilizzato; le manifestazioni sono limitate alla mucosa orale e faringea perché gli Ag in questione vengono rapidamente degradati dai succhi gastrici<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Anafilassi gastro-intestinale, </strong>mediata da IgE, si presenta tipicamente con dolore addominale di tipo colico, nausea e vomito; solitamente è accompagnata da manifestazioni a carico di altri organi<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Esofagite e gastroenterite eosinofila allergica, </strong>sono due entità correlate sul piano patogenetico; possono essere mediate da IgE, cellulo-mediate o supportate da entrambi i meccanismi. Le pareti dell’organo colpito mostrano un infiltrato eosinofilo (ed anche LTh2), mentre l’eosinofilia periferica si riscontra nel 50% dei casi. Un ruolo favorente molto importante è attribuito alla terapia con anti-acidi.<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Proctocolite ed enterocolite indotta da proteine alimentari, </strong>sono reazioni cellulo-mediate caratterizzate da nausea e vomito (tipicamente 1-3 ore dopo il pasto) e presenza di sangue nelle feci<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Enteropatia indotta da proteine alimentari, </strong>fa parte di questo gruppo anche il morbo celiaco; sono reazioni cellulo-mediate e si presentano sul piano clinico con diarrea o steatorrea, distensione addominale e flatulenza, perdita di peso, nausea e vomito, talvolta ulcere orali<strong> </strong></div>
</li>
</ol>
<p>2. <strong>Manifestazioni cutanee</strong></p>
<ol>
<li>
<ol>
<li>
<div><strong>Sindrome orticaria-angioedema, </strong>è una delle manifestazioni più comuni in corso di allergia alimentare, generalmente l’Ag è introdotto per via alimentare ma alcuni cibi possono determinare orticaria anche per contatto; raramente l’allergia alimentare causa orticaria cronica<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Dermatite atopica, </strong>spesso i pazienti presentano sensibilizzazione allergica ad alimenti, la cui assunzione determina, nel giro di 48 ore, peggioramento delle lesioni e della sintomatologia cutanee, anche in assenza di manifestazioni orali immediate<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Dermatite da contatto indotta da alimenti, </strong>si osserva generalmente per esposizione professionale<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Dermatite erpetiforme di Durhing, </strong>patologia cutanea cronica associata al morbo celiaco, caratterizzata da lesioni papulo-vescicolose intensamente pruriginose distribuite simmetricamente alle superfici estensorie ed alle nocche delle dita<strong> </strong></div>
</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Manifestazioni respiratorie</strong></p>
<ol>
<li>
<div><strong>Rinocongiuntivite allergica, </strong>spesso associata a manifestazioni dell’allergia alimentare, ma raramente ne consegue direttamente<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Asma bronchiale, </strong>è una manifestazione non comune dell’allergia alimentare (specialmente nell’adulto), ma un peggioramento del quadro respiratorio nel paziente asmatico o l’insorgenza di broncospasmo possono essere causati dall’assunzione di alimenti nel soggetto sensibilizzato. Recenti dati indicano che l’allergia alimentare è uno maggiori fattori prognostici sfavorevoli nei pazienti con crisi asmatiche gravi<strong> </strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>Sindrome di Heiner (emosiderosi polmonare), </strong>è una reazione cellulo-mediata, tipicamente da ipersensibilità al latte di mucca<strong> </strong></div>
</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Manifestazioni cardio-vascolari ed anafilassi sistemica</strong></p>
<ol>
<li>
<div><strong>Anafilassi sistemica, </strong>circa un terzo-metà dei casi sono dovuti ad allergia alimentare<strong> </strong></div>
</li>
<li><strong>Ipotensione, aritmie, collasso cardio-vascolare</strong></li>
<li>
<div><strong>Anafilassi da esercizio fisico associata ad alimenti, </strong>in alcuni individui l’esercizio fisico a distanza di 2-4 ore dal pasto può indurre anafilassi, mentre le manifestazioni non si presentano se i soliti alimenti vengono assunti ma il soggetto non compie attività fisica. Alcuni studi sottolineano il ruolo della gliadina-omega-5<strong> </strong></div>
</li>
</ol>
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		<item>
		<title>Allergie e Intolleranze Alimentari</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 16:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allergia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>
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		<description><![CDATA[Le allergie e le intolleranze alimentari, spesso confuse, sono uno dei temi allergologici più dibattuti, anche sulla stampa non specializzata. A questo link potete leggere un&#8217;intervista sull&#8217;argomento pubblicata sul periodico di informazione dei Supermercati COOP.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2011/09/informatore-Coop-Fassio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-362" title="informatore Coop Fassio" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2011/09/informatore-Coop-Fassio-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Le allergie e le intolleranze alimentari, spesso confuse, sono uno dei temi allergologici più dibattuti, anche sulla stampa non specializzata. A questo <a title="Allergie e Intolleranze Alimentari" href="http://www.coopfirenze.it/informazioni/informatori/articoli/9172">link</a> potete leggere un&#8217;intervista sull&#8217;argomento pubblicata sul periodico di informazione dei Supermercati COOP.</p>
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		<title>La diagnostica allergologica molecolare &#8211; una lunga strada davanti!</title>
		<link>http://www.allergologo.net/2010/11/30/la-diagnostica-allergologica-molecolare-una-lunga-strada-davanti/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 18:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Congiuntivite allergica]]></category>
		<category><![CDATA[Immunoterapia]]></category>
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		<description><![CDATA[Di seguito è visibile una presentazione sull&#8217;allergologia molecolare.
