Allergia ad Alimenti

L’allergia al latte vaccino

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Il latte nell’alimentazione dell’uomo

Il latte vaccino per secoli è stato l’alimento fondamentale nella dieta dell’uomo, consumato semplice o trasformato (formaggi, burro, panna, ..), assunto dai bambini e dagli adulti. Oggi è presente nelle nostre dispense, puro o lavorato; viene utilizzato per la preparazione di diversi alimenti (cioccolato, caramelle, cereali, prodotti di pasticceria, ma non solo), ma lo troviamo  anche nei vaccini, nei cosmetici e nei prodotti di bellezza.

Complici i cambiamenti negli stili di vita da un lato, i danni da allevamenti intensivi dall’altro, negli ultimi anni il latte è diventato uno degli allergeni principali, in particolare per bambini e adolescenti.

L’allergia al latte di vacca si sviluppa principalmente durante il primo anno di vita del bambino e colpisce tra il 2 e il 4% dei più giovani. Crescendo gli effetti allergizzanti diminuiscono, al punto che l’80% degli allergici, all’età di 3 o 4 anni diventa tollerante ai latticini. Solo lo 0.5% degli adulti soffre di allergia alle proteine del latte.

I tipi di allergia al latte

Si parla di due tipi di allergia al latte:

Allergia IgE mediata: sviluppa la produzione di immunoglobuline di tipo E (IgE) da parte del sistema immunitario. Al riconoscimento da parte delle IgE delle proteine del latte di vacca, si assiste alla produzione di istamine e ad una reazione allergica che può condurre all’anafilassi. Questo tipo di allergia è diagnosticato attraverso dei test cutanei e l’analisi del sangue per misurare la concentrazione di IgE.

Allergia non IgE mediata: non sviluppa la produzione di IgE. I sintomi, che compaiono qualche ora dopo l’assunzione di latte, vanno dalla diarrea al vomito violenti e ripetitivi. Per diagnosticare questa allergia, dopo aver escluso altre cause, si deve assistere alla scomparsa dei sintomi in seguito all’esclusione del latte vaccino dall’alimentazione.

Come rimpiazzare il latte nella dieta?

Proprio perché costituisce una fonte importante di proteine, glucidi, acidi grassi essenziali, calcio, fosforo e vitamine A e D, chi soffre di allergie al latte deve cercare altri alimenti per colmare i bisogni nutrizionali.

Se ad essere allergico è il neonato durante la fase di allattamento, la madre – solo su consiglio del medico – dovrebbe eliminare il latte e i derivati dalla propria dieta. Se il neonato invece assume un latte artificiale, questo dovrà essere scelto tra quelli proposti espressamente per allergie alle proteine del latte (un latte, ad esempio, altamente idrolizzato o a base di amminoacidi).

Da evitare le bevande di soia, riso o avena, perché non adatte per essere consumate prima dei 24 mesi di età.

Per i bambini più grandi e per gli adulti con allergie al latte di vacca, l’importante è colmare i fabbisogni nutrizionali (per questo sarà utile consultare un nutrizionista), in particolare per quello che concerne l’apporto di calcio e di vitamina D.

Alcuni ottimi sostituti del latte vaccino possono essere:

  • alimenti con un alto apporto di calcio: tofu, fagioli neri, lenticchie, ceci, broccoli, mandorle;
  • alimenti ricchi di vitamina D: uova, salmone, aringhe, sardine, olio di pesce.

 

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!