Allergia alle muffe

L’allergia alle muffe: dove si nascondono gli allergeni?

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Sintomi e predisposizione  Quella alle muffe non è sicuramente una delle allergie più diffuse, ma come ogni reazione allergica rappresenta un forte elemento di disturbo o di malessere per i soggetti che ne soffrano.  A contatto con gli allergeni, i pazienti possono manifestare irritazione delle mucose nasali e conseguentemente naso che cola, o naso chiuso, arrossamento, prurito e lacrimazione degli occhi, sibilo respiratorio, oppressione toracica.  Gli studi hanno mostrato come alcuni soggetti siano più predisposti di altri a questo tipo di reazione allergica: soggetti con familiari che soffrono di asma bronchiale o altre allergie; soggetti che per motivi professionali si trovano frequentemente a contatto con gli allergeni delle muffe (agricoltori, coltivatori e raccoglitori di funghi, carpentieri e falegnami); soggetti che abitano o frequentano ambienti particolarmente umidi e scarsamente arieggiati.  Quali sono le muffe da temere?  I tipi di muffa che in Italia sono considerati più allergizzanti di altri sono: 
  • Alternaria, che compare su frutta e verdura in decomposizione e in ambienti molto umidi (grotte, cantine, …). 
  • Cladosporium, che oltre a spuntare sugli ortaggi e sulla frutta in marcescenza, appare anche su fiori, fieno e terreno. 
  • Aspergillus e Penicillium, muffe che, in ambienti con umidità superiore al 60%, attaccano in particolare muri, tappeti, carta da parati e mobili. 
Le muffe dentro e fuori casa  formazione-muffa-muri La muffa non è una prerogativa di una stagione o di un’altra, di un ambiente o di un altro. Ne esistono di diversi tipi, alcune da interni, altre da esterni.  Si ritrovano muffe all’interno della casa, ma anche all’esterno. E, se è vero che all’esterno possono svilupparsi maggiormente dalla primavera all’autunno (i periodi più umidi), è altrettanto vero che all’interno delle abitazioni le si possono trovare 12 mesi all’anno. Alcune case, particolarmente umide, possono nasconderne delle quantità elevate: muri vecchi, infiltrazioni di acqua dai pavimenti o dai muri esterni, perdite d’acqua dalle tubature ne sono le cause principali.  Gli ambienti chiusi sono comunque i più pericolosi. La muffa infatti libera delle spore, che all’esterno sono spazzate continuamente dal vento, mentre in casa permangono senza incontrare particolari ostacoli.  Alcune muffe poi emanano odori particolarmente forti e sgradevoli che danno origine ad irritazioni delle vie aeree e quindi alla rinite (anche nel caso in cui il soggetto non dovesse essere allergico alla muffa).  Come diminuire le occasioni di esposizione alla muffa?  Un buon impianto di climatizzazione in casa elimina l’umidità, o la diminuisce, limitando così le occasioni di sviluppo della muffa. Sarà però necessario prendersi cura dell’impianto pulendolo regolarmente, per evitare che la muffa lo contamini, peggiorando così la situazione.  In assenza di impianto di climatizzazione, sarà necessario mantenere comunque un tasso di umidità inferiore al 45%.  Le tracce di muffa in tutta la casa andranno eliminate (esistono dei prodotti appositi in commercio) e pulite regolarmente. Nella stessa logica, si dovrà evitare di tenere in casa delle piante, perché nella terra e nei sottovasi l’acqua generalmente ristagna.  I soggetti allergici infine dovranno evitare i lavori di giardinaggio, per non entrare in contatto con la muffa eventualmente presente nella terra.    Leggi qui ed anche qui per approfondire l’argomento. 

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!