Allergologia Molecolare!
View more presentations from filfassio.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito è visibile una presentazione sull&#8217;allergologia molecolare.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_5983931"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/filfassio/allergologia-molecolare" title="Allergologia Molecolare!">Allergologia Molecolare!</a></strong><object id="__sse5983931" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=fassio-101130115750-phpapp01&#038;stripped_title=allergologia-molecolare&#038;userName=filfassio" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse5983931" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=fassio-101130115750-phpapp01&#038;stripped_title=allergologia-molecolare&#038;userName=filfassio" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/filfassio">filfassio</a>.</div>
</div>
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		<title>Allergia alla nocciola &#8211; un esempio di applicazione dell&#8217;allergologia molecolare</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 18:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qua di seguito è visibile una presentazione powerpoint relativa ad un esempio reale di applicazione della diagnostica allergologica molecolare, per la risoluzione di un quadro clinico complesso.
Allergologia molecolare &#8211; Nocciola
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qua di seguito è visibile una presentazione powerpoint relativa ad un esempio reale di applicazione della diagnostica allergologica molecolare, per la risoluzione di un quadro clinico complesso.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_5983906"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/filfassio/allergologia-molecolare-nocciola" title="Allergologia molecolare - Nocciola">Allergologia molecolare &#8211; Nocciola</a></strong><object id="__sse5983906" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=dr-fassio-101130115539-phpapp02&#038;stripped_title=allergologia-molecolare-nocciola&#038;userName=filfassio" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse5983906" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=dr-fassio-101130115539-phpapp02&#038;stripped_title=allergologia-molecolare-nocciola&#038;userName=filfassio" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
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</div>
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		<title>Allergologia Molecolare: una rivoluzione diagnostica</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 16:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;allergologia molecolare è il nuovo capitolo dell&#8217;allergologia che sempre più sta prendendo campo e rivoluzionando la diagnostica e, di conseguenza, anche le scelte terapeutiche. Mentre con i test diagnostici &#8216;classici&#8217; (ovvero prick test sulla cute o la ricerca delle IgE specifiche su sangue) eravamo soliti lavorare con estratti allergenici (ad esempio graminacee, betulla, acaro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/08/ISAC.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-276" title="ISAC" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/08/ISAC.jpg" alt="" width="155" height="158" /></a>L&#8217;allergologia molecolare è il nuovo capitolo dell&#8217;allergologia che sempre più sta prendendo campo e rivoluzionando la diagnostica e, di conseguenza, anche le scelte terapeutiche. Mentre con i test diagnostici &#8216;classici&#8217; (ovvero <a title="Prick Test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a> sulla cute o la ricerca delle IgE specifiche su sangue) eravamo soliti lavorare con estratti allergenici (ad esempio graminacee, betulla, acaro della polvere, grano, mela, ecc: ottenuti direttamente dalla sorgente allergenica), con i test molecolari andiamo ad utilizzare le singole molecole (generalmente proteine) che compongono l&#8217;allergene stesso. Quindi l&#8217;allergene delle graminacee viene &#8220;scisso&#8221; nelle sue componenti Phl p 1, Phl p 2, Phl p 5, Phl p 7 (dove Phl p sta per Phleum pratense), quello della betulla in Bet v 1, Bet v 2, Bet v 4 (da Betula verrucosa), ecc. Questi singoli allergeni molecolari vengono prodotti per purificazione dalla sorgente allergenica o prodotti in laboratorio con tecnologia ricombinante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-272"></span>Quali sono i vantaggi?