Il patch test è uno strumento indispensabile per la diagnosi delle dermatiti allergiche da contatto. Consiste nell’applicare sulla cute (solitamente sul dorso) del paziente alcune cellette di cellulosa o altro materiale, contenenti piccole quantità delle sostanze che vogliamo testare. Queste sostanze, dette apteni, devono rimanere a contatto con la cute per 48-72 ore, dopodiché il “cerotto” (patch) viene rimosso. Si possono utilizzare serie di apteni standard (come la serie SIDAPA, attualmente la più diffusa), serie specifiche per particolari categorie di soggetti
Asma e Rinite: Progetto ARIA
Il Progetto ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) è un’importante iniziativa sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha come obiettivo quello di ottimizzare la diagnosi e il trattamento della rinite e di svelare nei pazienti rinitici l’eventuale presenza disintomi bronchiali – anche se lievi – allo scopo di prevenire l’insorgenza di asma. A questo link, tratto dal sito asmaerinite.it, potete trovare un interessantissimo documento informativo, rivolto ai pazienti, con un test da compilare e riconsegnare al proprio medico o specialista di fiducia per valutare le proprie condizioni di salute in rapporto ad un possibile quadro di rinite o asma.
Allergia al lavoro?
Non è solo una battuta…perché come spiega una pubblicazione INAIL “le allergie, oltre ad essere un rilevante problema di sanità pubblica, sono anche fortemente rappresentate tra le malattie svilluppate in ambito lavorativo. Esse hanno quindi un notevole impatto socio-economico sia per il continuo aumento del numero di casi, che incide sulla spesa sanitaria pubblica, sia per l’inabilità temporanea o permanente al lavoro che possono comportare in moltissime categorie di lavoratori.Le allergie sono in genere una patologia a carattere ereditario e si manifestano fin dall’infanzia, come per esempio l’allergia agli acari della polvere, al polline o alle proteine del latte e dell’uovo.
E’ nato Immunologo.Net
Vi comunico che da qualche giorno è attivo il blog Immunologo.Net, controparte immunologica di Allergologo.Net, dove potrete trovare informazioni sul tema dell’immunologia clinica, immunologia di base e di laboratorio. Auguro a tutti buona lettura.
Quali fattori possono peggiorare la dermatite atopica?
Molti trigger in grado di determinare esacerbazioni in corso di dermatite atopica sono noti, anche se sulla relativa importanza non c’è accordo: Fattori ormonali ed emozionali: sono importanti sia le oscillazioni ormonali legate al ciclo ovarico nella donna, che stimoli neuroendocrini correlati a tratti della personalità o stress psico-sociale. Fattori stagionali e climatici: molti pazienti hanno riacutizzazione delle lesioni nel periodo autunnale ed invernale; i soggetti con sensibilizzazione a pollini hanno ovviamente tendenza alla riacutizzazione nel periodo primaverile. Anche gli sbalzi di temperatura ed umidità hanno effetto negativo, per cui, nei soggetti che non manifestano effetti negativi da fotosensibilizzazione, è consigliabile il soggiorno al mare. Fattori irritanti: è dimostrato che i pazienti affetti da dermatite atopica hanno una risposta cutanea aumentata al sodio-lauril-solfato. Il fumo di sigaretta può contribuire alla dermatite delle palpebre. Storia positiva per dermatite atopica rappresenta inoltre un forte fattore di rischio per sensibilizzazioni professionali. Infezioni: sia quelle locali che quelle sistemiche possono contribuire alla riaccensione della risposta infiammatoria cutanea. Allergeni ambientali e da contatto: sensibilizzazione all’acaro della polvere si trova nel 5% della popolazione generale in Occidente, mentre nei soggetti con dermatite atopica la sensibilizzazione è del 90%. Nei soggetti con dermatite atopica inoltre, l’uso cronico di terapie topiche, comporta il rischio di sensibilizzazione da contatto nei confronti delle molecole del principio attivo e degli eccipienti. Allergia ed intolleranza alimentare: il ruolo degli allergeni alimentari nella dermatite atopica è stato studiato per oltre 60 anni, ma non tutto questo capitolo può essere ascritto alle reazioni allergiche ‘classiche’. Un elemento che avvalora l’associazione è che i picchi di incidenza di allergia alimentare e di dermatite atopica nell’infanzia coincidono. Con i test di scatenamento orale si possono inoltre osservare sia manifestazioni di ipersensibilità [...]
Gli allergeni: questi sconosciuti!
Gli allergeni sono antigeni dotati della potere di indurre, in soggetti predisposti, una risposta immunologica prevalentemente caratterizzata dalla produzione di IgE. Questa proprietà appare non correlata con le caratteristiche chimico-fisiche dell’antigene; essi sono tuttavia (spesso) proteine (in genere di basso peso molecolare: 5-60 kD), glicosilate, resistenti al calore, al pH e agli enzimi proteolitici. Altre volte sono molecole più semplici (come farmaci) che fungono da apteni e si legano a proteine carrier diventando così allergenici. Possono essere introdotti nell’organismo per via inalatoria, per ingestione o per iniezione parenterale. Una caratteristica che li accomuna è che non sono in grado di stimolare una risposta immunitaria di tipo innato, che promuoverebbe la secrezione di citochine Th1 (IL-12 e IL-18) da parte dei macrofagi.




