Corso per l’uso dell’autoiniettore di adrenalina

Postato il: 16 maggio 2010 Da: Filippo Fassio Pubblicato in: News, Shock Anafilattico

Corso Autoiniettore AdrenalinaSi svolto sabato 15 Maggio 2010 presso il Centro di Simulazione Medica di Prato il primo corso sull’uso dell’autoiniettore di adrenalina nello shock anafilattico.  Il corso è stato progettato dall’allergologo Filippo Fassio e dagli anestesisti-rianimatori Filippo Bressan e Chiara Gasperini. L’iniziativa era rivolta a soggetti allergici e loro familiari. Lo shock anafilattico è la più grave delle manifestazioni allergiche ed è una situazione potenzialmente mortale per la quale esiste fortunatamente la possibilità di autosomministrazione per via intramuscolare di un antidoto, consistente in una preparazione di adrenalina inserita in un apposito dispositivo di iniezione. 

E’ evidente che nel caso di un episodio di shock anafilattico il soggetto o i suoi familiari si trovano in una situazione emotiva delicata, per la paura che l’evento stesso provoca e per il timore di non utilizzare con la giusta indicazione o in modo appropriato il dispositivo, andando incontro agli effetti indesiderati di un farmaco potente come l’adrenalina. Per questo motivo l’Associazione Pazienti Allergici ha promosso la realizzazione di un corso in cui i soggetti affetti da allergie a rischio di anafilassi e i loro familiari potessero prendere familiarità con il dispositivo di autoiniezione e cimentarsi con scenari realistici dove provare praticamente il suo uso.
Elemento di novità di questo primo corso, dedicato ad un numero limitato di partecipanti affinché ciascuno potesse cimentarsi con uno scenario, è stato l’impiego di tecniche di simulazione fino ad oggi destinate solo al training di personale sanitario. I partecipanti hanno infatti interagito con il simulatore ad alta fedeltà che si trova presso il Centro di Simulazione Medica di Prato, in pratica un robot capace di riprodurre le caratteristiche di un essere umano e di un attacco di anafilassi. In Italia esistono solo pochissimi centri di simulazione capaci di ospitare simulazioni ad alta fedeltà, quattro dei quali sono in Toscana: Prato per l’addestramento di medici e infermieri di sala operatoria, sala parto ed area critica, Careggi per il pronto soccorso, Ospedale Meyer per la pediatria e Pisa per la neonatologia. Il centro pratese, attivo da qualche anno, ha collaborato con progetti di formazione del personale di sala operatoria delle Usl di Siena ed Empoli, dell’azienda universitaria-ospedaliera Careggi ed è il centro di riferimento per i corsi dell’Organizzazione Toscana Trapianti con la quale ha allestito i corsi sull’etica di fine vita e sul mantenimento del donatore d’organi. Sempre a Prato si sono svolti i corsi di simulazione per la formazione sulle abilità non tecniche (coordinamento, lavoro di squadra) e prevenzione dell’errore in sala operatoria promossi dal Centro di Simulazione e dal Gruppo Rischio Clinico della Regione Toscana che hanno coinvolto medici e infermieri provenienti da tutte le aziende sanitarie della Regione. Per informazioni sull’attività della Associazione Pazienti Allergici possibile inviare una mail a: info@associazioneapa.org

Da: Notizie di Prato

Tag: , , , , , , ,

Un Commento a “Corso per l’uso dell’autoiniettore di adrenalina”

  1. PASQUALE PANETTA scrive:

    E’ ormai assodato che molte EMERGENZE richiedono interventi SALVA VITA troppo immediati, che non consentono l’attesa dell’arrivo di personale sanitario sul luogo della vittima o viceversa del suo arrivo in ospedale. Ben vengano dunque questi corsi (BEN FATTI!!!) per la diffusione di quella cultura comportamentale basilare, che tutti (o quasi) i cittadini dovrebbero conoscere, al fine di evitare una buona fetta di perdita di vite umane, che diciamocelo EVITABILI solo grazie a manovre eseguite nell’immediatezza,anche da personale non sanitario. Certamente sono daccordo con chi nell’intento di tutelare, manifesta perplessità e contrarietà, perchè un soccorso errato può esso diventare fatale per la vittima; ma in quelle emergenze che lasciano cosi poco tempo, per riflettere, tal volta anche al più esperto personale sanitario, sono stra-convinto che in una ipotetica conta finale di decessi,l’ago della bilancia penderebbe dal lato delle vite umane salvate battendo quel fattore fatale che si chiama TEMPO.

Lascia un Commento

Spam Protection by WP-SpamFree