</strong> I vantaggi sono in effetti molteplici:</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Per le allergie ai pollini ed alle altre sostanze inalanti</strong>, è possibile distinguere in maniera migliore tra una cross-reazione ed una co-sensibilizzazione. Ad esempio, un soggetto che è allergico sia alle graminacee che alla betulla, potrebbe essere allergico a due proteine indipendenti, oppure ad una sola proteina che si trova (in forme del tutto simili) in entrambi i pollini (sia di graminacea che di betulla). Questo comporta notevoli differenze, per esempio, nella scelta di una eventuale immunoterapia specifica (vaccino).</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Per le allergie alimentari</strong>, è possibile che due soggetti con positività nei confronti del medesimo alimento, ad esempio la pesca, abbiano dei sintomi e delle manifestazioni completamente differenti a seconda della proteina (sempre appartenente alla pesca) alla quale sono allergici. Per fare un esempio, un soggetto con allergia alla pesca +++ e positività solo per il suo allergene Pru p 4, appartenente alla famiglia delle profiline, generalmente ha sintomi trascurabili oppure assolutamente nessun sintomo. Al contrario un soggetto con la solita allergia all&#8217;estratto di pesca +++, ma con sensibilizzazione nei confronti dell&#8217;allergene Pru p 3 generalmente presenta sintomi più importanti e potrebbe essere a rischio di shock anafilattico.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, la diagnostica allergologica di tipo molecolare si sta affermando come il futuro di questa disciplina. E&#8217; auspicabile che nel prossimo futuro, tutti i soggetti che sono stati valutati con metodiche &#8220;classiche&#8221; possano essere rivalutati alla luce di queste recenti ed importantissime acquisizioni, riconsiderando &#8211; se necessario &#8211; il percorso terapeutico già impostato.</p>
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		<title>Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sul prick test!</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 14:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fassio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Il prick test è il test per diagnosi delle allergie più usato. Consiste nell&#8217;apporre una goccia di vari estratti allergenici sulla cute dell&#8217;avambraccio e poi nello scalfire leggermente la cute con una lancetta sterile. Dopo pochi minuti, è possibile valutare il risultato del test: la presenza di un pomfo (aree di cute leggermente rialzata, con eritema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/07/prick_test_01.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/07/prick_test_01.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.allergologo.net/wp-content/uploads/2010/07/prick_test_01.jpg" alt="" width="216" height="162" />Il <a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test"><strong>prick test</strong></a> è il test per diagnosi delle allergie più usato. Consiste nell&#8217;apporre una goccia di vari estratti allergenici sulla cute dell&#8217;avambraccio e poi nello scalfire leggermente la cute con una lancetta sterile. Dopo pochi minuti, è possibile valutare il risultato del test: la presenza di un pomfo (aree di cute leggermente rialzata, con eritema e prurito, del tutto analogo ad una puntura di zanzara) indica la positività del test nei confronti dell&#8217;estratto allergenico corrispondente. Data la sua rapidità e semplicità, può essere eseguito presso qualsiasi studio medico (purchè sia dotato dei requisiti normativi e di sicurezza indispensabili). E&#8217; tuttavia fondamentale, al fine di poter ottenere informazioni utili per il paziente, che il test venga eseguito da un professionista con adeguata esperienza, come lo Specialista in Allergologia, ed utilizzando materiali di qualità ed adeguatamente conservati. In caso contrario, purtroppo, è possibile che la risposta del test porti a risultati inutili o ancor peggio fuorvianti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-259"></span>Ecco quali sono le caratteristiche del <strong><a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a></strong>:</p>
<p>- sicuro e del tutto indolore</p>
<p>- rapido e con risposta immediata</p>
<p>- permette di valutare molteplici allergeni, sia alimentari (può essere eseguito anche con alimenti freschi) che inalanti</p>
<p>- ha un&#8217;altissima capacità di individuare i soggetti allergici</p>
<p>- è necessaria la sospensione degli anti-istaminici per via orale almeno 5-7 giorni prima del test</p>
<p style="text-align: justify;">La visita allergologica con effettuazione del <strong><a title="prick test" href="http://www.allergologo.net/test-allergologici-il-prick-test">prick test</a></strong> è il punto di partenza per indagare la maggior parte dei problemi allergologici, quali rinite e congiuntivite allergica, asma bronchiale, allergie alimentari, dermatite atopica, angioedema, ecc.</p>
]]></content:encoded>
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