News

Allergie e irritazioni al chiuso: abitare in un ambiente sano

Starnuti e occhi rossi vi tormentano anche e soprattutto al chiuso? L’arredamento giusto, gli opportuni accorgimenti architettonici e un impiego ottimale dei locali può essere di aiuto per migliorare la salute e la qualità della vita nei luoghi chiusi, come la propria casa o il luogo di lavoro.

Mediamente ognuno di noi trascorre circa il 90% del proprio tempo in ambienti interni. È dunque di grande importanza che questi ambienti siano per noi luoghi salubri e favorevoli al nostro benessere. Le nostre abitudini abitative, però, si sono evolute el tempo in maniera da contribuire notevolmente all’aumento delle allergie. Tra gli elementi critici, citiamo:

  • la maggiore abitudine all’impiego di tessili, come la moquette per esempio;

  • aria più umida e calda all’interno dei locali, grazie al migliore isolamento degli edifici;

  • presenza di materiali tossici come pitture, lacche, colle.

All’interno del nostro ambiente di lavoro e della nostra casa possono quindi crearsi gli ambienti ideali per il proliferare degli allergeni. Ma non è soltanto questo il pericolo. Oltre agli allergeni, infatti, negli ambienti chiusi è facile imbattersi anche in sostanze irritanti per le vie respiratorie o la pelle. Questa irritazione può favorire l’insorgenza di allergie, asma e malattie allergiche o peggiorarne i sintomi quando già presenti.

Principali allergeni presenti nei locali chiusi

Il principale allergene presente negli ambienti chiusi è l’acaro della polvere, colpevole delle allergie di circa 4% della popolazione e presente soprattutto in materassi, cuscini, tappeti e imbottiture. Tra gli altri allergeni diffusi si possono citare le muffe, che sono non soltanto degli allergeni ma anche degli irritanti e sono quindi doppiamente pericolosi, le piante ornamentali, le muffe e gli animali domestici.

Come debellare i principali allergeni

Quando insorge una allergia scatenata da uno degli elementi sopra citati occorre intervenire non soltanto con la terapia farmacologica prescritta dal proprio allergologo o con una terapia desensibilizzante (immunoterapia specifica, il cosiddetto “vaccino antiallergico”) ma anche attraverso una sanificazione della propria casa e, ove possibile, dell’ambiente di lavoro. Nel caso degli acari della polvere, è utile acquistare rivestimenti antiallergici per materassi e cuscini e lavare regolarmente i tessili e la biancheria ad una temperatura non inferirio ai 60°C. Oltre a questo, è importante riurre l’umidità e diminuire la tempratura dei locali, arieggiandoli periodicamente, per evitare la proliferazione degli acari. Quanto alle muffe e ai funghi eventualmente presenti in casa è importante che chi è allergico non si occupi della loro rimozione, nemmeno su piccole superfici e che durante le operazioni di rimozione si provveda ad arieggiare l’ambiente, perché e muffe si diffondono facilmente nell’aria. Ecco alcune misure utili contro muffe, funghi e acari della polvere:

  • mantenere l’umidità relativa dell’aria al di sotto del 50%

  • mentenere una temperatura non inferiore ai 20°C nei locali di soggiorno e non inferiore ai 17°C nelle camere da letto;

  • arieggiare bene le stante due o tre volte al giorno per cinque o dieci minuti;

  • mantenere accesa la cappa aspirante mentre si cucina;

  • ariaggiare il bagno per alcuni minuti dopo la doccia;

  • effettuare la regolare manutenzione all’impianti di condizionamento.

Foto: pixabay.com

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!