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I costi sociali ed economici delle allergie: 1,7 miliardi al giorno spesi per trattare i sintomi. Con l’immunoterapia scendono dell’80%.

In tempi di crisi il controllo dei costi è sempre più un parametro importante, e questo vale sia per le singole famiglie, che per le aziende e per il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i fattori che pesano sulla tasche di famiglie, imprese, strutture sanitarie e sistema sanitario vi sono anche quelli sostenuti per il trattamento della rinite allergica e le allergie respiratorie, patologie spesso sottovalutate dalla gran parte dei pazienti ma che comportano costi sociali ed economici rilevanti, che potrebbero essere abbattuti drasticamente in pochi anni grazie alla immunoterapia. Alla fine degli anni Novanta in Europa il prezzo pagato dalla collettività per far fronte alle riniti allergiche era stimato in circa 1/1,5 miliardi di euro all’anno cui va sommata una perdita di 100 miliardi di euro all’anno per la mancata produttività dei pazienti affetti sul posto di lavoro. Patrizia Berto, specialista in farmacoeconomia, ha ripreso questi dati in occasione del Media Training sulla “Sindrome allergica respiratoria” che si è tenuto lo scorso febbraio a Milano, ricordando che, anche se attualmente non vi sono dati certi sui costi diretti delle allergie respiratorie in Europa, alcuni dati provenienti da Paesi europei devono fare riflettere su questo fenomeno. L’Efa Book on Respiratory Allergies infatti indica che i costi diretti ogni anno in Germania per il trattamento delle riniti allergiche ammontano, nel 2000, a 220 milioni in Germania e, nel 2005, a 118 milioni in Finlandia. Quando alla perdita di produttività sul posto di lavoro, secondo il Global Allergy and Asthma European Network in Europa ogni anno si perdono circa 100 miliardi (dati 2011) a causa di riniti allergiche non adeguatamente trattate che incidono sul rendimento sul lavoro. Spostando lo sguardo sull’Italia si scopre che nel nostro Paese, secondo il Rapporto Osmed 2012, ogni giorno si assumono 95 dosi di farmaci respiratori ogni 1000 abitanti che corrispondono ad una spesa di 1,7 miliardi, dei quali 1,1 sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale e 0,6 a carico diretto del cittadino. Costi, questi, che potrebbero essere ridotti drasticamente se si facesse maggiore ricorso alla immunoterapia specifica anziché limitarsi a trattamenti sintomatici. Uno studio pubblicato nel 2006 (a firma di Berto e Canonica) ha infatti dimostrato con dati raccolti da 25 centri allergologici e 2230 pazienti affetti da asma e rinite che l’impiego della SLIT (immunoterapia nella forma sub-linguale) è economicamente vantaggioso rispetto al trattamento con farmaci sintomatici. In soli tre anni e mezzo di terapia, infatti, si è raggiunto un pareggio di costi, che saranno poi destinati a continuare a scendere grazie agli effetti della immunoterapia e ad una sempre minore necessità dell’impiego di farmaci. Dati ancora migliori arrivano da un altro studio italiano che ha preso in esame i dati relativi ad un gruppo di pazienti affetti da asma da polline di parietaria e rinite. Già al secondo anno di trattamento il costo dell’immunoterapia associato al costo dei farmaci sintomatici è risultato inferiore rispetto al costo sostenuto per la sola terapia sintomatica. Al terzo anno (sui sei previsti) di trattamento, si è arrivati a registrare un risparmio del 50%. Ma non è tutto: a tre anni dalla conclusione del trattamento il risparmio registrato è stato dell’80%! E se a diminuire sono i costi, aumenta la soddisfazione dei pazienti, che nel 65% dei casi hanno valutato i risultati raggiunti con l’immunoterapia come “eccellenti” o “molto buoni”. Patrizia Berto ha commentato così questi dati: “In Italia il Servizio Sanitario Nazionale si fa carico della immunoterapia solo in alcune Regioni e con modalità e parametri diversi da una Regione all’altra. Eppure questo trattamento ha dimostrato di essere efficace e ben tollerato dai pazienti e di portare vantaggi economici sul lungo termine se somministrato correttamente e per il tempo indicato. Il rimborso dell’immunoterapia in tutte le Regioni consentirebbe insomma un miglioramento della qualità della vita dei pazienti e un consistente risparmio per il Ssn e, dunque, per la collettività”.   Foto: Pixabay.com

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!