Allergia ad Alimenti

L’allergia alla soia: manifestazione dei sintomi, diagnosi e individuazione degli allergeni 

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L’allergia alla soia è una manifestazione allergica i cui sintomi, come in altre di derivazione alimentare, possono manifestarsi già all’età di tre mesi. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono spontaneamente all’età di due anni, anche se esistono tuttavia dei casi di gravi allergie alla soia.  L’incidenza sulla popolazione italiana è piuttosto ridotta: si parla di uno 0,5% circa, ma al contempo sembrerebbe essere in continuo aumento.  Si manifesta contestualmente o comunque entro minuti (massimo poche ore) dopo l’ingestione o il contatto con l’allergene.  Manifestazioni sintomi  I sintomi riscontrati più spesso sono dell’ordine dermatologico, come acne e dermatite secca e pruriginosa, respiratorio, come tosse, senso di costrizione al torace, rinite, respiro affannoso tipici dell’asma, e gastrointestinale come mal di pancia, nausea, vomito e diarrea.  Diagnosi  I sintomi non sono esclusivi dell’allergia alla soia. Quindi l’allergologo ricostruirà la storia della manifestazione dei sintomi e dopo aver escluso altre patologie (come la celiachia), si procederà ad individuare l’allergene alla base delle manifestazioni.   Dove si trova la soia?  Anche grazie ad abitudini alimentari che tentano un approccio più ecosostenibile ai consumi (basti pensare che un ettaro di terreno ogni anno può produrre alternativamente 2.500 kg di proteine vegetali o 200 kg di proteine animali; per non parlare del consumo idrico: 2.000 litri di acqua per 1 kg di soia contro 25.000 – 100.000 litri per 1 kg di carne bovina), la soia è sempre più diffusa sugli scaffali dei nostri supermercati e nelle dispense delle nostre case. Ma trova impiego anche nel settore cosmetico.  Alimentari  soia_tofu_allergia
  • Tofu (e formaggio di soia, caglio di soia, kori-dofu) 
  • Fave di soia germogliate 
  • Edamame 
  • Kinako (o farina di soia) 
  • Natto (fagioli soia fermentati) 
  • Nimame, 
  • Okara 
  • Yuba, … 
Un discorso a parte va fatto per l’olio di soia. Generalmente questo prodotto è talmente raffinato che non dovrebbe contenere più alcuna proteina pericolosa per i soggetti allergici. È comunque preferibile consultare l’allergologo prima di consumare un prodotto che contenga dell’olio di soia.  Ma la soia può essere contenuta spesso anche in altri alimenti: 
  • Cereali per la colazione 
  • Succedanei dei latticini 
  • Prodotti a base di carne lavorata 
  • Alimenti messicani (chili, tacos, …) 
  • Miso 
  • Alcune salse 
  • Prodotti a base di pesce (surimi, …), ma anche hamburger vegetali 
  • Tempeh 
  • Dessert congelati 
  • Preparazione per prodotti di pasticceria e di panificio 
  • Salse per insalate 
  •  
Non alimentari 
  • Cosmetici e saponi 
  • Glicerina 
  • Alimenti per animali 
  • Vitamine 
  • Materiali d’artigianato 
Attenzione alle contaminazioni  soia_raccolta_allergia Fare attenzione solo a quei prodotti che contengono esplicitamente soia può non essere sufficiente. Esistono infatti i casi di contaminazione incrociata, quando un allergene alimentare per un motivo o l’altro passa ad un alimento che in condizioni normali non ne contiene.  La contaminazione incrociata della soia con altri allergeni può originarsi in diversi momenti: 
  • Durante la fabbricazione dell’alimento, se lo stesso tipo di imballaggio viene utilizzato per più di un prodotto 
  • Nei punti vendita al dettaglio, quando ad esempio formaggi e affettati vengono tagliati con lo stesso strumento 
  • Durante la preparazione dei pasti a casa o al ristorante, per mezzo degli utensili o delle mani stesse 
La normativa europea impone di indicare in etichetta le “eventuali tracce” di allergeni, quindi anche della soia. Considerate tuttavia che il tenore di proteine della soia è molto elevato e che la lecitina di soia è un potente emulsionante: per questi motivi, l’industria alimentare ne fa ampio uso. Il rischio è quindi di ritrovarsi l’allergene dove non ce lo si aspetterebbe.  Il consiglio, per i soggetti sensibili alla soia, è quello di evitare nel modo più assoluto tutti quei prodotti alimentari che contengano l’allergene, o i derivati che contengano le proteine della soia, e di prestare particolare attenzione, o meglio di scansare del tutto quegli alimenti su cui non vi sia certezza (etichette poco chiare, modo di preparazione sconosciuto, …).   

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!