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Allergie alimentari: scatta l’obbligo per i ristoranti di segnalare gli ingredienti a rischio

Dallo scorso 13 dicembre una normativa impone la trasparenza obbligatoria nei menu di ristoranti e catene di ristorazione. La nuova norma è stata emessa in applicazione del Regolamento europeo 1169 del 2011 che già altri Stati europei hanno recepito e applicato e prevede l’obbligo per ristoranti, self service, bar, mense, gelaterie e gastronomie di segnalare l’eventuale presenza delle preparazioni dei maggiori nutrienti che sono causa di allergia: cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte e lattosio, frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, pistacchi), sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti (se superiori a determinate concentrazioni), lupini, molluschi. Monica De Simone, presidente di FederASMA e Allergie Onlus, ha dichiarato la sua soddisfazione per l’entrata in vigore del provvedimento: “Siamo molto soddisfatti che il grande lavoro svolto a livello europeo, condotto insieme ad EFA – European Federation of Allergy and Airway Diseases Patients Associations, da noi rappresentata in Italia, porterà i suoi frutti anche nel nostro Paese. Grazie all’attuazione diretta della norma europea che rende obbligatoria l’indicazione della presenza di allergeni nei cibi anche per la ristorazione collettiva (ristoranti, mense, bar, …), le persone con allergie alimentari saranno certamente più protette”. Secondo la normativa, infatti, un allergico all’uovo deve essere informato dal ristorante sulla presenza di uovo in ogni preparazione, anche, per esempio, della presenza di lisozima di uova nel grana padano che gli viene grattugiato sulla pasta. Non mancano le polemiche in merito alla mancata informazione ai pubblici esercizi da parte del Governo. Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) fa presente infatti che a tre anni dalla pubblicazione del regolamento europeo gli esercenti italiano sono ancora in attesa di sapere quali sono le indicazioni da fornire, con quali modalità e quali sono le sanzioni previste. Recentemente, in occasione di un tavolo tecnico presso al Ministero dello Sviluppo economico, i rappresentanti di Fipe-Confcommercio hanno chiesto al Governo di prevedere la possibilità di comunicare anche a voce la presenza di allergeni nei piatti e di prorogare di almeno 18 mesi l’entrata in vigore del regolamento. FederAsma e Allergie Onlus hanno però scritto una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi per chiedere di sostenere l’applicazione della normativa e di non accogliere la richiesta di Fipe-Confcommercio. Ad oggi, la normativa è in vigore ed obbliga ristoranti e catene ad una maggiore trasparenza, con l’intento di tutelare gli otto milioni di italiani allergici, i dodici milioni con intolleranze e i 150 mila celiaci diagnosticati presenti nel nostro Paese.   Foto: Pixabay.com  

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!