Asma bronchiale

Asma bronchiale: una malattia da atleti?

asma negli atleti
La prevalenza di asma, atopia (la predisposizione a sviluppare reazione allergiche/anafilattiche) e broncocostrizione indotta da esercizio fisico è maggiore in chi pratica sport ad alti livelli. Questo è quanto emerge dal lavoro del dottor Louis-Philippe Boulet della Laval University (Quebec Canada), pubblicato sul Global Atlas of Asthma, volume curate dalla European Academy of Allergy and Clinical Immunology. Ci sono infatti numerose prove del fatto che l’esercizio fisico intenso e ripetuto, in particolare quando l’atleta è esposto ad allergeni, inquinanti o cloro durante l’allenamento, può promuovere lo sviluppo dell’asma. È inoltre interessante notare come i sintomi dell’asma spesso si attenuano al termine dell’attività sportiva. Per combattere la comparsa dell’asma negli atleti è possibile adottare alcune misure preventive, tra le quali:
  • evitare di allenarsi quando la concentrazione di allergeni (per esempio pollini) nell’aria è maggiore e nei giorni e luoghi in cui è maggiore la concentrazione di inquinanti
  • evitare di allenarsi a temperature rigide, che possono favorire la comparsa dell’asma
  • ridurre, ove possibile, la concentrazione di cloro nelle piscine e migliorare la ventilazione in questi ambienti.
  • eseguire sempre esercizi di riscaldamento
  • mantenere costantemente sotto controllo lo stato di salute delle proprie vie respiratorie
Uno studio condotto con la collaborazione del Coni dal Prof. Sergio Bonini del CNR ha analizzato i dati relativi all’incidenza dell’asma tra gli atleti delle olimpiadi di Pechino del 2008 rilevando che il 20% di nuotatori e ciclisti e il 10% degli atleti di sport invernali erano affetti da asma. Percentuali, queste, che salgono al 50% nel caso degli sciatori di fondo norvegesi. L’esercizio fisico intenso e prolungato appare dunque essere un fattore di rischio per lo sviluppo dell’asma ma la presenza di questa patologia non preclude la possibilità di svolgere attività sportiva, purché cisi sottoponga alle adeguate terapie e controlli periodici. Foto: Wikimedia Commons

Info autore

Dr. Filippo Fassio

Allergologo, appassionato di allergologia e Allergy Blogger. Lavoro tra Firenze, Pistoia e Lucca. E cerco di fare del mio meglio per arrivare sempre alla soluzione del problema!